Fabrizio Basso – Condannati all’utopia

Sesto San Giovanni - 22/11/2016 : 20/12/2016

Fabrizio Basso ci coinvolge nella sua ricerca tra azione politica e microstoria proponendo opere audio, trasmissioni radio e televisive pirata dei primi anni novanta insieme a tre nuovi lavori con che vi si riallacciano e ci trasportano nei luoghi e nei ricordi del vissuto politico italiano.

Informazioni

  • Luogo: FARMACIA WURMKOS
  • Indirizzo: via Giacomo Puccini, 60 - Sesto San Giovanni - Lombardia
  • Quando: dal 22/11/2016 - al 20/12/2016
  • Vernissage: 22/11/2016 ore 18.30
  • Autori: Fabrizio Basso
  • Curatori: Gabi Scardi
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: martedì e giovedì dalle 16 alle 19 e su appuntamento

Comunicato stampa

“E' il tic tac di una vecchia Olivetti che ti ossessiona, è un suono martellante che invade lo spazio e non lascia tregua. Sei tu in attesa e i tasti battono il documento, ma non è una denuncia, non è un fermo di polizia, è un'azione”.



Fabrizio Basso ci coinvolge nella sua ricerca tra azione politica e microstoria proponendo opere audio, trasmissioni radio e televisive pirata dei primi anni novanta insieme a tre nuovi lavori con che vi si riallacciano e ci trasportano nei luoghi e nei ricordi del vissuto politico italiano



Nell’azione Condannati all’utopia con una vecchia Olivetti trascrive e distribuisce gli indirizzi dei cicl. in prop. (Ciclostilato in proprio). Sono gli estratti di vecchi volantini, ciò che resta della memoria di un'azione politica, che diventa invito alla scoperta di luoghi.



La storia di Milano è ripercorsa nell’istallazione audio Free Field - Memorie sommerse, 1999, un mini CD otto pollici all’interno del quale sono registrati i suoni di ex centri sociali, come lo storico Virus sala parto del Punk italiano e case occupate che non esistono più, fagocitati dalla città stessa e ridotti a ipermercati o garage di lusso. Per ogni luogo, un suono di repertorio di quando ancora era in funzione, la testimonianza di chi l’aveva vissuto, le foto di come era in origine e di come era nel 1999.



In Ritratto dell’Avv. Arnaldi, l’artista compie l’atto di ricordare la descrizione fattagli da un amico scomparso di Edoardo Arnaldi, l’avvocato dei brigatisti, che aveva fondato con Franca Rame Soccorso Rosso, dopo aver venduto tutti i propri beni per dedicarsi alla sola difesa. L’opera utilizza la tecnica del ritratto a carboncino per fermare la memoria, materializzando il racconto di chi non può più raccontare, ma solo essere ricordato.



Fuck International Radio&TV installazione audio video, in trasmissione su frequenza pirata, creata a partire del 1992, riprende vita tra vecchi monitor, centraline analogiche e VCR UMATIC per trasmettere la sequenza video “Non è un vuoto a perdere” creata per Wurmkos nel 1991.



Chiude la mostra la serie Cicl. in Prop. Una vecchia macchina Polaroid viaggia dentro una scatola in giro per l'Italia.
Passa di mano in mano, artisti, giornalisti, attori, intellettuali, attivisti, ognuno per la propria città si fa carico di andare a scattare una foto, delebile, una traccia passeggera, che documenta il portone, il civico corrispondente al cicl. in prop. di un volantino d'epoca, di una parte di storia, di quella che fu cronaca che dilavata dal tempo si riabilita momentaneamente allo status di ricordo che diviene collettivo.
In mostra dieci volantini parte documentati attraverso una polaroid del luogo dove furono stampati, tre affidati ad altrettanti artisti, Bartolomeo Migliore per Torino, Sarah Revoltella per Trieste, Riccardo D’Avola per Comiso. Ad ognuno l’invito a collaborare, l’apertura a veder modificato il proprio progetto attraverso l’unicità interpretativa di un’altro artista, a cui verrà dedicato il finissage per poterne conoscere le conclusioni.








Fabrizio Basso

La Spezia (1962)

Fin dai suoi esordi nei primi anni ‘90, segue una linea d'intervento incisiva, antagonista, spesso radicale, che assume, nel sistema dell'arte contemporanea una posizione non allineata agli standard produttivi e commerciali, ma spostata verso il dissenso e la comunicazione alternativa. Tra i precursori di video e audioarte in Italia, di cui è uno dei primi e più interessanti rappresentanti, piega alla funzione di significato i mezzi di comunicazione. Le intercettazioni telefoniche, le trasmissioni radio e tv pirata, le fanzine, le insonorizzazioni audio, la memoria e la poesia, sono i suoi principali mezzi espressivi. Da sempre aperto alla realizzazione compartecipata dell’opera, interagisce e collabora ponendosi come collegamento per stimolare la creatività altrui che sfocia nel 1994 nel kollettivo laboratorio live “strange & alternative team”. Fabrizio Basso è tra gli artisti che in Italia ha creato e promosso l’arte di relazione, operando in uno scenario al di fuori degli standard del circuito dell’arte: una forma di resistenza, seppure nell’ambito estetico, perché come diceva Deleuze in un noto slogan: “la resistenza è creazione”.

Quella di Fabrizio Basso è una ricerca, che si misura con le geografie del potere aprendo un campo d'azione, un confronto con le strategie dell'economia globale, con la biopolitica, i collective behaviour, la militanza dal basso, per mescolare tanti tipi di realtà e ridisegnare uno scenario al di fuori degli standard.



Dalla fine degli anni novanta ha collaborato con la Galleria Neon, alternando mostre personali e collettive (Continua, Villa Medici - Academie de France à Rome, Care of, Viafarini, GoldanKauf e Kunstraum - Munchen, Fuori contesto Manifesta 7, Fondazione Olivetti, 48^ Biennale di Venezia...) in Italia e all’estero. Negli anni ha cooperato con l'Accademia di Belle arti di Roma, con la Facoltà di Architettura del Paesaggio di Genova e con HEAD Genève.