Franco Martinengo – Arte in movimento

Torino - 13/04/2012 : 29/04/2012

Le due mostre, curate da Angelo Mistrangelo in collaborazione con l’Associazione il Carro, si presentano come un'ampia esposizione di tutta l’opera artistica di Martinengo, affiancata al suo lavoro di designer. Mentre nella sede torinese, infatti, sono esposte soprattutto le opere pittoriche, a Palazzo Grosso si vedranno prevalentemente i disegni e i bozzetti realizzati dall’artista-designer nel corso della sua, rendendo così completo ed esaustivo tutto il percorso artistico.

Informazioni

Comunicato stampa

Si inaugurano venerdì 13 aprile alle ore 18 presso la Galleria Calandra di via Fratelli Calandra 8 a Torino e sabato 14 aprile alle ore 12 presso Palazzo Grosso (Salone delle Grottesche), a Riva presso Chieri, le due rassegne di disegni, acquerelli, pastelli e oli di Franco Martinengo, artista torinese scomparso nel novembre del 2001.



Le due mostre, curate da Angelo Mistrangelo in collaborazione con l’Associazione il Carro, si presentano come un'ampia esposizione di tutta l’opera artistica di Martinengo, affiancata al suo lavoro di designer

Mentre nella sede torinese, infatti, sono esposte soprattutto le opere pittoriche, a Palazzo Grosso si vedranno prevalentemente i disegni e i bozzetti realizzati dall’artista-designer nel corso della sua, rendendo così completo ed esaustivo tutto il percorso artistico che, come dice il critico Mistrangelo nella sua presentazione è caratterizzato “dalla robusta interpretazione di una natura rivisitata, tradotta in pagine accese dalla luminosità atmosferica che rivela la dinamicità di una corsa di cavalli al trotto o dei giocatori durante una partita di calcio…”



In totale le due rassegne proporranno una sessantina di opere tra oli, acquarelli, disegni e progetti di auto ai quali l’artista aveva lavorato per la Pininfarina.



Nato nel 1910 a Torino, Franco Martinengo si diplomò all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. La guerra lo costrinse ad interrompere i suoi studi di architettura al Politecnico, ma le lezioni che riuscì a seguire, diventarono fondamentali per la sua futura formazione, che si orientò verso il design. Lavorò per molti anni, infatti, come responsabile del “Centro Stile” della Pininfarina, ma non abbandonò mai il sogno di essere anche un pittore. Iniziò ad esporre, infatti, fin dagli anni Quaranta, con artisti come Parisot, Moreni e alternò al suo lavoro tecnico, preciso e specialistico, quello più libero e indipendente del pittore, che svolse “rubando tempo al riposo”. Due anime che vanno a braccetto, ma che, per molti versi, si scontrano anche.



Da una parte, infatti utilizzava il disegno come momento di conoscenza e di indagine della realtà, con una concezione decisamente razionale e scientifica, dall’altra, però, amava dipingere “en plain air”, con la dinamicità e l’istintività che questo modo di lavorare esige. Ma la sua sete di arte non si ferma alla pittura ad olio: dal 1958 comincia a partecipare a numerose mostre in cui si cimenta con l’acquarello e l’acquaforte, mentre i suoi quadri vanno in giro per l’Italia e per l’Europa, da Torino a Milano, a Rouen, a Parigi, a Le Mans e in Lussemburgo.

Muore nel 2001, lasciandoci una grande eredità di colori vivi e fortissimi, a volte addirittura violenti, con i quali ha spesso modificato la realtà adattandola alla sua grande passionalità.