Francesco Casolari – Metropolis

Biella - 18/01/2013 : 23/02/2013

Le acqueforti di Casolari creano una sorta di legame con chi le guarda, perché per vedere si è costretti ad avvicinarsi e ad osservare con attenzione per cogliere i dettagli e la bellezza delle storie raccontate.

Informazioni

  • Luogo: BI-BOX
  • Indirizzo: Corso del Piazzo, 25 - Biella - Piemonte
  • Quando: dal 18/01/2013 - al 23/02/2013
  • Vernissage: 18/01/2013 ore 18
  • Autori: Francesco Casolari
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

BI-BOx Art Space apre l'anno 2013 con una mostra personale del giovane artista bolognese Francesco Casolari con un intervento di Mars Tara.

Ad un anno dall'apertura BI-BOx diventa grande e presenta la sua prima mostra personale in galleria e contemporaneamente parteciperà alla Fiera d'arte contemporanea SETUP a Bologna, che si terrà dal 25 al 27 gennaio.

Francesco Casolari, giovane artista bolognese, come scrive Clemente Fava, progetta città fantastiche, filiformi, dove passato e presente convivono, città teatro di un ironico regista. I palazzi-alveari ospitano insegne, cartelloni pubblicitari, piante, statue, elefanti e macchine in volo


Uno sguardo superficiale delle sue opere ci riporta ad una situazione caotica pari al traffico autostradale di una metropoli, ma basta addentrarsi un po’ per capire che si tratta di un mondo fantastico in cui ciotole di ragù appese a palazzi convivono con uomini volanti e navicelle spaziali.
Le acqueforti di Casolari creano una sorta di legame con chi le guarda, perché per vedere si è costretti ad avvicinarsi e ad osservare con attenzione per cogliere i dettagli e la bellezza delle storie raccontate.
Tra le varie città che Casolari reinterpreta vi segnaliamo il lavoro Ameriqua, dove il soggetto è Bologna. Ameriqua è il titolo del film realizzato da Bobby Kennedy a Bologna e proprio l'opera di Casolari ne diverrà la locandina promozionale.
Nella mostra personale di Francesco Casolari si inserisce l'opera- plastico di Mars Tara, studente dell'Accademia Albertina di Torino: una città senza tempo, composta da grattacieli deformati dalle incursioni aeree di migliaia di velivoli di carta. Tara abbina una visione chiaramente ispirata alle tensioni della nostra irrisolta quotidianità, fissata in una dimensione liquida da “eterno presente”, con una rilettura di alcuni temi dell’avanguardia novecentesca.
L'intervento di Mars Tara è a cura di Edoardo Di Mauro.


Testi critici
Clemente Fava per Francesco Casolari: “Francesco Casolari è un giovane talento che conosco da quando era bambino, dotato di un' eccezionale sensibilità grafica, il suo nitido segno sgorga da una fantasia inesauribile. Progetta città fantastiche, filiformi, dove passato e presente convivono, città teatro di un ironico regista. I palazzi-alveari ospitano insegne, cartelloni pubblicitari, piante e statue, la strada è attraversata da elefanti e macchine, vola nel cielo l' angelo guerriero e l' astronave, nell' insieme grandioso l' uomo è minuscolo, seduto sul terrazzo di un albergo o con il cane al guinzaglio. La luce intensa domina tutto. Le acqueforti di Casolari, fogli ricchi di segni- forme, sono un complesso mosaico fatto di minuscole tessere, creano una sorta di legame con chi le guarda, perché per vedere si è costretti ad avvicinarsi e ad osservare con attenzione. Con uno sguardo distratto sarebbe impossibile comprendere appieno certi dettagli e coglierne la bellezza, l'insieme è la scrittura fitta di un racconto poetico e fantastico.

Edoardo di Mauro per Mars Tara: “Troppo presto la pittura è stata data per defunta e considerata strumento inadeguato per rincorrere i parametri di un gusto artistico che più ci si sforza di definire e delimitare più sfugge in mille direzioni. Viceversa questo antico strumento espressivo mantiene una invidiabile vitalità che le consente di calcare egregiamente la scena, adeguandosi con armonia alle mutazioni di una società in rapida e frenetica evoluzione. La pittura è da sempre simbolo ed emblema di quella “technè” intesa nell’accezione etimologica di pratica manuale implicita al concetto originario di arte. Un concetto dove il procedimento mentale si concretizza in una rappresentazione oggettivamente fruibile che deve essere in grado di gettare luce sull’esterno per mostrarci le cose della vita nella loro esatta dimensione, nella loro essenza intelligibile, illuminandoci sulla bellezza od anche la negatività di quanto di circonda con la mediazione della capacità propria del talento artistico. La pittura è da sempre la casa di tutte le tecniche e di tutti i progetti, luogo eletto da cui traggono origine le manifestazioni sensibili dell’arte, ed è per questa sua inarrivabile natura che ha saputo attraversare le epoche della storia mantenendo sempre, nei casi migliori, la sua carica di espressività. Non a caso essa è strumento privilegiato da molti giovani artisti. Questo è il caso di Mars Tara, studente dell’Accademia Albertina di Torino. Tara adopera la pittura per rappresentare spazi metropolitani ed interni domestici, squassati da misteriose cariche energetiche, che scombinano l’ordine consueto delle cose. Tara abbina una visione chiaramente ispirata alle tensioni della nostra irrisolta quotidianità, fissata in una dimensione liquida da “eterno presente”, con una rilettura di alcuni temi dell’avanguardia novecentesca, evidenziati dall’attenzione all’architettura, alla dimensione onirica, ed all’espressività deformata dei corpi, che rimandano ai temi dell’espressionismo, della metafisica e del futurismo. Un lavoro originale e di buon impatto visivo, di cui andranno seguiti i futuri sviluppi.”