Fausto Maria Franchi – Il coraggio del bello

Todi - 26/03/2016 : 26/04/2016

Fausto Maria Franchi espone la sua idea del bello ma contemporaneamente invita ognuno al fare, a disegnare i suoni, i suoni di quella musica che invaderà la sala.

Informazioni

  • Luogo: UNU UNONELL’UNICO
  • Indirizzo: Via Mercato Vecchio, 16 - Todi - Umbria
  • Quando: dal 26/03/2016 - al 26/04/2016
  • Vernissage: 26/03/2016 ore 16
  • Autori: Fausto Maria Franchi
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

UNU unonell'unico è lieto di annunciare la mostra dell'orafo artista FAUSTO MARIA FRANCHI - Il coraggio del "bello" - Il coraggio del "fare" che si terrà Sabato 26 Marzo 2016 dalle ore 16:00 alle ore 20:00 presso lo spazio espositivo UNU unonell'unico di Todi (Pg).

La mostra Il coraggio del “bello” – Il coraggio del “fare”, ospita due momenti dissonanti di Fausto Maria Franchi. Sono due concetti che “fanno fare all’arte il viaggio inverso, estraggono vita perpetua da forme imprigionate” (Erri De Luca, Alzaia)



Il coraggio del “bello”

Il gioiello è un universo emblematico scritto con un alfabeto interiore la cui lettura avviene per tempi e modi successivi. L’immediatezza del primo approccio cade sul metallo, sul valore simbolico dell’oro, svela una lettura chiara, a volte ingenua, esteriore, direi pubblica. L’oro, per la preziosità e la spiritualità della materia, assume un forte valore simbolico comunicando un messaggio universale; il soffermarsi sulla composizione, sui molteplici segni, tracce di un tessuto discontinuo, dialogante e interrogativo, implica un secondo livello di lettura la cui conoscenza è cripta, interiore; appartiene alla sfera del privato.

Il gioiello è un’espressione di gusto, a volte acuto, di sensibilità cromatica e plastica; conoscenza, rispetto e esaltazione della materia pur nel completo asservimento alla propria volontà. Sono attributi presenti nel gioiello bello espressione di un impegno personale, la cui lettura depone nelle mani del fruitore emozioni, sensazioni, parole, forme; forme pensate come una fuga bachiana la cui voce, giocando tra punti e contrappunti, elabora raffinate melodie tattili, specula sull'oggetto-materia, sulla capacità contenutistica, elaborando circuiti dialettici di intensa armonia.

Il processo speculativo sull’oggetto “anello” non ne modifichi il significato ma l’accresce di valenze “altre”, spostando la forma da un mero oggetto d’uso che sottostà ad un bisogno borghese a un artefatto le cui sfaccettature si espandono nei mille rivoli del pensiero.

L’anello è una forma geometrica perfetta, circolo chiuso che segue l’uomo nel sentiero della sua storia, imprigiona la poesia dei ritorni; anello dopo anello, esso offre a chi vuole afferrarla la catena della solidarietà, del rispetto, della dignità del “fare”. Irrompe forme e sintassi, si spezzetta in una lunga, frammentaria linea di emozioni e sentimenti contrapponendo la gioia al dolore, la leggerezza alla pesantezza, l’anima al corpo, la tecnica all’idea, l’intuizione alla conoscenza”.

Il coraggio del “fare”

La musica è un divenire di ricordi, di sensazioni, di segni, di colori; l’uomo vive in un mondo che è il mondo del possibile, cioè il mondo dell’immaginazione. Basta non opporsi a esso, ma scivolare in esso. E la musica lo permette, è una luce che svela i sogni. Disegnarla a occhi chiusi, penetrarla, sentirsi avvolti a essa e lasciare che la mano consenta a quel suono di entrare nel proprio mondo astratto permettendo alla fantasia di esprimersi in segni, forme, immagini che sono intimamente e esclusivamente espressione del proprio io. Avere il coraggio di lasciarsi andare, di isolarsi, per donare alla musica: segni. Segni che sono in un rapporto dialettico con il suono, il colore, la materia, per arrivare a quella esperienza sensoriale che unisce il fare con il pensare astratto, con la musica quindi, ed imprimere al fare quell’impronta unica che nasce dal proprio atto creativo e dal valore di chi sa guardare il mondo con gli occhi della musica e della poesia.

Un interminabile foglio, mille colori, disposti su un tavolo lungo quanto il coraggio di chi si farà trasportare dai forti suoni, ora melodici, ora aspri e pungenti, ma sempre evocativi, e liberando mano e mente, riempirli di segni, scarabocchi, macchie che manterranno pur sempre il suono iniziale.

Entrare nei suoni, lasciare che la mano vada libera, trasportata dai colori, dalla musica; assolvere se stessi da ogni colpa, e fare. Un fare collettivo perché il messaggio è sociale, pubblico, popolare ma ricco e creativo per chi ha il coraggio del “fare”.


Programma
ore 16:00, inaugurazione della mostra: Il coraggio del “bello”, galleria

ore 17:00, spiegazione del Il coraggio del “fare”, sala attigua

ore 17:30, disegnare la musica


Fausto Maria Franchi espone la sua idea del bello ma contemporaneamente invita ognuno al fare, a disegnare i suoni, i suoni di quella musica che invaderà la sala.

Un interminabile foglio e mille colori a disposizione di tutti, sono disposti su un tavolo lungo quanto il coraggio di chi si farà trasportare dai forti suoni, ora melodici, ora aspri e pungenti, ma sempre evocativi, e liberando mano e mente, riempirli di segni, di scarabocchi, di macchie, espressioni del proprio sentire. Entrare nei suoni, lasciare che la mano vada libera trasportata dai colori, dalla musica; assolvere se stessi da ogni colpa e fare; un fare semplice, ingenuo, il più possibile spoglio di sovrastrutture. Un fare collettivo perché il messaggio è pubblico, popolare ma ricco e creativo per chi ha il coraggio del fare.

Fausto Maria Franchi (Roma 1939), formatosi al M.A.I. Museo Artistico Industriale, apre nel 1962 la bottega artistica in Via della Vite a Roma. La storia professionale di Franchi ha inizio con l’inaugurazione nel 1964 della prima personale a New York di Argenti bianchi, presso la libreria Rizzoli. Segue la realizzazione per la legatura per il Libro d’oro della città di Roma e il primo premio al Concorso Nazionale d’Oreficeria, Firenze 1966. Tra le numerose mostre, si ricorda la personale, Artefatti Preziosi, 2009/2010, presso il Museo degli Argenti di Palazzo Pitti, a Firenze e alla Galleria Nazione di Roma nel 2015. Appassionato del mestiere per le sue molteplici espressività, progetta gioielli, argenteria e sculture pregne di una peculiare personalità.