Festival Maravee Fiction 2018

Majano - 16/11/2018 : 25/11/2018

Il cuore pulsante del Festival Maravee Fiction si appresta ad aprire i battenti nelle maestose sale del Castello di Susans di Majano (UD) con la mostra/spettacolo “COME SE…”

Informazioni

  • Luogo: CASTELLO DI SUSANS
  • Indirizzo: Frazione Susans 88 - Majano - Friuli-Venezia Giulia
  • Quando: dal 16/11/2018 - al 25/11/2018
  • Vernissage: 16/11/2018 ore 19
  • Generi: arte contemporanea, incontro – conferenza
  • Orari: Tutti i giorni 15 -19
  • Uffici stampa: ATEMPORARY STUDIO

Comunicato stampa

Venerdì 16 novembre alle ore 19.00 Il cuore pulsante del Festival Maravee Fiction si appresta ad aprire i battenti nelle maestose sale del Castello di Susans di Majano (UD) con la mostra/spettacolo “COME SE…”

Come se….fosse vero…. Come se….fosse falso, Come se…esistesse, Come se…lo immaginassi…è un viaggio nella finzione/creazione del Tempo, dello Spazio, dell’Identità e della Comunità

Un viaggio live, da vivere a ridosso delle sculture, dei dipinti, delle fotografie, dei video di Valter Adam Casotto, Tanja Vuijnovic, Gaetano Bodanza, Maurizio Ciancia, Carmine Calvanese, Ursula Berlot & Sunčana Kuljiš Gaillot, animati da performance coreutiche di e con Erica Modotti e Maria Anna Deidda, performance attoriale con Fabiano Fantini, performance musicali con la violinista Anna Apollonio e, con il progetto Motion Kapture, Filippo Corradin e Stefano Rossello, Martina Sandonà. Il tutto anticipato dal videomapping realizzato dal Liceo Artistico Sello di Udine, che sulla facciata del maniero traduce in immagini animate il concept festivaliero.

Magicamente teso fra realtà e virtualità, tra ciò che vediamo e ciò che possiamo solo immaginare, il Festival ideato e diretto da Sabrina Zannier - realizzato grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, del main sponsor Gervasoni, dei Comuni di Lignano Sabbiadoro e Gemona del Friuli, unitamente alle slovene Obalne Galerije Piran – prosegue il suo intrigante viaggio visionario. Tra la verità più vera del vero e mondi in cui la finzione è talmente incisiva da catapultarci in una concreta esperienza immersiva entro scenari improbabili.

Fingere significa creare, costruire qualcosa, inventare storie e nuovi mondi. Mondi che nelle mostre e negli spettacoli di Maravee Fiction si appellano al vero attraverso la verosimiglianza. Così è stato per le personali di Valter Adam Casotto a Lignano e di Peter Demetz a Gemona dove sculture iperrealiste dei due artisti hanno accompagnato il pubblico in realtà parallele e disorientanti.

Così sarà anche al Castello di Susans — nucleo centrale di Maravee Fiction — dove un’immersiva teatralità collettiva si espanderà attraverso i tre piani del maniero.



VISITA GUIDATA ALLE SEZIONI DELLA MOSTRA/SPETTACOLO


COMUNITA’
Il viaggio di Maravee Fiction inizia dal primo piano del Castello con le sale di Gaetano Bodanza, dove la tensione fra vero e fiction solca il sentiero dell’immaginario collettivo. Avvolto nella finzione del cinema hollywoodiano, nel protagonismo dei personaggi di Disney, che dilaga nel merchandising chiamando in causa il denaro e il potere, si riflette nel contrasto fra il “sogno americano” e l’incubo di un’America che ha visto il predominio di un popolo sull’altro.
E’ la messa in scena di una Comunità ironicamente rappresentata dall’imperante figura scultorea di Superman, che accoglie il visitatore nella prima sala espositiva. L’opera di Bodanza prosegue nell’attiguo salotto, dove accomodati vicino al fuoco del caminetto ci s’immerge negli improbabili ma stupefacenti paesaggi di un Everest piangente, che dalla commistione linguistica di fotografia, manipolazione digitale e pittura, si catapulta in altre opere, questa volta puramente pittoriche, dove l’astrazione duetta con la figurazione.

