Francesco Guerrieri – L’infinito finito

Roma - 04/10/2011 : 04/11/2011

In più di mezzo secolo di attività artistica Francesco Guerrieri ha sempre considerato la singola opera (quadro o altro) come frammento di un continuum potenzialmente infinito nell’universo creativo umano.

Informazioni

Comunicato stampa

FRANCESCO GUERRIERI
L’infinito finito
(opere tra il 1962 e il 2011)
a cura di GABRIELE SIMONGINI
In più di mezzo secolo di attività artistica Francesco Guerrieri ha sempre considerato
la singola opera (quadro o altro) come frammento di un continuum potenzialmente infinito
nell’universo creativo umano. Dal magma e dai grovigli delle sue opere polimateriche,
realizzate a partire dal 1958, emergono nettamente a metà del 1962 le prime Continuità
e i primi Ritmi in cui ogni opera non ha inizio né fine in una serialità percettiva gestaltica


È in quel momento che Guerrieri forma con Di Luciano, Drei e Pizzo il Gruppo 63.
Successivamente, nel settembre 1963, costituisce con Lia Drei lo Sperimentale p..
Questo continuum, in cui si concretizza l’”infinito finito”, viene poi arricchito e approfondito
con l’introduzione percettiva dell’ambiguità, realizzando l’alternanza fondo-figura con l’uso
esclusivo di bianco e gialli nei Quadri luce (1967-1977).
Dopo la realizzazione di grandi opere-ambiente (installazioni di Immarginazione),
di Interno d’Artista e di Metapittura, Guerrieri negli anni 2000 riprende il suo viaggio
nell’”infinito finito”. Lo si vede bene anche nelle opere recentissime e quanto mai
sorprendenti con cui si conclude questa mostra fondata su molteplici exempla (a partire
dal 1962) della sua inesausta ricerca.
“Ne è protagonista un bianco germinante, - scrive Gabriele Simongini - interpretabile
in senso kandinskiano come ‘silenzio della nascita’, come apertura a tutte le possibilità
che non rinnegano a priori le evocazioni fenomeniche ( … ) qualora ritenute necessarie
e sempre ricondotte alla coerenza linguistica scelta dall’artista” (…); “dai quadri di
Guerrieri, con una sensibilità che non ha pari, promanano echi e risonanze di scale
cromatico-musicali, quasi sempre fondate su non più di tre note-colori, che trasformano
la quantità in qualità e che comunicano (…) una sorta di euritmia dinamica…”;
(…) “Ecco il pensiero visuale e pittorico di Francesco Guerrieri, rigoroso e analitico
quanto un matematico ma immaginifico e profetico come un poeta”.