Fotografia in Festival 14

Castellanza - 06/04/2014 : 27/04/2014

L'iniziativa, organizzata dall'Archivio Fotografico Italiano, in collaborazione con Epson e con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del comune di Castellanza, prevede mostre, proiezioni, incontri con l'autore, editoria, lettura portfolio.

Informazioni

Comunicato stampa

’Afi.-Archivio Fotografico Italiano con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Castellanza (Va) e in collaborazione con EPSON Digigraphie, organizza dal 6 aprile 2014 al 27 aprile 2014, presso la storica villa Pomini, la rassegna fotografica dal titolo:

FOTOGRAFIA IN FESTIVAL 14 – Fine art Collection
Mostre – lettura portfolio – Editoria – Proiezioni - Workshop



Le mostre:

DONNE DAI FRONTI DI GUERRA
FRANCO PAGETTI
Quando si parla di reportage e giornalismo, il nome di Franco Pagetti spicca in modo considerevole nel panorama internazionale, sia per l’importanza delle testate che hanno pubblicato i suoi servizi, che per la qualità intrinseca del suo lavoro, che s’identifica in uno stile originale e di valore visuale e antropico, ma anche per la capacità di muoversi e relazionarsi in territori infernali dove torna da anni.
Per questa mostra si è deciso di prediligere il tema della donna, in ambito civile, che vive lo shock della guerra spesso in condizioni luttuose e con un senso materno e protettivo che travalica qualunque emergenza, in contesti di vita dove la condizione sociale è spezzata dalle circostanze, con senso materno.
Siamo abituati a vedere l’uomo al fronte, armato e impegnato in conflitti, da cui deduciamo un senso di veemenza, mentre delle donne raramente abbiamo un’idea simile, a parte infrequenti casi in cui rivendica diritti nei paesi in cui è discriminata, o diviene ordigno umano, offrendo la vita a favore di giusti ideali di libertà.
Ci è sembrato doveroso far emergere quale importante ruolo ricopre la donna per dare continuità alla vita famigliare, proteggendo i figli oppure impegnandosi in compiti d’assistenza, educativi e infermieristici, concorrendo a migliorare la condizione umana, senza dimenticare l’orrore degli stupri e delle violenze cui sono sottoposte in alcuni paesi, dove le ostilità diventano odio.
Questo è il senso della selezione d’immagini che Franco ha preparato per questa esposizione, che sapranno appassionarci ma anche farci riflettere, perché il reportage di questo livello non può che suscitare emozioni contro l’indifferenza e la piatta informazione che ci rende passivi.
Un’occasione per fermarci a guardare nel silenzio di una mostra. Claudio Argentiero

