Flavia Arlotta – Donna e pittrice del Novecento

Firenze - 09/05/2014 : 06/09/2014

La sua pittura è caratterizzata dalla semplicità e da quella sottile leggerezza aristocratica che era la cifra distintiva della sua persona. Flavia decide di sottrarsi al grande palcoscenico della pittura, preferendo esercitare la sua arte con costanza e pudica riservatezza, nel segno di una eleganza che mette in luce l’appartenenza a una famiglia cosmopolita: la sua arte rimarrà per l’intero secolo quasi del tutto nascosta.

Informazioni

Comunicato stampa

2014 - UN ANNO D’ARTE PER GIOVANNI COLACICCHI E FLAVIA ARLOTTA
L’evento partecipa alle esposizioni del 2014, dedicate a Giovanni Colacicchi e Flavia Arlotta, ideate e promosse dai Progetti di Musica e Arti figurative del Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut, con la collaborazione del Fondo Colacicchi-Arlotta del Gabinetto Vieusseux e la fondamentale partecipazione della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, che accoglie a Villa Bardini la mostra principale dell’intero anno espositivo: Giovanni Colacicchi. Figure di ritmo e di luce nella Firenze del ’900




Flavia Arlotta (Napoli, 9 maggio 1913-Firenze, 13 dicembre 2010), cresce felice in una magnifica villa affacciata sulla scogliera di Sorrento. Trasferitasi a Firenze alla fine del 1930 per studiare pittura, poco dopo il suo arrivo, esattamente giovedì 19 febbraio 1931, incontra Giovanni Colacicchi in Piazza San Marco: è il bivio della vita. All’Accademia di Belle Arti frequenta le lezioni di Felice Carena, ma i suoi maestri vanno riconosciuti in Giovanni Colacicchi e Onofrio Martinelli. La sua casa, gli oggetti di arredamento, il giardino, sono alla base di ogni sua indagine, e l’aiutano a costruire una “pittura della memoria”. La sua biografia fiorentina è indissolubile dalla bella dimora di via dell’Osservatorio, luogo incantato con vista su Firenze che, con i suoi campi circostanti, diventa il territorio privilegiato di nature morte e ritratti. La sua pittura è caratterizzata dalla semplicità e da quella sottile leggerezza aristocratica che era la cifra distintiva della sua persona. Flavia decide di sottrarsi al grande palcoscenico della pittura, preferendo esercitare la sua arte con costanza e pudica riservatezza, nel segno di una eleganza che mette in luce l’appartenenza a una famiglia cosmopolita: la sua arte rimarrà per l’intero secolo quasi del tutto nascosta. È attiva come donna e compagna di Giovanni, madre dei suoi figli, anima sempre vivacissima della casa, combattendo però in prima linea cruente battaglie civili in difesa del territorio e dell’ambiente. Un percorso, quello di Flavia Arlotta Colacicchi, il cui silenzioso colloquio artistico rappresenta una delle più significative esperienze artistiche del Novecento. È stata lei l’artefice di quella composizione famigliare che, da via dell’Osservatorio, ha riunito in settant’anni un intero mondo di artisti della irripetibile Firenze cosmopolita: in lei è totalmente vivo lo spirito del grande Giovanni, che le scriveva: «tu sei, io vedo, veramente cara agli Dei».

Catalogo
Polistampa


Testi di
Flavia Arlotta
Silvio Balloni
Silvestra Bietoletti
Giorgio Bonsanti
Sandra Bonsanti
Mirella Branca
Serena Calamai
Carlotta Castellani
Silvia Ciappi
Giovanni Ivison Colacicchi
Piero Colacicchi
Simonella Condemi
Laura Corti
Carlo Del Bravo
Giorgio Gaja
Katerine Gaja
Laura Gavioli
Cristina Frulli
Andrea Granchi
Mina Gregori
Francesca Guarducci
Gloria Manghetti
Andrea Muzzi
Nicolas Pasternak Slater
Mauro Pratesi
Susanna Ragionieri
Giampiero Raspa
Mario Ruffini
Carlo Sisi
Giovanna Uzzani
Luigi Zangheri

Documentario in mostra
Clemente Fiorentini