Federico Lanaro – RMX

Trento - 28/03/2013 : 31/05/2013

Federico Lanaro espone una serie di lavori inediti che rimettono in ordine i principali filoni della sua ricerca artistica, ma aprono contemporaneamente altre strade.

Informazioni

Comunicato stampa

Lo Studio d’Arte Raffaelli di Trento giovedì 28 marzo 2013 inaugura la mostra personale “RMX” dell’artista Federico Lanaro a cura di Valerio Dehò.
Federico Lanaro espone una serie di lavori inediti che rimettono in ordine i principali filoni della sua ricerca artistica, ma aprono contemporaneamente altre strade. Si chiama “Remix” la mostra dello Studio Raffaelli per sottolineare con un titolo ripreso dalla musica elettronica, che si tratta di un generale ripensamento del lavoro senza forzature, lasciando intatte le linee di ricerca e anche il nomadismo linguistico che va dalla pittura alla scultura

Lanaro usa spesso dei colori fluo per creare figurazioni semplici, dirette ed immediate, attingendo dalla cultura “alta” o dalle immagini semplificate della grafica. In questa mostra in particolare sono significative le sue variazioni sul tema del cavallo, figura classica dell’arte. Il suo progetto mette insieme una sorta di scomposizione/ricomposizione delle sue forme. In particolare ha portato la sua attenzione sulle zampe posteriori, simbolo di potenza, e annullato quelle anteriori e la testa. Il “nuovo” cavallo, in senso surreale, ne risulta formato da due posteriori contrapposti, una sorta di annullamento della potenza o di equilibrio potenzialmente dinamico. Lanaro ha realizzato una scultura chiamata “Focus” con questa forma singolare, ma ha anche preparato una serie di dipinti in cui il posteriore dell’animale è rappresentato in una sequenza di immagini come se il punto di vista si spostasse progressivamente, quasi in modo cinematografico. L’altra serie principale di lavori è costituita da una sequenza di impronte di mani che costituiscono una sorta di nuovo linguaggio da decifrare. Non vi è la ricerca di un vero e proprio codice perchè le mani assumono forme strane, non modulari, sembrano dei volti oppure oggetti magrittiani. Lanaro apre ad una sorta di surrealismo contemporaneo fatto di misteri e di osservazione della natura, ma senza essere naturalistico, una chiave per leggere le infinite variazioni delle forme sempre in attesa di diventare simboli, per vincere la sfida del tempo.


Federico Lanaro (Mori, 1979), dopo il diploma conseguito all’Istituto d’arte Fortunato Depero di Rovereto, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bologna, ove si laurea nel 2004; partecipa in seguito al 19° Advanced Design University Stage Fiat (Milano, 2004). Se i primi lavori paiono una fune tesa tra fotografia e grafica, di impianto inizialmente pop, successivamente minimalista, la produzione degli ultimi anni segna una svolta pittorica, pur contraddistinta da superfici flat, forti di un nitore cromatico quanto formale. Il tutto segnato da una poetica che in qualche modo potremmo definire dell'interferenza, ora tra uomo e animale, ora tra individuo e massa, ora tra naturale e soprannaturale. Recentemente ha aperto i suoi orizzonti anche alla scultura e all’installazione, alla fotografia.