Fabrizio Parachini – Azione sensibile e morale dei colori

Busto Arsizio - 25/02/2018 : 23/03/2018

La Fondazione Bandera per l’Arte inaugura la mostra Fabrizio Parachini “Azione sensibile e morale dei colori” … e delle immagini.

Informazioni

Comunicato stampa

La Fondazione Bandera per l’Arte inaugura domenica 25 febbraio 2018 la mostra Fabrizio Parachini “Azione sensibile e morale dei colori” … e delle immagini.
L’evento è inserito nell’ambito della XIV edizione di Filosofarti, festival di filosofia e d’arte che si svolge nelle città di Gallarate, Busto Arsizio e altri centri limitrofi dal 24 febbraio al 9 marzo 2018

La specificità della rassegna, intitolata per questa nuova edizione Paideia/Educare, va ricercata nell’intento di coniugare la riflessione filosofica con le arti; teatro, cinema, musica e danza, scrittura e arti figurative si confrontano intorno ad un unico tema che vedrà impegnate le principali istituzioni culturali del territorio.
La mostra di Fabrizio Parachini proposta dalla Fondazione Bandera presenta una selezione di opere realizzate tra il 1998 e il 2018 attraverso un percorso che mette in luce gli aspetti fondamentali di una ricerca svoltasi nell’ambito della teoria dei colori. Il titolo della personale, dato dallo stesso artista, è una citazione della sezione sesta della Teoria dei colori di Goethe e, attraverso le parole “sensibile” e “morale” che alludono al valore educativo dei colori e di conseguenza delle immagini ad essi indissolubilmente legate, si inserisce nel vivo della riflessione del festival sul tema di Piadeia.
Il percorso espositivo si muove tra una serie di opere nelle quali è evidente l’attenzione dell’artista nei confronti del colore – materia; dittici e trittici rigorosamente monocromati accostati a un polittico formato da 8 elementi con colori che vano dal giallo al porpora, a stretto confronto con lavori caratterizzati dalla gamma cromatica più fredda dei verdi blu e viola, sostengono un silenzioso e sottile dialogo su vibrazioni cromatiche che stimolano la percezione visiva ad una lettura attenta alla minima variazione di colore e forma.
Accanto ai lavori strettamente legati agli studi sulla cromatologia, l’opera fotografica Codice ovvio: tempo rubato.
IL catalogo a corredo della mostra avvia una nuova serie di pubblicazioni della Fondazione Bandera intitolata “I Quaderni della Fondazione”.
Sketchbook, Quaderno n. 1 dedicato a Fabrizio Parachini, è stato pensato come un libro di appunti in cui convergono idee, riflessioni e progetti dell’artista intorno ai temi che da anni sostengono il suo lavoro.
Fabrizio Parachini “Azione sensibile e morale dei colori” … e delle immagini
A cura di Cristina Moregola
Fondazione Bandera, Via Andrea Costa 29, Busto Arsizio (Va)
26 febbraio ¦ 23 marzo 2018
SINTESI BIOGRAFICA
Fabrizio Parachini nasce a Novara e si laurea in medicina e chirurgia a Torino. Esercita come medico per un decennio e contemporaneamente studia e approfondisce le teorie e le poetiche dell’arte astratta. Nel 1995 realizza la prima mostra personale e nel 1996, abbandonata la professione medica, si dedica completamente all’attività di operatore artistico (pittore, teorico e didatta) collocandosi nell’ambito non-oggettivo di radice neo-costruttivista e minimalista. Nel 1996 e 1997 espone presso lo Studio Toni de Rossi di Verona e inizia la collaborazione con il Centro Internazionale d’Arte Contemporanea “Arte Struktura” di Milano. Nel 1998 e 2000 due mostre personali, preso la Werner Heyndrickx Gallery di Pallanza e lo Spazio Cesare da Sesto di Sesto Calende, focalizzano e delineano i temi della sua ricerca. Il “catalogo-libro d’artista” (con “note a margine” di Alberto Veca) edito per l’occasione, si costituisce come strumento-guida per avvicinarsi al suo lavoro e all’idea di spazio che esso propone, ovvero una entità che il “vedente” costruisce nella propria mente, e percepisce, facendo dialogare le opere pittoriche (trittici, dittici e unici di piccole dimensioni e monocromati) con le pareti e il luogo che le accoglie (non lo spazio usato per “fare” l’opera ma un’idea di spazio “prodotta” dall’opera).
