Fiaba…una realta’ immaginata 1

Torino - 15/06/2013 : 24/06/2013

L'arte interpreta le fiabe attraverso la contemporaneita'. La prima di un ciclo di mostre dedicate al tema della fiaba. Questo appuntamento e' dedicato alla grafica e al disegno d'arte, reinterpretato in stili e tecniche tra le piu' dissimili.

Informazioni

Comunicato stampa

A cura di Mimmo La Grotteria

Artisti: Gian Luigi Braggio, Luca Chuki, Cristina Clarkson, Daniele Catania, Titti Garelli, Sara Grazio, Marika Hu Haishuang, Mimmo La Grotteria, Francesca Leoni, Calliope Michalolia, Marina Nekhaeva, Lisa Parmigiani, Gerry Rosato, Maria Rossa, Christian Torredimare, Ben Alfa e Denise Volpini
Classe I A - I. i. S. Bodoni Paravia Torino
Performer: Andrea Del Conte (baritono) - Giacomo Pomponio (flauto) - Annalisa Ponzo (violino)

“Fiaba..

una realtà immaginata - L’arte interpreta le fiabe attraverso la contemporaneità” allestita presso le sale espositive del Circolo degli Artisti, è la prima di un ciclo di mostre dedicate al tema della fiaba. L’appuntamento del 15 giugno è dedicato alla grafica ed al disegno d’arte, reinterpretato in stili e tecniche tra le più dissimili. Artisti contemporanei provenienti da varie parti d’Italia, presenteranno alcuni pezzi della loro produzione, ognuno dei quali con visioni personalissime della tematica richiesta.

Varie sono state le forme di pensiero che hanno voluto prendere in esame l’argomento. Nella seconda metà dell’Ottocento, per merito dell’antropologia, si sviluppano idee sulla cultura umana che influenzeranno anche la ricerca sulle fiabe. Nasce infatti la convinzione che tutti gli uomini, a qualsiasi razza o cultura appartengano, possiedono fondamentalmente la stessa struttura psicologica e se esistono differenze, queste sono di carattere culturale. Questa teoria implica che le fiabe e i motivi fiabeschi possano aver avuto origini dovunque, indipendentemente l’uno dall’altro.

L’esposizione successiva dedicata a pittura, video e installazione si terrà presso la Sala delle Arti del Comune di Collegno dal 20 settembre al 10 ottobre 2013

Testo di Mimmo La Grotteri
Cosa rimane della fiaba oggi.

Per prima cosa dovremmo chiederci quali sono le fiabe di oggi. Tenendo conto dei legami che queste hanno con l’elemento onirico e mitico/simbolico, quali sono le forme in cui possiamo riconoscere le fiabe moderne? Di sicuro il cinema ha una componente molto forte nell’assumere il ruolo odierno del racconto fiabesco. Non soltanto quello legato ai filoni di intrattenimento puro e semplice ma anche i film che restituiscono un contenuto psicologico e simbolico fanno parte della struttura-fiaba. Da Fellini a Woody Allen assistiamo a una continua messa in scena del meraviglioso attraverso film di autoanalisi, che lontano dal risolvere il mistero dell’esistenza, come si vorrebbe che facesse la psicologia, ne arricchisce il significato. La letteratura anche lei ha la sua parte di aspetto fiabesco, “Il Signore degli Anelli”, “Harry Potter” valgono come titoli esemplificativi. In questi generi la morale però, anche se scontata, non è mai così chiara come nelle fiabe tradizionali, ma questa mancanza o evanescenza etica appartiene alla post modernità.

