Francesca de Cesare – Confessione ai gerani

Informazioni Evento

Luogo
CONFEZIONI PARADISO
Via dell'Inferno 12, Bologna, Italia
Date
Dal al
Vernissage
19/05/2012
Artisti
Francesca de Cesare
Generi
arte contemporanea, personale
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Dimensione onirica che distilla, fissa e protegge frammenti di un personale immaginario d’infanzia, Confessione ai gerani si sviluppa in due valve di disegni a china di piccolo formato (12,5X18 cm), in cui l’uso di un unico, diverso, colore distintivo arriva a formare due “ambienti” – stilistici, ma anche temporali – separati, seppure in stretto rapporto comunicante.

Comunicato stampa

Confessione ai gerani

Una personale di Francesca de Cesare

[ La fisionomia precipita verso l’asfalto,

l’origine dello sguardo si perde nei decimi di uno spazio circolare.

Un giorno mi confesserò e

mi vedrai esattamente com'io mi vedo, orribile. ]

Dimensione onirica che distilla, fissa e protegge frammenti di un personale immaginario d'infanzia, Confessione ai gerani si sviluppa in due valve di disegni a china di piccolo formato (12,5X18 cm), in cui l'uso di un unico, diverso, colore distintivo arriva a formare due “ambienti” – stilistici, ma anche temporali – separati, seppure in stretto rapporto comunicante.

Il progetto di Francesca de Cesare – in mostra a Confezioni Paradiso dal 19 maggio al … 2012 – raccoglie infatti due sfere speculari, costituite, da un lato, da un passato quasi sfocato che si rivelerà però fondante e, dall'altro, di un presente in cui ri-conoscersi, proprio grazie al recupero di quei frammenti di tempo. È davanti ai gerani – fiore che più di tutti identifica le reminiscenze d'infanzia dell'autrice – che l'incontro tra i due momenti si compie, assumendo, grazie all'intercessione pre-verbale del disegno, quasi i contorni di una confessione.

Caratterizzata dall'uso del puntinato e dall'esclusiva presenza del nero su carta bianca, la prima serie trasfigura in immagini l'esplorazione che Francesca compie all'interno della sua infanzia, di cui viene restituita una memoria frammentata e quasi con-fusa con la dimensione del sogno. Similmente a quanto accade nel dormiveglia, il ricordo viene così attraversato, scomposto in punti che si riaggregheranno in immagini isolate di particolari, setacciati a partire da scene e istanti che rimangono taciuti nel bianco della pagina.

Quasi a fare da contrappunto alla prima, la seconda serie rimanda ad un ideale controcampo visivo dell'atto del ricordare, sviluppandosi in una successione lineare di tavole in cui il puntinato lascia spazio al tratto continuo. È allora il rosso a dominare, nel suo essere al contempo il colore archetipico dei sentimenti più vitali e la tonalità più diffusa del fiore maggiormente presente nelle case di famiglia dove è vissuta l'infanzia.

È il geranio, ora, a diventare la tematica caratterizzante – con il suo quasi anonimato, la sua circolare fioritura che si ripete anno dopo anno, il suo essere testimone del rapporto tra l'autrice e il tempo. Scomposto attraverso il disegno nel suo dettaglio, il fiore porta con sé una sottesa allusione alla femminilità, qui intesa come trasmissione culturale e genetica tra madre e figlia, che ricompone le due serie in un'unità.

Francesca de Cesare

Francesca de Cesare nasce a Termoli nel 1986, ma risiede a San Severo (Fg); dopo la maturità scientifica consegue il diploma di laurea in Beni Culturali a Urbino. Nel 2008 effettua esperienze lavorative prima nella catalogazione del materiale audio-visivo presso la Discoteca di Stato e fino al 2010 in attività curatoriale presso la Galleria Luxardo di Roma. Quindi si trasferisce nella capitale, dove continua a studiare storia dell’arte presso l’università di Roma Tre. Dal 2011 affianca agli studi storico-artistici il disegno, a cui si riavvicina attratta anche dalla sua caratteristica precipua di linguaggio preverbale.Nell’aprile del 2011 partecipa alla collettiva Tracce presso lo spazio Bellezza Orsini di Bologna, nel maggio dello stesso anno espone in occasione del reading/live di Federico Fiumani “Odio Springsteen e gli U2” al Mads di Roma. Sperimenta la tecnica dell’incisione a puntasecca guidata dal maestro calcografo Antonio Sannino dell’Istituto Nazionale della Grafica.Del dicembre 2011 è la prima personale Di segni alla Libreria Altroquando di Roma. Dal 19 al 31 marzo 2012 tiene il workshop rivolto all’infanzia “Per fare un libro…” presso Muga Multimedia Gallery, sempre a Roma, che segna l’inizio di un progetto itinerante di poesia visiva.