SPAZIO
Alle spalle del Superman di Bodanza, nel grande salone del primo piano, la finzione affronta il concetto di “spazio”. Con le fotografie di Maurizio Ciancia, che seleziona dalla realtà quotidiana alcune fette di paesaggio antropizzato, di architetture risolte per lo più in facciate di edifici, muri con finestre, porte, sempre ripresi comprendendo una porzione di strada, marciapiede, con segnaletiche, paletti, alberelli, aiuole. Tutto vero, ma talmente ordinato, risolto nella pulizia e nel minimalismo dei segni e delle cromie, da apparire finto, pre-costruito per lo scatto. E’ uno sguardo mosso da una regia pittorica, che elude la visione prospettica e vede oltre il caos quotidiano, per catapultare la presunta banalità di una visione ordinaria in una nuova visionarietà concettuale ed emozionale.
Per Maravee Fiction, Ciancia trasla la bidimensionalità della fotografia in spazialità tridimensionale, inscenando un’installazione che dalla gigantografia di un edificio si espande nel parterre che simula la concretizzazione dello spazio rappresentato nell’immagine. E’ lo spazio fisico del ricordo, dello sguardo selezionatore, che riprende corpo e accoglie il corpo performativo. Quello di Maria Anna Deidda, che danza nella “strada” su coreografia di Erica Modotti dell’Associazione Danza e Balletto per abitare lo spazio fotografico di Ciancia.
Con Tanja Vujinovic lo spazio non è più sospeso fra realtà e visionarietà. E’ il tripudio della fiction, ottenuto nell’invenzione di due viaggi visionari, nati dalle installazioni computerizzate interattive Universal objects: Laguna e Universal objects: Park 2, che in mostra si presentano nella videoproiezione che simula l’attraversamento di un paesaggio naturale in cui il corpo umano si fa roccia tra le acque; e di un ambiente tra natura e cultura, dove fra alberi, specchi d’acqua e virtuosistiche sculture e architetture, l’essere umano cammina e corre nel respiro di un nuovo mondo.

IDENTITA’
Lo sgambetto tra realtà e finzione prosegue sul fronte dell’identità, sempre al primo piano, nella sala di Carmine Calvanese. Identità umana, in relazione al senso della Comunità, dello Spazio e degli oggetti. Ancora con un video sul paesaggio visionario, in cui il corpo umano nasce dalle spore vegetali come individuo nuovo, destinato all’esplorazione di un mondo incantato e gioiosamente ludico. Tanto da far fiorire, al centro della sala, una scultura floreale che sembra anch’essa generata dalle spore vegetali. Esattamente come i scenografici copricapo appesi alle pareti o, ancora, l’immagine fotografica del Castello di Susans immaginato dall’artista come giocoso maniero della creatività.






E’ la fiction di un’Identità che invade lo Spazio e gli oggetti della Comunità, per generare nuovi esseri, come quelli ritratti da Gaetano Bodanza lungo le scale che conducono al secondo piano, dove prima di giungere nel grande salone si entra nei due appartamenti sulle torri del castello. Uno dedicato ai paesaggi di Bodanza; l’altro a Maurizio Ciancia, anche lui impegnato su una questione d’Identità. Sempre agendo sul concetto e sulla fisicità dello spazio, l’artista ha prodotto due nuove opere site-specific, che verranno abitate e narrate dall’attore Fabiano Fantini su testo di Sabrina Zannier. Per mettere in scena con gesti e parole l’Identità di uno sguardo che ridisegna con luce e colori uno scorcio interno del maniero e che sposta il senso e la percezione dei complementi d’arredo nella relazione fra architettura e natura.

