Fosbury Architecture / Claire Fontaine – Tabula Plena
La GAMeC-Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo presenta Tabula Plena, una mostra di Fosbury Architecture e Claire Fontaine concepita come un laboratorio permanente.
Comunicato stampa
Giovedì 4 giugno, al Palazzo della Ragione di Bergamo sarà inaugurata l’installazione ideata per la Sala delle Capriate dal collettivo di ricerca e progettazione Fosbury Architecture nell’ambito del programma Pedagogia della Speranza.
In opposizione al concetto di tabula rasa e a una visione di educazione passiva dove chi impara è considerato un recipiente vuoto da riempire di nozioni, Tabula Plena si offre come un ambiente accogliente e da abitare, composto da diverse aree in cui si può esplorare, immaginare, leggere, sostare, sperimentare e confrontarsi.
Sospesa sopra la piattaforma, l’installazione site-specific del duo artistico Claire Fontaine esplora l’impatto delle nuove tecnologie sulle nostre relazioni attraverso sculture luminose che raffigurano cinque emoji. Ogni simbolo diventa uno spunto di riflessione: i tre pianeti Terra ci invitano a guardare il mondo da molteplici prospettive; lo smartphone incarna la dualità tra l’isolamento sociale e un accesso alla realtà costantemente mediato dallo schermo; il pacco regalo, infine, ci interroga sul significato profondo del donare e del ricevere, riscoprendo il valore dell’amore gratuito al di là delle logiche commerciali.
I LABORATORI E LE ATTIVITÀ
DELLA SERATA INAUGURALE
Dalle 19:00, le educatrici e le mediatrici museali della GAMeC vi condurranno alla scoperta dei tre laboratori gratuiti e permanenti che per tutta l’estate e fino il 18 ottobre animeranno la piattaforma: Parliamo di Educazione, Busillis e 36 Carte per Infinite Forme, co-progettati con artiste ed esperti in pratiche educative.
Parliamo di Educazione, ideato dall’artista e pedagoga Adelita Husni Bey dialoga idealmente con la visione del pedagogista Paulo Freire ed esplora l’universo educativo per mappare le parole che definiscono la nostra idea di apprendimento. Attraverso 30 lemmi — da “scuola” a “voto” da “intelligenza digitale” a “meritocrazia” — l’attività invita a riflettere sulla propria esperienza con la scuola e l’educazione, indagando i modi in cui le istituzioni modellano le nostre competenze e la nostra identità.
Busillis, progettato dall’URPS (Ufficio Resurrezione Parole Smarrite), fondato dall’artista e ricercatrice Sabrina D’Alessandro, lavora sull’interpretazione soggettiva e sull’immaginazione come forme di conoscenza al pari di quelle tradizionali e istituzionali. A partire da parole rare ed enigmatiche, qui associate a oggetti altrettanto misteriosi, le persone sono invitate a colmare il vuoto informativo provando a interpretare termini e oggetti, contribuendo così a generare un archivio sonoro che documenta la ricchezza dell’immaginazione collettiva.
36 Carte per Infinite Forme del collettivo Numero Cromatico — che esplora i confini tra arti visive, letteratura, scienze cognitive e nuove tecnologie — scardina l’idea che gli algoritmi siano formule matematiche incomprensibili. Al contrario, il laboratorio invita a comporre immagini con configurazioni diverse e potenzialmente infinite, dimostrando che le regole logiche non escludono la fantasia, ma sono il motore per dare vita a nuove forme di conoscenza.
Oltre ai laboratori, la piattaforma include un’arena, pensata per ospitare talk, workshop ed eventi del Public Program del museo, dove è inoltre possibile ascoltare gli episodi di Pedagogy of Hope, settima stagione di Radio GAMeC, e consultare una selezione di volumi che approfondiscono i temi di Pedagogia della Speranza.
IL LIVE SET DI UTŌPIA
Per tutta la serata, Utōpia accompagnerà l'evento con un live set pensato appositamente per l’occasione. La selezione musicale spazierà tra club culture e ricerca contemporanea, riflettendo l’ampio spettro sonoro del collettivo, capace di muoversi fluidamente tra le vibrazioni della musica house e dell’indie dance, fino a toccare i ritmi più profondi della techno e dell’elettronica d’avanguardia.
Utōpia si distingue per la capacità di tessere trame musicali all’interno di cornici insolite, trasformando spazi d’arte e luoghi non convenzionali in autentiche esperienze sonore. Dal 2016 anima la scena culturale bergamasca, collaborando in sinergia con le principali realtà del territorio e curando la direzione artistica e l’identità musicale di festival, mostre ed eventi locali.