Francesco Bertelé – From my studio to my studio

Napoli - 09/05/2014 : 27/06/2014

Per gli spazi della galleria l’artista realizza un lavoro di “ingombro dello spazio”, costruito in stretta risonanza con l’architettura, e di riproposizione in una sede diversa di un elemento naturale da lui vissuto.

Informazioni

Comunicato stampa

Venerdì 9 maggio la galleria Dino Morra Arte Contemporanea è lieta di presentare la mostra personale di Francesco Bertelé, dal titolo from my studio to my studio, a cura di Chiara Pirozzi.

Per gli spazi della galleria l’artista realizza un lavoro di “ingombro dello spazio”, costruito in stretta risonanza con l’architettura, e di riproposizione in una sede diversa di un elemento naturale da lui vissuto.

Le installazioni ambientali di Francesco Bertelé rappresentano nuovi scorci d’osservazione sul mondo, una prospettiva alternativa che parte dall’esplorazione dei luoghi e dal camminamento consapevole nei territori percorsi

Attraverso un procedimento di mappatura e di archiviazione di segni ed elementi presenti nel paesaggio naturale, l’artista produce nuove situazioni di apprendimento, per mezzo di tracce sul territorio che si elevano a condizioni personali e intime.

from my studio to my studio si costruisce in seguito a un lungo processo corporale ed esperienziale che l’artista compie a partire dall’individuazione di un masso erratico, visibile in prospettiva lineare dalla finestra del suo studio. Attraverso un percorso a piedi, Francesco Bertelé stringe una relazione fisica e mentale con la grande roccia in granito serpentino, depositata in modo inusuale sulla cresta del crinale di montagna di fronte alla casa-studio dell’artista, nella foresta regionale dei Corni di Canzo, trasportata dai ghiacciai in espansione durante le ere glaciali.

Il processo di conoscenza del masso, anche definito “trovante”, si compone attraverso un rapporto quotidiano, simbiotico e tattile, tra l’artista e la roccia, al punto da identificarsi come studio o rifugio d’appartenenza. L’installazione ambientale, realizzata appositamente per gli spazi della galleria attraverso un atto processuale e performativo, espone lo sviluppo di conoscenza del masso e di padronanza delle sue forme e volumi, misurazioni che l’artista realizza con strumenti tecnici atavici, presi a prestito dalle scienze e dall’archeologia. L’espansione della mappatura di-segnica del masso trovante diviene uno strumento inclusivo per gli spazi della galleria, che accoglie e introduce alla pesantezza ingombrante del masso riproposto.

Il progetto è contenitore di altre due opere autonome e inedite, parti di un diverso corpus dal titolo Assenza d'opera – respiro.

from my studio to my studio è un processo di rielaborazione conoscitiva, in cui la natura si fa introspezione, e l’abitato diviene abitante.



Un ringraziamento speciale a Diego e Giulia Gomiero.



Francesco Bertelé (1978). Vive e lavora a Canzo (CO). E’ direttore artistico di Carrozzeria Margot - casa di produzione d’arte contemporanea.

[http://francescobertel.net - http://carrozzeriamargot.org]

Friday, May 9th, Dino Morra Arte Contemporanea, Gallery of Art, is pleased to present a solo exhibition by Francesco Bertelé, entitled from my studio to my studio, curated by Chiara Pirozzi .

For the gallery space, the artist creates a work of "space encumbrance", built in close resonance with the architecture, and as a re-proposal, in a different location, of a natural element which he has lived.

The environmental installations of Francesco Bertelé represent new glimpses of observation on the world, an alternative perspective that starts from an exploration of the places and from an aware path in the treaded territories. Through a process of mapping and storage of signs and elements present in the natural landscape, the artist produces new learning situations, by means of tracks on the territory which rise to personal and intimate conditions.

from my studio to my studio is built as a result of the long corporal and experiential process which the artist accomplishes, starting from the identification of an erratic boulder visible from his studio’s window in a linear perspective. Through a walking path, Francesco Bertelé holds a physical and mental relationship with the large serpentine granite rock, which was deposited in an unusual way on the crest of the mountain ridge in front of the home-studio of the artist, in the regional forest of the Corni di Canzo, transported by the glaciers expanded during the ice ages.

The process of knowledge of the boulder, which is also called "finding " by the artist , is composed through a daily tactile and symbiotic relationship between the artist and the rock, to the point that the first identifies the latter as a studio or a shelter of belonging. The environmental installation, especially realized for the gallery space through a process and performative act, exposes the development of knowledge of the rock and the mastery of its forms and volumes, measurements which the artist takes using technical atavistic tools, borrowed from the sciences and from archeology. The expansion of the de-signed mapping of the “boulder-finding” becomes an inclusive tool for the spaces of the gallery, which welcomes and introduces the bulky heaviness of the revived rock.

The project is a container of two other independent and unpublished works, parts of a different corpus, entitled Assenza d’opera – respiro (Absence of Artwork – Breath).

from my studio to my studio is a process of cognitive elaboration, in which nature becomes introspection , and the inhabited becomes inhabitant.



A special thank goes to Diego and Giulia Gomiero .



Francesco Bertelé (1978) lives and works in Canzo (CO). He is artistic director of Carrozzeria Margot - Production House for Contemporary Art. [http://francescobertel.net - http://carrozzeriamargot.org]