TEMPO
All’uscita dagli appartamenti si approda al grande salone del secondo piano. Dopo la personale estiva a Lignano, Valter Adam Casotto ritorna a Maravee Fiction indagando il concetto di tempo attraverso la trasformazione del corpo umano. Nello spazio oscurato, sospesa a parete, una grande mano femminile anziana che regge un rosario incarna il dolce e amaro sapore dello scorrere temporale, del farsi identitario - nutrito di memorie, gesti, progetti, simboli e affetti – su una porzione di corpo “più vera del vero”, tanto appare credibile la resa dell’epidermide, con il suo tracciato venoso, con le macchie dell’età, le rughe, le pieghe. E’ una riflessione sul tempo, che nella scala maggiorata della mano, si traduce in riflessione sulla Comunità, sull’Italia delle donne lavoratrici, segnate dalla fatica e animate dall’amore, per l’altro da sé e per la famiglia.
Una riflessione che chiama nuovamente il corpo in scena, con la performance coreutica di e con Erica Modotti. Rotante su se stessa, come fosse un carillon, interpreterà la profondità emozionale dell’opera di Casotto con la memoria allo struggente balletto La morte del cigno, sul sentiero sonoro della violinista Anna Apollonio.
Proseguendo lungo il salone, dalla parte opposta della stessa parete, l’identità temporale di Casotto proporrà l’estensione della pelle umana sugli oggetti di scarto, perché anche le lattine schiacciate conservano la memoria dei nostri gesti e del nostro tempo, speso, trascorso, vissuto. Tempi e gesti che verranno interpretati nella performance musicale di e con Filippo Corradin, Stefano Rossello, Martina Sandonà.
Il percorso continua nelle due sale attigue al salone del secondo piano. Ancora con Casotto, che da un lato mette in scena, con un altro gruppo scultoreo, la somma temporale del passato e del presente sull’identità di tre notissimi artisti internazionali; e nell’altra sala propone un video-viaggio tra la sua opera scultorea e i personaggi creati per il cinema come truccatore prostetico.
La sezione dedicata al Tempo si estende poi al piano terra del castello, con il sorprendente ritratto scultoreo di Rita Levi Montalcini, sempre di Casotto. E’ il tempo della memoria, dello studio, della sapienza, della scienza che si occupa della mente, suggerendo astratti paesaggi in divenire. Come quelli di Ursula Berlot & Sunčana Kuljiš Gaillot, che ambientano la scultura in un immaginario futuribile, teso fra l’infinitamente grande dello spazio e l’infinitamente piccolo della biologia. Il pensiero scorre così al fattore di crescita nervoso scoperto dalla Montalcini nei primi anni Cinquanta, alla rigenerazione del cervello, che contrasta l’invecchiamento e suggerisce un’ulteriore riflessione sul Tempo e sull’Identità tese fra realtà e finzione.

INCONTRI IN CASTELLO
DOMENICA 18 NOVEMBRE, ORE 11.00
Visita guidata alla mostra/spettacolo
a cura di Sabrina Zannier

GOVEDÌ 22 NOVEMBRE, ORE 18.30
Incontro con l’artista Gaetano Bodanza

VENERDÌ 23 NOVEMBRE, ORE 18.30
Incontro con l’artista Maurizio Ciancia

SABATO 24 NOVEMBRE, ORE 11.00
Ospite di Maravee Fiction
il fotografo Francesco Galifi con il suo nuovo libro intitolato Glifi, edito dalle Grafiche GFP e curato da Sabrina Zannier. Un viaggio dentro il paesaggio, tra vero e fiction

DOMENICA 25 NOVEMBRE – Due appuntamenti
ORE 15.00 – Incontro con l’artista Valter Adam Casotto
ORE 16.00 - Visita guidata alla mostra/spettacolo
a cura di Sabrina Zannier




NOTE PER LA STAMPA


SABRINA ZANNIER
Giornalista, critico e curatore indipendente nel campo dell’arte contemporanea aperta alla trasversalità linguistica, ha curato mostre e cataloghi in Italia, Francia e Slovenia. Ha collaborato alla XLV Biennale di Venezia, al Centro d’arte contemporanea di Villa Manin di Passariano (UD) e con gli editori Clueb, Fratelli Alinari, Skira e l’Istituto Treccani. Ha fatto parte della Commissione dell’Italian Studio Program per il P.S.1 di New York e ha collaborato con il regista e artista Bigas Luna per progetti performativi ed editoriali. Come consulente d’arte ha operato e opera con aziende come Brionvega, Furla, Illycaffè, Banca Friuladria, Sinetica Industries, Gervasoni. Dal 2002 è direttore artistico di Maravee, Festival d’arte e spettacolo che si svolge in Friuli Venezia Giulia e in Slovenia.