Fiabe moderne sono le leggende metropolitane, anche se per la loro struttura tendono di più verso il genere favolistico che fiabesco, e anche se non considerati come categoria dotata di validità, tutti i videogiochi. Sono questi ultimi, racconti che trasportano l’osservatore in un mondo dove è chiamato non solo a recepire ma anche a interagire con i contenuti del gioco. Pensiamo ai giochi di ruolo, ai giochi dove i film sono l’ambientazione (ricordiamo come Tomb Rider ha percorso il viaggio inverso, è diventato letteratura dopo essere stato gioco) per un dipanarsi di avventure in cui il protagonista è il giocatore (Alien). Possiamo considerare anche l’arte contemporanea come fiaba, intendendo questa come racconto dai caratteri fortemente psicologici, didattici, simbolici e mitici. L’artista è diventato qui narratore, che dà la sua versione del mondo, deformandone la struttura temporale, materiale, morale. Nelle pieghe del tempo dilatato dalle nuove forme artistiche, si situa l’universo personale del favolista-artista che racconta in forma ermetica i suoi sogni, le sue ispirazioni, le sue riflessioni. Queste fanno da tessuto a una struttura che deve molto alla fiaba, ma in qualche modo l’artista aggiunge qualcosa in più a questo modo di raccontare il mondo. Mentre la fiaba per sua natura tende a conservare le sue forme narrative sempre uguali, cambiando semplicemente solo alcuni particolari, il racconto artistico- fiabesco invece cambia continuamente, seguendo l’evoluzione del personaggio/narratore artista e subendo la mutazione dei suoi riferimenti individuali e ispiratori.

La dinamicità è la componente che trasforma il racconto da statico, in inusuale e ne aggiunge sempre nuovi significati. Perché definire e usare questa struttura, che sembra più appartenere al mondo letterario, come modalità espressiva per fare arte contemporanea ? Una risposta è la dinamicità che applicata a entrambe le strutture, sia la fiaba che l’arte le traduce in linguaggio innovativo. Il concetto di arte è cambiato, è passata la novità dell’arte moderna e anche l’arte concettuale oggi sta mostrando finalmente segni di cedimento. Della fiaba si ha, come abbiamo visto, una nuova versione, anche Pinocchio, che è una delle ultime fiabe, è ormai del passato, e il posto dell’idolo inanimato è occupato da nuovi modi di esprimersi. In quanto artisti sempre alla ricerca di nuovi modi di espressione, che siano più aderenti e quindi significanti alla cambiata sensibilità epocale, possiamo sperimentare la struttura della fiaba, stravolgendone le caratteristiche codificate dalla tradizione, per rendere più attuale il concetto di Arte. Svincolandoci dal suo istituto possiamo ricercare un nuovo panorama di riferimento, certamente multiforme nell’aspetto ma che proprio in questa sua complessità ha la sua forza e la sua bellezza. L’acquisita sensibilità odierna è frutto di cambiamenti storici dovuti ai percorsi fatti dalle società e dagli individui. Ogni organismo cambia la propria conformità al suo esistere in base ai concetti che incontra via via che si evolve. L’evoluzione è forgiata da aspetti culturali, sociali, personali che a sua volta forgia e trasforma.

Questa metamorfosi controllata in qualche modo dall’artista attraverso il suo lavoro di analisi, può essere fonte di energia creativa se lasciata libera di esprimersi. Il dialogo interiore ha bisogno di sperimentare e usare nuovi linguaggi per definire le cose che prima non c’erano. Altrimenti lasciata libera di negare il proprio cambiamento scarica la propria esistenza in un’ unica sintesi di auto distruttività. Usiamo tutte le forme di espressione che possiamo raggiungere, conosciamo tutte le cose che possiamo conoscere, sperimentiamo ! non abbandoniamoci a una semplice adesione a significati acquisiti o alla loro passata invalidità, ma riempiamo di nuovi sensi le proposte che ci vengono fatte. In questo metterci alla prova in realtà ci mettiamo alla ricerca, in realtà facciamo gli artisti!

Organizzazione:
ASSOCIAZIONE PARADIGMA
c/o Circolo degli Artisti
Via Bogino 9, 10123 - Torino
Tel 011 8128718
E-mail [email protected]
Web www.circolodegliartistitorino.it

In collaborazione con:
Circolo degli Artisti di Torino
Temporary Art
Cristal Events Society
I. i. S. Bodoni Paravia Torino

Con il patrocinio di:
REGIONE PIEMONTE
PROVINCIA DI TORINO
CITTA’ DI TORINO
CITTA’ DI COLLEGNO

Inaugurazione: Sabato 15 giugno, ore 18.30

Durante l’inaugurazione si terranno alcune performances artitiche e musicali e la presentazione di un volume realizzato dall’ I. i. S. Bodoni Paravia di Torino ed una pubblicazione dell’artista Ben Alfa