Francesco Maluta – Tiepida Simbiosi

Siena - 05/10/2018 : 04/11/2018

Ibridi di specie sconosciute. L'arte di Maluta rappresenta, con la pittura e scultura, le strategie di sopravvivenza di più forme di vita che mutano per adeguarsi al contesto cercando la familiarità.

Informazioni

  • Luogo: ORTO BOTANICO
  • Indirizzo: Via P. A. Mattioli, 4 - Siena - Toscana
  • Quando: dal 05/10/2018 - al 04/11/2018
  • Vernissage: 05/10/2018 ore 14
  • Autori: Francesco Maluta
  • Curatori: Michela Eremita, Ilaria Bonini
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Fino al 15 ottobre: 10.00 – 17.30 con uscita entro le ore 18.00 Dal 16 ottobre al 14 febbraio: 10.00 – 16.00 con uscita entro le ore 16.30
  • Biglietti: Biglietto intero: 5,00 euro; Biglietto ridotto: 2,50 euro per over 65 e studenti; Biglietto ridotto: 3 euro per i residenti nel comune di Siena; Gratuito per bambini fino ad 11 anni, guide turistiche, insegnanti e giornalisti

Comunicato stampa

Tiepida Simbiosi
Francesco Maluta
Solo show | spin off de Il Gemello Cattivo

a cura di Michela Eremita e Ilaria Bonini

Orto Botanico - Università di Siena | 5 ottobre - 4 novembre 2018
Opening 5 ottobre 2018 | ore 14
Antica Serra - Pitture
Tepidario - Sculture

Ibridi di specie sconosciute. L'arte di Maluta rappresenta, con la pittura e scultura, le strategie di sopravvivenza di più forme di vita che mutano per adeguarsi al contesto cercando la familiarità




In occasione della mostra Il Gemello Cattivo, l’Orto Botanico ospita il solo show Tiepida Simbiosi di Francesco Maluta, uno dei co-fondatori di Fondazione Malutta (collettivo composto da circa 50 artisti dai 20 ai 35 anni), spin off de Il Gemello Cattivo.
La mostra già dal titolo evoca l’apparenza dei legami e delle sensazioni lasciando avvertire che
la complessità della realtà non traspare all’evidenza. Un'ulteriore riflessione, quindi, sul tema
proposto dal collettivo al Museo Santa Maria della Scala.
La mostra, curata da Michela Eremita per la parte artistica e da Ilaria Bonini per la parte contestuale dell’Orto Botanico, si colloca in due ambienti: l'Antica serra e il Tepidario, dove sono esposte le succulente (volgarmente dette piante grasse) provenienti dai deserti dalle Americhe e dall’Africa.
In questi due luoghi/non luoghi Francesco Maluta installa le sue opere: nel Tepedario, nella parte dedicata alle Piante Grasse o Succulente, caratterizzate da strutture (foglie, fori, radici, fusti) specializzate a vivere in ambiente difficile come il deserto, saranno collocate delle piccole sculture, mentre nell’Antica Serra - luogo suggestivo per la struttura in vetri colorati e ferro, risalente al 1876, ambiente ricco di umidità, che si rinnova continuamente per nebulizzazione al fine di ricreare il clima equatoriale - verranno installate delle pitture, che subiranno l’effetto e la trasformazione provocata dall’umidità dell’ambiente.
L’artista nel suo progetto scrive:
“Ho pensato alla tematica della gemellarità e delle mutazioni in favore della sopravvivenza. Quindi assomigliarsi per sopravvivere ed evolvere che, a mio avviso, racchiude anche il macro-tema delle migrazioni e delle fusioni culturali - un argomento importante su cui mettere l’accento. Provando a formalizzare il lavoro ne è uscito il camaleonte come animale rappresentativo”.
L’accento di Maluta è quindi sulle strategie di sopravvivenza adottate da più forme di vita, strategie necessarie per trovare familiarità con il contesto, con il perimetro vitale. Le forme di vita mutano, si adeguano al contesto al punto da trasformarsi in ibridi di specie sconosciute, dei Pokemon/ camaleonti/piante che sembrano giungere da un mondo parallelo al nostro.
L’artista da tempo esplora le “regole” della natura trovando sempre alla base nelle sue rappresentazioni pittoriche o scultoree una nota costante di sopraffazione nelle forme, ma non è sempre evidente, anzi l’aggressività dell’essere si svela dopo un iniziale abbaglio dato dalla giocosità dei colori. L’occhio deve esercitarsi per decodifcare quello che all’apparenza sembra una allegra nota di colore.
L’artista pur prediligendo la tecnica pittorica riesce a dare forma e declinare la sua ricerca anche
in altri media come la scultura o l’installazione.


BIO
Francesco Maluta (Lovere, 1983). Vive e lavora a Milano. Dal 2013 è co-fondatore del collettivo
artistico Fondazione Malutta. Dopo la laurea specialistica conseguita nello stesso anno presso
l’Accademia di Belle Arti di Venezia, ha partecipato a numerose residenze e workshop tra cui
VIR Viafarini-in-residence, Milano (2017); Madeinfnlandia, Pergine Valdarno (2015); Penthouse
Art Space Residency, Bruxelles (2015). Ha esposto il suo lavoro in mostre personali presso la
Fonderia Artistica Battaglia di Milano (Bernoccolo, 2018) e TRA Treviso Ricerca Arte (Totoaba, a
cura di Rossella Farinotti, 2018). Tra le mostre collettive si segnalano quelle tenute presso la
Galleria Monitor di Roma (Torre Maluttona - Mercato Babelico, 2018), il Tulla Culture Center di
Tirana (Passengers That Come And Go, 2017), la Collezione Zoologia di Comerio (Animalis,
2017), Dimora Artica a Milano (Carrus Navalis, 2016), il Caffè Internazionale di Palermo (Kunsthalle
Palermo oppure Gran Fiera d'Ammennicoli pseudo-crisoelefantini, 2016), la Fondazione
Bevilacqua La Masa di Venezia (99ma Collettiva Giovani Artisti, 2015). Nel 2017 è fnalista del
Premio Fondazione Francesco Fabbri e vincitore del Premio TRA Treviso Ricerca Arte; nel 2018
è finalista del Premio Combat.