Nel 2002 personale presso la Galleria Arte Struktura e presentazione al Centro San Fedele, ambedue di Milano, del proprio libro “Intorno al quadrato” (prefazione di Edoardo Landi, postfazione di Alberto Veca): il volume “raccontando” il percorso teorico-formativo dell’artista, vuole presentare il quadrato non come una semplice e scontata figura geometrica ma come una vera e propria “struttura” di tipo linguistico fatta di relazioni e articolazioni tra forme e concetti. Da segnalare, tra le altre, le successive personali alla Galleria Spriano di Omegna (2003), Collegio Cairoli dell’Università di Pavia (2004), Triangolo nero di Alessandria (2006), l’ampia retrospettiva alla Galleria Biffi Arte Moderna e Contemporanea di Piacenza (2010) e quelle realizzate con Theca Gallery di Milano. Un accenno ad alcune rassegne a cui l’artista ha partecipato: Uso del quadrato-Intorno al quadrato (Milano, 2002), Italien neue Positionen der konkreten Kunst presso la Galerie des Kultur Forum - Konkrete Kunst Museum di Erfurt (Germania, 2002), Lo spirito del novecento (Novara-Orta, 2003), Vedo nero (Pavia 2004), le varie edizioni di Leggere non leggere (Milano, dal 2006 in avanti), In Cartis (Roma, 2007 e Latina, 2009), L’arte costruisce il mondo (Mumbai – India - Punita Hacienda Gallery, 2009), 3° Triennale internazionale d’incisione città di Chieri (Chieri nel 2008 e Castello di Zamek Ksiaz e Varsavia nel 2009), Collezione 7 x 11, La poesia degli artisti (mostra itinerante). È da segnalare la partecipazione nel 2012 a BAU NOVE. Contenitore di cultura contemporanea esposto alla Fondazione Berardelli di Brescia e presentato anche presso la GAMC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Lorenzo Viani” Viareggio, il Lu.C.C.A. - Lucca Center of Contemporary Art, il Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce, Genova, la galleria d’arte contemporanea Magazzino 1B di Prato e la Libreria Fandango di Roma.
Nel 2002 intraprende l’attività di curatore e dal 2003 di consulente artistico per la Fondazione Achille Marazza di Borgomanero (l’attività di consulente e curatore svolta per questa istituzione è stata oggetto di tesi di laurea discussa presso l’Università Amedeo Avogadro). Ha curato personali tra gli altri di Kengiro Azuma, Enrico Della Torre, Jorge Eielson, Sandro De Alexandris, Carol Rama, Rodolfo Aricò, Antonio Calderara, Mario Surbone, Marcello Morandini, Giorgio Griffa e varie collettive tematiche. Nel 2005 ha curato la mostra Il Filtro dell’immagine focalizzando e teorizzando l’idea conduttrice poi sviluppata nella grande mostra al PalaFuksas di Torino dell’estate 2007 (Sguardo consapevole. Il filtro dell’immagine a cura di Francesco Poli e Anna D’Agostino) a cui ha partecipato come artista. È autore di testi per alcuni protagonisti dell’Arte Povera come Gilberto Zorio e Luigi Mainolfi e per volumi d’arte, di fotografia e di design (“Valle di Susa”, “GreenBook 2011”); è docente d’Accademia di “Teoria della percezione visiva”, “Cromatologia” e “Metodologia e analisi visiva”. Nel 2013 e 2015 è relatore alle “Settimane del Cervello” (celebrazione internazionale) con interventi sul tema dei rapporti tra arte e cervello. Nel 2016 è stato visiting professor presso l’Hainan Normal University di Haikou? e la Southeast University di Nanning in Cina. Negli ultimi anni la ricerca espressiva è diventata particolarmente attenta alle relazioni ambientali, agli sviluppi installativi e alla loro lettura e documentazione attraverso il medium fotografico. Le attività di artista, di docente d’Accademia e di curatore continuano tutt’ora parallelamente.