Francesco Messina – Lezione di ballo

Brescia - 10/05/2014 : 25/05/2014

La mostra nasce dall’incontro fortuito da parte del gallerista con un’opera di grande bellezza: Lezione di Ballo, un bronzo alto 144 cm, realizzato nel 1979, dal quale nasce anche il titolo della mostra.

Informazioni

  • Luogo: STUDIO LB - CONTEMPORARY ART
  • Indirizzo: Via Dei Musei 83 - Brescia - Lombardia
  • Quando: dal 10/05/2014 - al 25/05/2014
  • Vernissage: 10/05/2014 ore 18
  • Autori: Francesco Messina
  • Curatori: Vanda Sabatino
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: tutti i giorni, (domenica compresa): 10.00 –12.00/16.00–19.00

Comunicato stampa

Sabato 10 maggio dalle ore 18, presso lo STUDIO LB CONTEMPORARY ART, via Musei 83, Brescia, verrà inaugurato un evento straordinario, dedicato a un maestro del Novecento: Francesco Messina (1900-1995), scultore di alcuni dei più importanti monumenti italiani del secolo scorso. L’occasione nasce dall’incontro fortuito da parte del gallerista con un’opera di grande bellezza: Lezione di Ballo, un bronzo alto 144 cm, realizzato nel 1979, dal quale nasce anche il titolo della mostra. Esso raffigura il corpo agro di una fanciulla di nome Elisabetta, colto nell’istante che precede l’azione

La tensione dei giovani muscoli è una fragile quiete, tradita dalla determinazione dello sguardo acuto e dalle labbra severe.
Insieme al grande bronzo sarà inoltre possibile apprezzare American Ballet, scultura realizzata nel 1981, di dimensioni più contenute, ma di sicuro impatto per l’armonia vibrante delle placide membra e la vivace espressione quasi contrariata del volto.
Queste opere si inseriscono nella vasta produzione dell’autore, che dagli anni Settanta in poi, si concentrerà principalmente su due temi: i cavalli e la danza appunto, ritraendo ballerine e celebrità come Carla Fracci e Luciana Savignano, incontrate al Teatro La Scala di Milano.
Nella serata inaugurale dell’evento, attraverso ausili multimediali, grazie all’intervento della curatrice Vanda Sabatino, sarà possibile approfondire, in un excursus temporale, la conoscenza dello stile e delle opere dell’artista, il quale da esordi simpatizzanti col Futurismo, passerà al movimento del Novecento italiano, per poi costituire una voce fuori dal coro nel panorama artistico europeo. Come ebbe a dire Vanni Scheiwiller “Messina è stato ed è (per me) quasi il metro controcorrente degli attuali valori artistici, una pulce nell’orecchio, l’anello di una catena che si chiama Tradizione, Mediterraneo, Classicismo insomma.”
Per l’eccezionalità dell’evento la mostra resterà aperta fino a domenica 25 maggio, da martedì a domenica (compresa) dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00.



Biografia in breve.
Francesco Messina (Linguaglossa (CT), 1900 – Milano 1995) trascorre infanzia e giovinezza a Genova, dove apprende il mestiere presso la bottega di Giovanni Scanzi e ai corsi dell’Accademia ligustica di Belle Arti. Trasferitosi a Milano diviene nel 1934 titolare della cattedra di scultura e poi direttore dell’Accademia di Brera.
Fra le sue opere più famose si ricordano: la Santa Caterina da Siena, collocata sul lungotevere di Castel Sant'Angelo; la Via Crucis di San Giovanni Rotondo; il Cavallo morente a RAI; il Monumento a Pio XII nella Basilica di S. Pietro. Di lui hanno scritto gli amici poeti e artisti Montale, Carrà, Quasimodo, De Chirico e i più importanti storici dell’arte e intellettuali del secolo scorso.
Le sue opere sono esposte in numerosi musei internazionali e in congruo numero nella chiesa di San Sisto a Milano, un tempo suo studio, oggi museo.


Citazioni
“…Qui riemerge di colpo la vera arte plastica, e con essa l’integrità del corpo e del volto umano. Ma non si tratta di forzato ripristino dei Greci o del Rinascimento, o anche soltanto di Rodin o Maillol; questa scultura nasce per forza propria. È una scultura che mette in moto energie creatrici le quali sembravano del tutto morte. Queste forze penetrano le superfici irrigidite e si coagulano in figurazioni nuove. Sono forme e figure che somigliano alle opere di grandi epoche della scultura, non perché abbiano recuperato una tradizione perduta – la tradizione non sopporta interruzioni – ma perché nascono dagli stessi “fondi” di quelle.
L’opera di Messina è emersa dal freddo oceano dell’astrattismo moderno. Essa è senza dubbio arte, arte in senso antico e immutabile. […] Ma questa scultura è d’altra parte arte “moderna”, una forma rara e insolita di arte moderna […] Con le sue opere migliori l’arte di Messina raggiunge il più alto livello nell’ambito dell’arte europea. Inoltre l’opera di Messina dimostra che lo spirito dei tempi, come le stelle, inclinat sed non necessitat.” Hans Sedlmayer, 1978.

“Perché la potenza di Messina non sfiora mai il deforme e mai cede ai pericoli della caricatura. Egli non si sforza di correre più svelto della bellezza (esercizio in cui Picasso passa da maestro). Cammina lasciando larghe impronte sulla sabbia, senza che le onde successive della moda le cancellino.” Jean Cocteau, 1959.

“Tutta l’opera del Messina è l’emblema di una grazia cercata. È bello contemplare, guardare, scoprire e trovare nei suoi lavori un fondo di silenzio, uno stato d’animo, dove il movimento prende la parola e disegna un racconto, un racconto di danza, di nuda gioia, che suggerisce musica; una musica magica, in un mutamento continuo, in cui l’immaginazione ha preso corpo nel pensiero dello scultore, traducendosi in una scelta liberatoria […]” Giuseppe Biasutti