Filippo de Pisis – Fiori collezionati fiori dipinti

Cuneo - 27/10/2012 : 09/12/2012

Le opere esposte mettono a confronto i “fiori collezionati” con i “fiori dipinti”, rivelando una stretta relazione tra la passione botanica del pittore e la sua abilità nel rappresentare i fiori.

Informazioni

Comunicato stampa

L’anima dei fiori vola via e penso con leggero spasimo al mistero che governa la vita e la bellezza" (Filippo de Pisis)

Tra il 1907 e il 1917 un giovanissimo Luigi Filippo Tibertelli, in arte Filippo de Pisis (1896-1956), armato di borsa e taccuino, perlustra campi, giardini, boschi attorno a Ferrara, Bologna, Rimini, Padova e in altre zone a lui note dell’Italia settentrionale, alla ricerca di erbe e fiori per realizzare un erbario in cui ogni esemplare, accuratamente raccolto ed essiccato, viene descritto in tutte le sue parti con grande sapienza botanica e, solo di tanto in tanto, commentato con parole che abbandonano il tono scientifico per lasciar trapelare uno spirito fantasioso e poetico, prematuro indizio dell’indole artistica del futuro grande pittore.

Nel 1917 l’erbario di de Pisis conta oltre 1000 fogli: è allora che egli, ventenne e ormai consapevole di aver realizzato un’opera di valore scientifico, decide di donare il suo imponente lavoro all’Orto Botanico di Padova, oggi custodito al Centro d'Ateneo Orto Botanico. Nel 1940, a causa di una diversa catalogazione scientifica dell’intero Orto botanico, l’erbario viene smembrato e disperso.

Oggi, grazie al quinquennale lavoro di Paola Roncarati e Rossella Marcucci (Filippo de Pisis botanico flâneur - un giovane tra erbe, ville, poesia, Ed. Leo S. Olschki, Firenze 2012), il corpus dell’erbario depisisiano è stato riportato alla luce quasi per intero. È proprio dai fogli di questo erbario ritrovato che nasce l’idea della mostra, a giugno 2012, esposta a Milano presso la Fondazione Corrente. La Fondazione CRC ha colto l’occasione di promuovere questa iniziativa anche sul nostro territorio, ampliando il nucleo originario delle opere. L’esposizione è dunque l’esito del lavoro congiunto dell’Associazione per Filippo de Pisis di Milano e l’associazione Culturando Insieme con sede a Savigliano.

Le opere esposte mettono a confronto i “fiori collezionati” con i “fiori dipinti”, rivelando una stretta relazione tra la passione botanica del pittore e la sua abilità nel rappresentare i fiori. Le opere esposte (17 oli, 9 acquerelli, 8 fogli di erbario), incentrate sul tema dei fiori, nella varietà dei soggetti dipinti mostrano chiaramente che, oltre alla profonda sensibilità coloristica di de Pisis, lo spirito con cui egli si avvicina a queste composizioni è quello del ritrattista, sia per l’attenzione al dettaglio reale, sia per una vera e propria analisi psicologica del soggetto ritratto. Questa personificazione rende unici i fiori depisisiani perché riesce a trasmettere all’osservatore quel senso di poeticità e malinconia che lo stesso de Pisis ci svela quando scrive: "L’anima dei fiori vola via e penso con leggero spasimo al mistero che governa la vita e la bellezza".