Francesco Jodice – Come and See

Informazioni Evento

Luogo
PALAZZINA DEI GIARDINI
corso Cavour 2 , Modena, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
17/09/2026

ore 18

Artisti
Francesco Jodice
Generi
arte contemporanea, personale

La mostra che ripercorre il progetto culturale pluriennale dell’artista. Esposizione nata sul cantiere dell’ex ospedale Sant’Agostino, prodotta da Fondazione di Modena, in collaborazione con Fondazione Ago, a cura di Lorenzo Respi e Chiara Dall’Olio, in vista dell’inaugurazione del complesso edilizio in programma l’11 dicembre

Comunicato stampa

Dal 18 settembre al 7 febbraio 2027 alla Palazzina dei Giardini ducali la mostra che ripercorre il progetto culturale pluriennale dell’artista. Esposizione nata sul cantiere dell’ex ospedale Sant’Agostino, prodotta da Fondazione di Modena, in collaborazione con Fondazione Ago, a cura di Lorenzo Respi e Chiara Dall’Olio, in vista dell’inaugurazione del complesso edilizio in programma l’11 dicembre

“Avvicinati e guarda”. È l’invito contenuto nel titolo “Come and See”, il progetto fotografico che dal 2021 ha accompagnato la trasformazione dell’ex ospedale Sant’Agostino di Modena e che, da venerdì 18 settembre (con inaugurazione giovedì 17, alle 18), in vista dell’apertura di Ago in dicembre, viene ripercorso, con anche immagini inedite, nella mostra di Francesco Jodice alla Palazzina dei Giardini ducali.

L’esposizione, visitabile fino al 7 febbraio 2027, è prodotta da Fondazione di Modena in collaborazione con Fondazione Ago ed è curata da Lorenzo Respi e Chiara Dall’Olio.

Commissionato da Fondazione di Modena, il progetto culturale “Come and See” nasce per accompagnare il cantiere di riqualificazione e rifunzionalizzazione del complesso dell’ex ospedale Sant’Agostino con l’obiettivo di trasformare un luogo necessariamente chiuso e temporaneamente sottratto alla città in uno spazio di osservazione, confronto e partecipazione.

Il progetto - Per oltre tre anni le immagini di Jodice hanno così abitato la “pelle” del cantiere: fotografie di grandi dimensioni installate sulle recinzioni e lungo le strade che circondano il complesso hanno raccontato ciò che stava accadendo all’interno e, allo stesso tempo, hanno coinvolto la città, i suoi abitanti e in particolare le nuove generazioni in una riflessione sulla sua trasformazione.

La partecipazione attraversa tutti i diversi capitoli di “Come and See”. Il progetto non si limita infatti a documentare la trasformazione architettonica del Sant’Agostino, ma mette al centro la relazione tra il luogo e le persone che lo osservano, lo attraversano e ne immaginano il futuro. Il cantiere diventa così uno spazio permeabile: il confine fisico che separa l’edificio dalla città viene utilizzato come superficie del racconto e come dispositivo di relazione. Le fotografie non descrivono soltanto ciò che accade, ma chiedono a chi le guarda di completarne il significato attraverso la propria esperienza.

La mostra - La mostra, con 19 opere fotografiche di medio e grande formato (12 delle quali entrate nella collezione di Fondazione di Modena), restituisce oggi questo lungo percorso proprio mentre il cantiere si avvia a lasciare spazio al nuovo Ago, la cui inaugurazione è in programma l’11 dicembre. “Come and See” diventa così anche una delle tappe di avvicinamento all’apertura: un racconto degli anni della trasformazione che, attraverso lo sguardo dell’artista, mette in relazione memoria del luogo, presente della città e immaginazione del futuro. In esposizione anche dieci composizioni grafiche create da Sara Gentile che, con immagini di backstage, raccontano il lavoro sviluppato dall’artista con il coinvolgimento dei ragazzi.

«Con “Come and See” abbiamo scelto di accompagnare la trasformazione del Sant’Agostino mantenendo aperto, anche negli anni del cantiere, un dialogo con la città», afferma Matteo Tiezzi, presidente di Fondazione di Modena. «Lo sguardo di Francesco Jodice ci ha permesso di raccontare non solo il cambiamento di un edificio, ma la relazione fra quel luogo, le persone e le generazioni che ne abiteranno il futuro. La mostra arriva ora in un momento particolarmente significativo: mentre il cantiere si avvia verso l’apertura di Ago, restituisce alla comunità il racconto di una trasformazione che abbiamo voluto fin dall’inizio condivisa e partecipata».

