Figure del dono

Napoli - 07/05/2016 : 07/05/2016

Presentazione volume: "Figure del dono. Dispendio, reciprocità e impegno nella pratica artistica contemporanea" di Gianni Pozzi.

Informazioni

Comunicato stampa

Insieme all’autore ne discuteranno Dario Giugliano, titolare della cattedra di Estetica presso l’Accademia di Belle Arti e Napoli e direttore della rivista “estetica. studi e ricerche” e Stefano Taccone, critico d’arte e dottorando in Metodi e Metodologie della Ricerca Archeologica e Storico-Artistica presso l’Università di Salerno.
Il libro è una rilettura nell’ottica del dono di alcune pratiche dell’arte contemporanea e riunisce artisti e pratiche artistiche diverse mettendo a fuoco alcuni aspetti del dono: condivisione, impegno, sacrificio o dispendio

Indicative in questo senso la performance di Dusseldorf del ’65 nella quale Beuys racconta la storia dell’arte a una lepre morta che tiene amorosamente in braccio; quella di circa dieci anni dopo a Napoli, nel ’74, dove Marina Abramovic si dà a un pubblico autorizzato a fare di lei ciò che vorrà o i grandi tappeti di caramelle di Gonzalez-Torres, pari al peso del corpo dell’autore e offerti anche questi a chiunque. Ma anche i tanti altri casi di Zhang Huan che come un Buddha pietoso si dà, cosparso di miele agli insetti, Garutti che dispone grandi mucchi di semi per gli uccelli, Jaar che raccoglie fondi per associazioni benefiche… A questi viene accostato un artista meno noto, Mario Mariotti, organizzatore, nella Firenze tra gli anni ’80 e ’90, di alcune grandiose feste urbane secondo una idea di arte come gioco e festa feconda, condivisone e donatività.

Grande è stata nel ‘900 l’attenzione al tema del dono visto come gesto costitutivo di un legame e quindi di una comunità in opposizione agli effetti disgreganti di un economicismo sempre più pervasivo. In questo studio il gesto del dono ha permesso di riunire atteggiamenti spesso separati dell’agire artistico contemporaneo: relazionalità, impegno sociale e ambientale, gioco e festa. Ma ha permesso anche di stabilire, in un confronto serrato tra arte, filosofia, antropologia e economia, inedite connessioni tra l’artista e il filosofo. Due figure che proprio all’interno di questa comunità ideale, sempre sfuggente per opposizione o parodia alle logiche del mondo senza grazia dell’utilitarismo, trovano spazio.

Il libro fa parte di Connessioni, una collana di saggi monografici e miscellanee promossa dall’Accademia di Belle Arti di Firenze in collaborazione con la Pisa University Press con l’intento di creare, appunto, connessioni tra i diversi saperi che ruotano intorno alla cultura visiva, finalizzandone i risultati a una didattica adeguata e aggiornata. La collana è diretta da Franco Speroni. Nel novembre 2013 era uscito il primo volume, Il disegno dopo il disegno. Le molte vite di un medium antico, a cura di V. Bruni, S. Socci, F. Speroni. Il progetto grafico della collana è a cura del Laboratorio di Grafica del Biennio specialistico in Arti visive e nuovi linguaggi espressivi dell’Accademia di BB.AA. fiorentina condotto da Paolo Parisi e Maurizio Di Lella.

Gianni Pozzi insegna Storia dell’arte contemporanea e Economia dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Si è occupato a lungo di critica d’arte per giornali e riviste, da “Paese Sera” con F. Menna, a “L’Unità” al “Sole 24 Ore”, collaborando anche con gallerie e musei. Ha pubblicato studi sui falsi Modigliani (Teste a sorpresa, 1989), su Andrea Pazienza (1991), Schiele (1996) e Chagall (1997). A Firenze ha partecipato alla realizzazione della rassegna ideata da L. Pistoi La Più bella Galleria d’Italia (1990 – 1994), ha curato la mostra I corpi incantati al Museo Marino Marini (2002) e, per l’Accademia di Belle Arti, il convegno Formazione, conservazione e comunicazione dell’arte (2007) insieme alla rassegna annuale Start Point (2009 - 2012). Per le edizioni Bordeaux di Roma, nell’aprile 2015, ha pubblicato Autonomia e eteronomia dell’arte nella prospettiva del dono in G. De Finis et al., Exploit. Come rovesciare il mondo ad arte. D-istruzioni per l’uso, mentre per la rivista Arte 21 del centro universitario Belas Artes de Sao Paulo, in Brasile, ha pubblicato il saggio L’economia dell’artista (2016).