Fuoripagina, la collezione Roffi

Longiano - 19/07/2019 : 15/09/2019

La raccolta, proveniente dall’archivio dello Studio Segni & Segni di Gian Paolo Roffi, conta centoquaranta lavori di protagonisti di alcuni dei più importanti movimenti di ricerca poetico-visuale sorti nella seconda metà del Novecento e sviluppatisi in ambito internazionale.

Informazioni

  • Luogo: FONDAZIONE TITO BALESTRA
  • Indirizzo: Piazza Malatestiana 1 - Longiano - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 19/07/2019 - al 15/09/2019
  • Vernissage: 19/07/2019 ore 21
  • Generi: disegno e grafica
  • Orari: Fondazione Tito Balestra Onlus Ex Chiesa Madonna di Loreto Galleria d’arte moderna e contemporanea Castello Malatestiano di Longiano (FC)

Comunicato stampa

La raccolta, proveniente dall’archivio dello Studio Segni & Segni di Gian Paolo Roffi, conta centoquaranta lavori di protagonisti di alcuni dei più importanti movimenti di ricerca poetico-visuale sorti nella seconda metà del Novecento e sviluppatisi in ambito internazionale

Troviamo infatti qui rappresentata la Poesia Concreta di Augusto e Haroldo De Campos, Eugen Gomringer, Arrigo Lora Totino e Adriano Spatola; il Lettrismo di Maurice Lemaître; la Poesia Visiva di Eugenio Miccini, Lamberto Pignotti, Stelio Maria Martini e Sarenco; la Nuova Scrittura di Ugo Carrega e Vincenzo Accame; la Poesia Sonora di Bernard Heidsieck e Henry Chopin; le scritture Fluxus di Ben Vautier e Giuseppe Chiari; la Mail Art di György Galántai e Vittore Baroni, e molte altre esperienze affini. Centoquaranta opere per cento nomi, da quelli storici a quelli più recenti, radunate con l’intenzione di offrire una cospicua campionatura delle ricerche condotte sul filo della parola, quella che fugge dalla sua sede convenzionale – la pagina – per spaziare oltre i confini della sola lettura e mostrarsi nel suo aspetto materiale, farsi ascoltare nella dimensione fonetica oltre il silenzio dell’occhio, incontrare l’immagine in un rapporto sinestetico, diventare essa stessa immagine e testare così le sue infinite potenzialità formali. In questo senso, la scelta delle opere è precisa e rigorosa, allo scopo di rendere evidente quanto accomuna il lavoro di chi si è sempre collocato nelle zone di confine dell’espressione artistica.