In luogo della consueta mostra di artisti, protagonista sarà il pubblico, coinvolto in un rituale collettivo denso di significazione e poeticità. Adulti, ragazzi e bambini sono invitati a partecipare ciascuno portando con sé un vecchio paio di scarpe custodite in qualche armadio, ripostiglio o soffitta, che non indossa più da tempo ma che non ha (ancora) trovato il coraggio di buttare.

Informazioni

  • Luogo: IDEA4MI
  • Indirizzo: Via Lanzone 23 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 13/04/2015 - al 14/04/2015
  • Vernissage: 13/04/2015 ore 17-21
  • Curatori: Roberto Ago
  • Generi: performance – happening, serata – evento
  • Orari: il 14 aprile ore 10-23
  • Sito web: http://robertoago.it

Comunicato stampa

Paola Maria Gianotti è lieta di annunciare l’apertura di IDEA4MI, project space commerciale situato nel centro storico di Milano, a due passi dalla Basilica di Sant’Ambrogio, e volto a ospitare eventi d’arte, design, moda, letteratura, musica, eno-gastronomia e quant’altro afferisca all’universo della creatività umana. In occasione del Salone del Mobile 2015, inaugurerà la stagione espositiva “Finissage”, un progetto speciale della durata di due giorni a cura di Roberto Ago.
In luogo della consueta mostra di artisti, protagonista sarà il pubblico, coinvolto in un rituale collettivo denso di significazione e poeticità

Adulti, ragazzi e bambini sono invitati a partecipare ciascuno portando con sé un vecchio paio di scarpe custodite in qualche armadio, ripostiglio o soffitta, che non indossa più da tempo ma che non ha (ancora) trovato il coraggio di buttare.
Le scarpe non sono un capo d’abbigliamento qualsiasi: vestono i nostri passi. Mentre ci sollevano su un piedistallo ambulante, ci tengono con i piedi per terra, condensando l’ossimoro di una stabilità mobile e mobilità stabile, vale a dire della vita stessa. La quale procede, con nostro sommo disappunto, un po’ come un paio di calzature che si consumino fino ad essere archiviate senza tante storie. Forse è per questo che una moltitudine non di scheletri, ma di puzzolenti “zombie”, affolla costantemente il limbo privato dei nostri armadi?
L’evento espositivo, autentico finissage, consisterà così nel prendere congedo da un oggetto d’affezione che ci ha accompagnati per un pezzo di vita più o meno lungo, avendo contribuito in misura strettamente personale alla nostra storia identitaria e amor proprio. Nessuno, tuttavia, è obbligato a presentarsi con il suo paio di scarpe, se queste non veicolano un valore affettivo – e dunque metonimico – importante. Potrà comunque assistere a una cerimonia che altri metteranno in scena, attraverso un apposito rito funebre, fino al costituirsi di un cimitero comune evocativo del sottosuolo.
In virtù di un raro momento di partecipazione e decongestione da un individualismo necessario e congenito, al pubblico sarà concesso di recuperare la memoria di quei contesti comunitari allargati e annessi rituali che proprio il consumismo compulsivo pure evocato ha contribuito ad eclissare. Ma soprattutto, attraverso un teatro corale carico di polisemia e ironia tragica, ciascuno potrà condividere temi antropologici universali come il trascorrere del tempo, la perdita e l’abbandono.”
Roberto Ago è un iconologo. Immerso nell’ipertesto della visione come un archeologo nella stratigrafia del terreno, dedito ad un’ermeneutica creativa volta ad indagare, ancorché ispirata alla grande tradizione warburghiana, in primo luogo la contemporaneità, si produce nell’interpretazione, decostruzione e critica di reperti iconici rinvenuti negli ambiti più disparati, a cominciare naturalmente dalle arti visive. Le sue indagini si avvalgono indifferentemente del critico d’arte, dell’artista visivo e, in misura minore, del curatore dedito alla ricontestualizzazione di poetiche e display espositivi. Per informazioni robertoago.it