Fausta Squatriti – La Passeggiata di Buster Keaton 1964-1966

Milano - 23/01/2019 : 15/03/2019

La mostra vuole indagare le origini del lavoro dell’artista, esponendo il ciclo pittorico “La Passeggiata di Buster Keaton”, creato nei primi anni Sessanta e rimasto fino ad ora inedito.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA BIANCONI
  • Indirizzo: Via Lecco 20 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 23/01/2019 - al 15/03/2019
  • Vernissage: 23/01/2019 ore 18
  • Autori: Fausta Squatriti
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: lunedì - venerdì 10:30–13:00, 14:30–18:30 Sabato su appuntamento.
  • Uffici stampa: EMANUELA BERNASCONE

Comunicato stampa

La Galleria Bianconi è lieta di annunciare la mostra personale dell’artista Fausta Squatriti (1941, Milano), la prima negli spazi di Via Lecco 20. La mostra vuole indagare le origini del lavoro dell’artista, esponendo il ciclo pittorico “La Passeggiata di Buster Keaton”, creato nei primi anni Sessanta e rimasto fino ad ora inedito.

Il titolo è attinto da un’opera teatrale di Federico Garcia Lorca, dal poeta stesso definita come farsa, scritta nel 1928 dopo l’incontro con Salvator Dalì

La contraddizione tra la leggerezza della passeggiata e l’enigmatica malinconia di Buster Keaton, per la giovanissima artista è lo spunto per una raffigurazione giocosa di spazi entro i quali si dibattono figurine dagli acidi colori ammiccanti che si narrano come diverse da quello che sono. Aggregate sulla soglia di una nuvola, si gettano nel nulla mentre la tromba del giudizio annuncia l’allegra, inconsapevole disfatta.
Grandissime tele, ma anche piccolissime, come quella che arricchisce l’esemplare n°1 del suo primo libro d’artista ispirato a “Tatane” del patafisico Alfred Jarry, anch’esso esposto in mostra.

In quei primi anni ‘60 la borghesia milanese, desiderosa di rinnovarsi, si andava liberando delle cornici intagliate, o decorate a stucco, che ornavano i quadri di famiglia, per sostituirle con il listello bianco suggerito dagli architetti. La giovane artista ne trova, e se ne innamora, parecchie, presso il corniciaio Viganò, e fa preparare i telai in funzione delle cornici. La sofisticata, quanto incompresa, operazione, anticipa la messa in opera del Kitsch, la cui popolarità inizierà qualche anno dopo, in massima parte per lo studio che ne ha fatto Gillo Dorfles.
Le cornici si mettono in antagonismo con la dilagante spazialità rosa, celeste, ma anche nera, mettendone in crisi la contagiosa allegria. Al tempo non capita, si convince di avere sbagliato, si libera momentaneamente di quasi tutte le cornici, per riproporle in mostra oggi, ricongiunte alle tele su cui sono parte integrante.

In mostra sono presenti anche sei maschere realizzate da Fausta Squatriti nel 2012 per un breve spettacolo teatrale intitolato “Ora d’Aria” ideato e realizzato prendendo frammenti di testi a lei inviati da amici poeti, assemblati secondo la surrealista regola del caso. Attraverso di esse, cinquant’anni più tardi, è possibile rileggere la linea poetica de “La Passeggiata di Buster Keaton”, un mondo mai rinnegato. Le maschere, che raffigurano sei stati d’animo importanti nell’umana psicologia, Malinconia, Morte, Arroganza, Paura, Lussuria, Follia, diventeranno protagoniste di una performance la cui regia è curata da Associazione A, che si occupa di teatro e performing arts, diretta da Irina Galli. Il testo polifonico e dalla tagliente ironia ci propone non tanto dei personaggi, quanto una sorta di canto corale di esseri fatti di parola più che di carne, cui le maschere raffigurano, dando loro vita, alla perfezione.
La messa in scena si concentra sul rapporto tra attore e maschera facendo sì che l'attore incarni pienamente la stilizzazione che la maschera rappresenta. Il corpo vivo si annulla, lasciando pieno spazio all'identità della parola nella sua rappresentazione più pura.

A passeggio con Buster Keaton. Fausta Squatriti a Milano

Galleria Bianconi, Milano ‒ fino al 22 febbraio 2019. “La passeggiata di Buster Keaton”, serie pittorica dipinta alla metà degli Anni Sessanta da Fausta Squatriti, è esposta alla galleria Bianconi di Milano, nell’omonima mostra curata da Martina Corgnati. Insieme a un libro d’artista ‒ “Tatane”, 1966, ispirato ad Alfred Jarry ‒ e a una serie di maschere, che si sono animate in una colorita performance la sera del vernissage.