Membro della VII Photo Agency, Franco Pagetti è un fotoreporter dal 1997, con un passato di fotografo di moda per VOGUE Italia e di chimico all'Università di Milano.
Documenta soprattutto situazioni di conflitto, perché sostiene che diano l'opportunità di osservare le persone in una situazione estrema in cui, al di là del contesto geografico, emergono comportamenti universali, nel bene e nel male.
La maggior parte dei suoi servizi più recenti ha riguardato scenari di conflitto: Afghanistan (1997, 1998, 2001, 2009 e 2010), Kosovo (1999), Timor Est (1999), Kashmir (1998, 2000 e 2001), Palestina (2002), Sierra Leone (2001) e Sudan del Sud (1997), e gli ultimi conflitti in Syria e Libya. Dal gennaio 2003, tre mesi prima dell’invasione di Baghdad, e sino alla fine del 2008, ha lavorato in Iraq in qualità di corrispondente per conto di Time Magazine. È stato l’unico fotografo italiano presente a Baghdad nel 2003 e uno dei pochi a risiedere permanentemente in Iraq sino al 2008.
Oltre alla collaborazione con Time Magazine, Pagetti può vantare numerose collaborazioni con Newsweek, New York Times, The New Yorker, Stern e Vogue America. I suoi servizi appaiono con regolarità su Le Figaro Magazine, Paris Match, Le Monde, The Times of London, The Independent, Foreign Policy e sul mensile di fotogiornalismo Days Japan.
Le situazioni di conflitto offrono a Pagetti l’opportunità di osservare le persone e i gruppi sociali ‘in extremis’, ovvero in contesti di enorme costrizione. È proprio operando all’interno di essi che le persone tirano fuori il meglio e il peggio di sé, consentendo all’obiettivo di Pagetti di catturare immagini di sommo eroismo da una parte e di spaventosa brutalità dall’altra.
Molti fotografi di guerra sono in grado di rappresentare il sangue e la fatica propri dei combattimenti, ma ci vuole un occhio davvero speciale – l’occhio di un artista – per scrutare nelle menti e nei cuori delle persone coinvolte nella battaglia, dando così voce alla fragilità della natura umana.
Per quanto riguarda scenari non di conflitto, Pagetti ha effettuato servizi fotografici giornalistici in India, Città del Vaticano, Cambogia, Laos, Indonesia, Arabia Saudita, oltre che in Italia, dove vive tra Milano e la Toscana. Ha realizzato numerose campagne pubblicitarie per conto di importanti aziende italiane e multinazionali. È inoltre autore di ritratti di personaggi pubblici di rilievo.
Franco Pagetti tiene periodicamente delle ‘Lectures’ all’Università degli Studi Milano-Bicocca nel Dipartimento di Geografia Sociopolitica, all’Università di Torino nel Dipartimento di Giornalismo oltre che, nell’ambito del programma di Narrative & Documentary Practice, all’Institute for Global Leadership della Tufts University di Cambridge (Stati Uniti).
Vive tra Milano e New York

SCENARI
LUCA CAMPIGOTTO – courtesy by EPSON Italia
Le immagini in mostra, magistralmente realizzate e stampate in grande formato, sono state scelte per illustrare il calendario da collezione EPSON 2014, dedicato a Luca Campigotto, tra i più importanti fotografi italiani noto a livello internazionale.
Campigotto divide la sua vita tra Milano e New York, trovando la sua ispirazione tra paesaggi urbani e natura selvaggia, creando immagini capaci sempre di stupire grazie a un uso complesso e inventivo, quasi magico della luce. Artefice d’imponenti scenari naturali e coinvolgenti scenografie urbane, offre alle sue immagini un colore così vivo e intenso e un bianco e nero così speciale e denso di sfumature, da riuscire a valorizzare in modo particolare la qualità della stampa fine art EPSON, entrando a pieno titolo nel collezionismo internazionale.
Tutte le opere del calendario Epson sono da sempre fotografie originali, prodotte con stampanti carte e inchiostri Epson, per essere poi tutte 11.988 incollate manualmente una a una e rilegate con un processo interamente artigianale.
Possederne uno è da sempre una ambizione per cultori e collezionisti.
Luca Campigotto è nato a Venezia nel 1962, dove si è laureato in storia con una tesi sulla letteratura di viaggio nell’epoca delle grandi scoperte geografiche. Proprio all’evocazione visiva dei luoghi legati alla Storia ha dedicato fin dall’inizio la propria ricerca fotografica. Con il suo primo lavoro in bianco e nero, Venetia Obscura, pubblicato nel 1995 e considerato ormai un classico della fotografia notturna, inaugura una serie di progetti realizzati di notte in varie città del mondo, tra cui: Milano, Chicago, Tokyo, Mumbay, Calcutta. Sempre su Venezia seguono: Molino Stucky (1998), L’Arsenale (2000) e Immaginario Notturno (2006). Nel 2007 pubblica la serie in bianco e nero Le pietre del Cairo, che si rifà alle atmosfere dei fotografi-viaggiatori dell’Ottocento. Il suo ultimo libro a colori Gotham City (2012) è frutto di un lunga ricerca d’ispirazione cinematografica su New York e, come sempre, unisce la forza compositiva delle inquadrature all’uso scenografico delle luci. Come nota il critico americano Marvin Heiferman: “Unendo lo sguardo indagatore del banco ottico con una sensibilità risolutamente romantica, Campigotto crea fotografie straordinarie e ammalianti in cui coesistono il presente e il passato, il desiderio e la nostalgia”.
Appassionato al mito del viaggio avventuroso fotografa, in contrappunto agli scenari urbani, anche molti paesaggi selvaggi. Una selezione di queste immagini è raccolta in My Wild Places (2010), uscito in occasione della mostra omonima a Palazzo Fortuny a Venezia. A proposito di questo lavoro, Walter Guadagnini ha scritto: “Queste fotografie slittano ben presto in un’altra dimensione, che è quella dell’immaginario. Un immaginario che davanti allo spettacolo naturale cerca non un Altro da sé, né la conferma delle proprie certezze, ma i modi per rendere visibile la dismisura dell’emozione”. Di prossima pubblicazione il volume Teatri di Guerra, sui luoghi di montagna italiani dove si è combattuta la Prima Guerra Mondiale, commissionato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in occasione del centenario dello scoppio del conflitto.

