Francesco Vaccarone – Genova 1965

Genova - 30/01/2016 : 06/03/2016

Dalla pittura figurativa agli oggetti del quotidiano, i ritagli di giornale, l’estetica pop. A Villa Croce la personale di un artista che rappresenta un periodo creativo, una generazione

Informazioni

Comunicato stampa

Ritagli di parole, composizioni di immagini e oggetti, ritratti e dipinti, un’opera a metà strada tra Pop Art e Nouveau Réalisme, nella personale di Francesco Vaccarone, pittore e sperimentatore che oscilla tra figurazione e astrazione.

Dopo un primo periodo figurativo, in cui esprime una sua personale versione dell’Espressionismo tedesco, Vaccarone, nei primi anni sessanta, si unisce al gruppo genovese Studio, intorno alla galleria La Carabaga, in contatto con i poeti del Gruppo 63 e gli artisti dell’avanguardia sperimentale italiana, Trerosso di Genova, ’70 di Firenze, LineaSud di Napoli



In quegli anni, abbandonata la pittura espressionista, elabora opere che lavorano sul mondo della parola e degli oggetti, utilizzando ritagli di giornali, parole, fotografie, frasi estratte da riviste e montate sulla tela con accostamenti forti, spesso carichi di messaggi politici e poetici.
Nel 1970 si trasferisce a Roma e alla stamperia “Il Cigno” conosce artisti come Marini, Raphael Mafai, Guttuso, Fieschi e approfondisce la tecnica calcografica, realizzando stampe e incisioni. Sono di questi anni due dei suoi più importanti cicli: i “Gabbiani” e i “Clochards”. E’ del 1973 la prima monografia a lui dedicata a cura della Galleria d’Arte Macchi di Pisa, con prefazione di Enzo Carli e di Dino Carlesi.
Successivamente sono numerose le sue mostre allestite in Italia e all’estero, arricchite anche dei risultati delle sue sperimentazioni nella scultura, come i due grandi bassorilievi in marmo dedicati a Papa Giovanni Paolo realizzati a Noceto, in Emilia Romagna.

La mostra al Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce, a cura di Valerio Dehò, è aperta fino al 6 marzo 2016.
Le opere di Vaccarone offrono uno sguardo su uno speciale momento creativo che investì l’Italia e Genova in particolare, con vivaci collegamenti tra arte figurativa, poesia e musica e un approccio multidisciplinare di sperimentazione dei linguaggi dei media classici, in una ricerca definitivamente pop. L’ambiente genovese era infatti frequentato da poeti come Edoardo Sanguineti, compositori Luigi Nono e Luciano Berio e dagli scrittori del Gruppo ’63.