IL FESTIVAL MARAVEE
Ideato nel 2002 da Sabrina Zannier con l’intento di portare l’arte contemporanea a un vastissimo pubblico attraverso la messa in scena emozionale di discipline artistiche diverse, facendo leva su tematiche collettivamente condivise, il Festival si è da subito prefisso lo scopo di accendere i riflettori su siti di grande pregio storico del Friuli Venezia Giulia. Per valorizzare e riportare in vita – attraverso l’internazionalità dell’arte e dello spettacolo contemporanei di altissima qualità – location pubbliche e private dismesse o ancora in uso, ma poco frequentate.

E’ stato così messo in scena un complesso format curatoriale che di anno in anno produce mostre, spettacoli, performance, concerti e sfilate in diverse sedi, da Udine, Pordenone, Trieste alla Slovenia, grazie alle numerose collaborazioni fondate sul principio della rete territoriale.

Proponendo temi di rilevanza sociale e di pubblico interesse, suddivisi in trienni, in sedici anni di attività la rassegna ha coinvolto artisti visivi, designer, stilisti, attori, registi, danzatori e musicisti, attivando significative collaborazioni artistiche e scientifiche, come quelle con il Teatro la Fenice e la Biennale Musica di Venezia, il Mittelfest di Cividale (UD), l’Università di Udine, di Bologna e il Politecnico di Milano.

Ha complessivamente coinvolto 325 artisti, tra cui ricordiamo ORLAN, Nobuyoshi Araki, David LaChapelle, Carole Feuerman, Nicolai Lilin, Bertozzi & Casoni, Hiroyuki Masuyama, Aldo Cibic, Kiki Van Eijk, Olivo Barbieri, Yasumasa Morimura, Hema Upadhyay, Willy Verginer, Mustafa Sabbagh, Cindy Sherman, Drusilla Foer e i compianti Bigas Luna e Getulio Alviani con la sua collezione internazionale di artisti dell’Arte Cinetica e Programmata.

Il tutto approdando in 20 location diverse - tra castelli storici, ville pubbliche, chiostri, parchi scientifici e tecnologici, musei - in molti casi riportandone in vita l’antico splendore, come nel caso della Villa Ottelio-Savorgnan sul lungofiume Stella ad Ariis di Rivignano (UD), elevata per ben otto anni a teatro dell’arte che già nel 2002 ha contato 1.200 persone all’inaugurazione; o come la torre del Museo CID di Torviscosa (UD) che, chiusa dagli anni ’60 quand’era lo studio di Marinotti, fondatore della SNIA Viscosa, è stata restaurata appositamente per Maravee nel 2007.








PROGRAMMA FESTIVAL

USO O CONTEMPLO?
Personale di Enej Gala
Obalne Galerije Piran di Capodistria
Inaugurazione venerdì 25 gennaio 2019
Fino al 31 marzo 2019

Giovane emergente dell’arte slovena, Enej Gala porta sulla scena del Festival la relazione vero/fiction che tra arte e design sottende la funzione d’uso e la contemplazione dell’opera. Con la nuova serie dedicata agli “oggetti riparati”, l’artista ridà vita sensibile e concettuale a forbici, occhiali, fucili… svelando quel senso della meraviglia che abita il confine fra realtà e visionarietà. Puntando l’attenzione su banali oggetti d’uso quotidiano, che riconverte in altro da sé, traccia il ponte fra Maravee Fiction e Maravee Object, l’edizione 2019 del Festival.

INCONTRI E SLIDESHOW
Shanghai Art Fair
Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli (UD)
Scuola superiore di Trieste
Castello di Colloredo di Monte Albano (UD)