VALSESIA – Volti d’alpeggio
LORENZO DI NOZZI – libro in mostra
Un viaggio nel mondo semplice e incontaminato, dei pastori walser dell’Alta Valsesia.
Un progetto di documentazione fotografica nato nell’estate del 2009 con l’intento di contribuire a preservare la memoria della comunità dei pastori dell’Alta Valsesia, discendenti delle popolazioni Walser, e le pratiche legate alle loro attività, che rischiano di scomparire. Queste genti, discese dalla Svizzera nel XIII secolo, definite più che legittimamente “il popolo delle Alpi”, civilizzarono le testate delle valli che circondano il Monte Rosa creando insediamenti stabili in zone rese inospitali dal freddo e dalla quota, là dove gli autoctoni non
resistevano che per il periodo estivo.
Una popolazione di una bellezza disarmante, caratterizzata dalle fisionomie degli antenati alemanni, mescolate ai tratti locali.
Sguardi unici, color ghiaccio. Il fascino di questo popolo non risiede solamente nei loro tratti somatici ma anche nella capacità di vivere in armonia con la natura, seguendo i cicli delle stagioni e rispettando la terra ed i suoi frutti. Una vita fatta di sacrifici, all’insegna della semplicità. Quella semplicità che secondo Leonardo da Vinci è«...l’estrema perfezione».
Queste immagini sono state raccolte in un libro, curato da Paola Riccardi dove alle immagini si
sono volute alternare poesie, preghiere e canti popolari in lingua Walser con traduzione.

Lorenzo Di Nozzi è fotografo di scena.
Vive diviso tra la Spagna e il Lago d'Orta.
Attualmente lavora come fotografo ufficiale del Palau de la Musica di Barcellona. E' fotografo ufficiale dell'International Jazz Festival di Barcellona e delle Settimane Musicali di Stresa, collabora con teatri e manifestazioni spagnole, come il Teatro Victoria, il Barcellona Gospel Festival, il festival PalauJazz.
Recentemente ha collaborato con il Teatro Regio di Torino per la rassegna "Le nove sinfonie", dirette da Gianandrea Noseda. La passione per il Monte Rosa e la Valsesia gli è stata trasmessa dal padre, che lo ha condotto in questi luoghi fin dalla primissima infanzia, insegnandogli ad amarli, a conoscerli e soprattutto, a rispettarli.

ISTANTANEAMENTE VISIONI
Claudio Argentiero, Patricia Dinu, Davide Niglia, Carmen Palermo
In un’epoca in cui l’idea di immagine è prettamente digitale, riscoprire la leggerezza dello sguardo unitamente alla sorpresa data dalla casualità dei risultati, è una pratica certamente avvincente per chi con la fotografia ricercala parte più espressiva.
Questa mostra pone l’accento sulla cognizione della realtà e sui diversi concetti di rappresentazione visiva, che trasforma l’idea in percezione, sguardi fugaci in momenti intimi, istantanee in soggettive suggestioni personali, fuori dalle consuetudini usuali.