La storia - Il progetto si è sviluppato nel tempo attraverso diversi capitoli, alternando continuamente lo sguardo tra l’interno dell’edificio e ciò che accadeva all’esterno.

Con il primo “Come and See”, nel 2021, Jodice fotografa gli spazi dell’ex ospedale prima dell’avvio dei lavori e ciò che lo circonda, facendo affiorare tracce, oggetti e memorie di un luogo destinato a trasformarsi.

Con “Ritratti di classe”, nel 2022, lo sguardo si sposta invece sulle nuove generazioni: ventuno classi delle scuole modenesi diventano il ritratto collettivo di chi erediterà la città e contribuirà a costruirne il futuro. Dalla relazione spontanea del pubblico con quelle immagini nasce anche “Well, How Did I Get Here?” che raccoglie le tracce, i segni e gli interventi lasciati anonimamente sui volti esposti lungo il cantiere.

Nel 2023 “Storia di un cantiere” torna all’interno del Sant’Agostino per documentarne la metamorfosi: pareti riportate a nudo, demolizioni, strutture e ambienti temporaneamente visibili diventano la testimonianza di una fase irripetibile dell’edificio. Lo sguardo si allarga poi alla città con “Una giornata particolare”, atlante fotografico di architetture modenesi sulle quali Jodice innesta virtualmente parole tratte dal cinema italiano, facendo dialogare edifici, immaginario collettivo e memoria sociale.

Il percorso si arricchisce nel 2024 con “Save Your Selfie”, realizzato insieme a ragazze e ragazzi modenesi tra i 15 e i 19 anni: autoritratti fotografici e paesaggi generati attraverso l’intelligenza artificiale danno forma ai desideri, alle paure e agli immaginari di una generazione chiamata a confrontarsi con un confine sempre più incerto tra immagini reali e immagini costruite.

La mostra alla Palazzina dei Giardini ducali riunisce e rilegge oggi le diverse fasi di questa esperienza, affiancando ai lavori già entrati nell’immaginario della città fotografie e materiali inediti, come il progetto “Well, How Did I Get Here?” (Bhe, come ci sono arrivato qui?) che mostra gli interventi di writing sui volti dei ragazzi delle fotografie di “Ritratti di classe”.

I curatori - «Invitare un artista, un fotografo come Francesco Jodice, a interpretare il tempo dell’attesa del compimento di una ristrutturazione architettonica e di una rigenerazione urbana – spiegano i curatori Dall’Olio e Respi - è stata una scelta tutt’altro che scontata e i cui esiti hanno portato molto più lontano di quanto ci si potesse aspettare. Perché nell’idea di Jodice, le immagini non descrivono nulla, sono invece il luogo dove si impara a porre delle domande. Ed è così che l’attesa si è trasformata in un tempo fertile, di progettualità aperta e condivisa, di idee, azioni, pause di riflessione. Un tempo straordinariamente lungo, rara opportunità nel modo dell'arte per lavorare insieme con un artista e una città. Gli esiti, le opere, non parlano solo di un luogo, ma della società italiana, passata, presente e futura».

Il libro - Accompagna la mostra il volume Francesco Jodice. Come and See, pubblicato da Corraini Edizioni e curato da Lorenzo Respi e Chiara Dall’Olio. Il catalogo ricostruisce l’intero percorso sviluppato dal 2021 e raccoglie, insieme alle immagini dei diversi progetti, i contributi di Matteo Tiezzi, presidente di Fondazione di Modena, Lorenzo Respi e Chiara Dall’Olio, oltre a una conversazione tra Francesco Jodice e Daniele Francesconi dedicata ai temi delle generazioni, dell’immaginario e della città.

La visita - La mostra si può visitare da venerdì 18 settembre, alla Palazzina dei Giardini ducali, ed è aperta a ingresso libero dalle 9 alle 23 nei giorni del Festivalfilosofia (domenica dalle 9 alle 21), mentre dalla settimana successiva dal mercoledì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19; al sabato, alla domenica e nei festivi a orario continuato dalle 11 alle 19.

La mostra viene inaugurata giovedì 17 settembre alle ore 18 alla Palazzina dei Giardini ducali, alla presenza di Francesco Jodice, dei curatori Lorenzo Respi e Chiara Dall’Olio e dei rappresentanti di Fondazione di Modena e Fondazione Ago, promotori dell’esposizione. Interviene l’assessore alla Cultura del Comune di Modena Andrea Bortolamasi.

Anteprima per la stampa in programma giovedì 17 settembre, alle 16.30, alla Palazzina dei Giardini ducali di Modena (corso Cavour 3) con la partecipazione dell’artista e dei curatori, insieme ai rappresentanti di Fondazione di Modena e di Fondazione Ago