Fulvio Di Piazza / Manfredi Beninati – Tutto quello che vedo

Palermo - 17/12/2021 : 01/02/2022

L’esposizione raccoglie una selezione di dipinti, realizzati tra il 2001 ed il 2008, che testimoniano quanto ancora la pittura sia capace di generare meraviglia, stupore e riflessioni.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA ARTE 24
  • Indirizzo: Via XX settembre, 24 90141 - Palermo - Sicilia
  • Quando: dal 17/12/2021 - al 01/02/2022
  • Vernissage: 17/12/2021
  • Autori: Fulvio Di Piazza, Manfredi Beninati
  • Curatori: Silvia Tranchina
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: La mostra sarà visitabile su appuntamento e muniti di Green Pass Da martedì a sabato Orari10-13 e 17-20 La mostra sarà fruibile anche su www.arte24.net
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Dal 17 dicembre al 1 febbraio 2022, la Galleria Arte24 di via xx settembre n.24 a Palermo, ospiterà la mostra “Tutto quello che vedo”.
Il progetto, a cura di Silvia Tranchina, ha l’obiettivo di promuovere una riflessione approfondita sull’arte di Fulvio Di Piazza e Manfredi Beninati, uniti da un fil rouge impalpabile: il rapporto tra lo scorrere del tempo, la memoria e la natura.
L’esposizione raccoglie una selezione di dipinti, realizzati tra il 2001 ed il 2008, che testimoniano quanto ancora la pittura sia capace di generare meraviglia, stupore e riflessioni


Di Piazza , da sempre affascinato dalla Natura, e quasi mai troppo rassicurante, si dedica allo studio delle forme naturali, antropomorfizzandole. La sua è una pittura fantastica, con una cura per i dettagli quasi fiamminga ma che strizza l’occhio alla cultura popolare del fumetto e rende omaggio ai surrealisti. Realizza grandi dipinti ad olio raffiguranti scene fantastiche, foreste lussureggianti e spirali di fumo vulcanico. Tutto questo stimola nello spettatore una visione più lenta e riflessiva.
Dalla visione del particolare tramite un microcosmo di sottoboschi, si approda ad una visione d’insieme del paesaggio. Una natura decadente, arrivata ormai al collasso, che si evolve e si reinventa. Con le sue opere, rese con una pittura veloce, spesso lavorata a spatola, propone immagini cariche e paesaggi in cui prevalgono i toni scuri, la lava e la terra smussata: ciò che a prima vista sembravano delle precise rappresentazioni pittoriche di un bosco, ad uno sguardo più attento, diventano alberi con gli occhi ed animali velenosi.
Beninati, invece, sebbene maggiormente conosciuto per le sue installazioni, spazia dai disegni ai dipinti, dai collage collage all’uso delle più svariate tecniche e materiali, che ha sperimentato nel corso della sua carriera, per un continuo rinnovamento del suo linguaggio pittorico. I riferimenti alla memoria, allo scorrere del tempo, agli interessi letterari come le Città invisibili di Italo Calvino, che fanno da filo conduttore alla scoperta di luoghi onirici che l’artista popola di personaggi, veri o immaginari, in un equilibrio naturale tra sogno e ricordo.
Spesso tornano figure familiari, madri, bambini e fratelli; volti che si confondono con le velature di colore, dando allo spettatore la percezione del passare del tempo, come in un film. Attraverso questa stratificazione, caratteristica del suo lavoro, Beninati dipinge interni domestici o paesaggi fantastici, in un'atmosfera rarefatta, alle volte irreale, descrivendo figure che sembrano emergere lentamente da uno sfondo fiabesco.Nelle opere di Manfredi Beninati si ha la sensazione di essere arrivati appena un momento dopo l’avverarsi del fatto, come spalancare una porta dietro la quale è accaduto qualcosa, dove ha vissuto qualcuno, dove il tempo è trascorso inesorabilmente lasciando le sue impronte.