Digigraphie BLACK AND WHITE COLLECTION
Da tempo l’Afi- Archivio Fotografico Italiano, acquisisce e conserva le immagini di giovani e importanti autori, spesso producendo le stampe per le mostre con tecnologia Epson Digigraphie fine art.
La mostra proposta non ha un tema ben definito, ma nasce con la finalità di esibire interessanti immagini d’autore in bianco e nero, estrapolate dalla collezione che identifica l’attività dell’Archivio, che ha tra i suoi membri catalogatori ed esperti in materia di conservazione.
La fotografia si trasforma così in un’opportunità per il collezionista, per l’arredatore e per il designer, pensando ad una collocazione che dialoghi con l’architettura d’interni.
Al pubblico la sorpresa di scoprire gli sguardi e le luci, e la possibilità di prenotare una o più opere per la propria collezione.

Autori in mostra:
Claudio Argentiero, Fabio Preda, Lanfranco Colombo, Andrea Bertani, Roberto Bosio, Virgilio Carnisio, Mauro Galligani, Nino Leto, Emanuela Colombo, Graziano Perotti, e altri.

ATTIVITA’ CORRELATE


Domenica 6 aprile 2014:
ore 11,00: inaugurazione rassegna e mostre – a seguire aperitivo
ore 14,30/18: Lettura Portfolio (su prenotazione): Denis Curti, Roberto Mutti, e altri esperti
ore 18,30: Premiazione concorso Afi-EPSON “Uno scatto per l’Europa” – Proiezione
Book Shop HF Distribuzione

DAVIDE MENGACCI (data da definire)
UN FOTOGRAFO PRESTATO ALLA TELEVISIONE

Davide Mengacci presenta e commenta le sue fotografie di strada dal 1967 a oggi.

L'attitudine alla fotografia nasce in lui nei primi anni sessanta: è affascinato da Robert Doisneau, Henri Cartier-Bresson, Ugo Mulas. Per alcuni anni collabora come fotografo di cronaca alle pagine milanesi del "Giorno" e "la Repubblica", e con servizi di reportage geografico a "Qui Touring", il mensile del Touring Club Italiano.
Amico di Gianni Berengo Gardin e amante, come lui, del bianco e nero, fotografa Milano, la sua città, dal 1965: ciò che più attrae il suo obiettivo è la piccola umanità cittadina che osserva con partecipazione, affetto e ironia.
Oggi come ieri la sua convincente "fotografia di strada", rivolta ai luoghi che visita in Italia e all'estero, non si limita all'esercizio estetico dell'immagine ma declina un'attenta e appassionata osservazione della vita.
Le sue fotografie compaiono in varie pubblicazioni, fra cui La vita immaginaria dello spazzino Augusto G. (1969), A Lissone e altrove (2007), La Milano di Davide Mengacci 1965-1985. Da capitale morale a capitale da bere (2007),Suggestioni della strada (2008), Vita minima (2009)
DATA DA COMUNICARE (per motivi professionali, la data sarà decisa in seguito e comunicata nella pagina Afi di facebook, nel sito Afi e tramite invio di mail informative, si presuppone tra il 14 e il 16 aprile 2014)



Venerdi 11 aprile 2014 ore 21,15

PROIEZIONI:
Incontrando la natura, tra ammirazione e incanto
di: Marco Colombo, Franco Sala e Lino Torretta, Norino Canovi.


Domenica 13 aprile 2014 – ore 16 -18,30

LIBRI FOTOGRAFICI
Presentazione di libri dialogando con gli autori di fotografia e editoria

• Lorenzo Di Nozzi: Valsesia, Volti d’Alpeggio
• Mario Vidor: Nel Bianco e Chioggia – nei giorni del disagio
• Claudio Argentiero: L’Anima delle Risaie




Martedi 15 aprile 2014 ORE 21,15

CONFERENZA: "Comprare oggi la fotocamera di domani"
di Luca Cicchello
"Comprare oggi la fotocamera di domani" è una serata in cui sono descritte le importanti innovazioni introdotte nelle fotocamere digitali moderne, quali altre novità saranno introdotte a breve e per quali motivi la tecnologia reflex è quasi certamente destinata a scomparire. Dato che l'evoluzione delle fotocamere ha implicazioni dirette anche sulle ottiche che utilizzeremo, il relatore cercherà di spiegare quali obiettivi si possono ritenere "future-proof" e quali invece potrebbero rivelarsi un acquisto azzardato.

In programma una serie di Corsi, Workshop e Seminari visibili nel sito www.archiviofotografico.org