Fabio Romano – Fallout

Bologna - 14/04/2012 : 09/06/2012

Fallout richiama una calamità, un accadimento imprevisto che sconvolge la nostra percezione del presente e lo rende passato. I plastici che Romano crea, sono spazi mnemonici, tracce di ciò che è stato e che non può essere cancellato né riportato in vita, archeologie di un mondo lontano su cui si è appoggiata la polvere del tempo.

Informazioni

  • Luogo: ADIACENZE
  • Indirizzo: Vicolo Spirito Santo 1/B - Bologna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 14/04/2012 - al 09/06/2012
  • Vernissage: 14/04/2012 ore 19.30
  • Autori: Fabio Romano
  • Curatori: Enrica Bulzoni
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal martedì al sabato dalle 16 alle 20 (domenica e lunedì su appuntamento)

Comunicato stampa

Sabato 14 aprile alle ore 19:30 Adiacenze inaugurerà la mostra di Fabio Romano “FALLOUT”, personale a cura di Enrica Bulzoni che chiude la terza stagione dello spazio espositivo.
Indagando la relazione tra uomo e natura, attraverso la costruzione di architetture e la messa in atto di accadimenti che rimandano a catastrofi naturali o meno, l’artista vuole immetterci in una dimensione altra, in una realtà sospesa in cui la percezione del tempo si annulla e il silenzio regna sovrano.
Fallout richiama una calamità, un accadimento imprevisto che sconvolge la nostra percezione del presente e lo rende passato

I plastici che Romano crea, sono spazi mnemonici, tracce di ciò che è stato e che non può essere cancellato né riportato in vita, archeologie di un mondo lontano su cui si è appoggiata la polvere del tempo.
Sotto il manto sottile di sabbia bianca si intravedono i resti di edifici e costruzioni che richiamano alla contemporaneità, rovine future della nostra epoca sulle quali la natura ha ripreso il suo corso e si è riappropriata dei propri spazi.
L’artista ricrea all’interno dello spazio espositivo un giardino silente che ci conduce alla contemplazione. Il visitatore, avvolto dal silenzio e dal colore bianco, si aliena dalla quotidianità per intraprendere un percorso filosofico e introspettivo in cui l’uomo è considerato nella fragilità della sua condizione finita.
L’essere mortale non è mai raffigurato ma la sua presenza è perennemente percepibile rievocata dai resti dei suoi manufatti.
Utilizzando le stanze di Adiacenze come delle scatole cinesi, Romano ci permette di compiere un viaggio spazio/tempo in cui una molteplicità di media, quali fotografia, installazione e scultura ci ripropongono lo stesso soggetto. Quello di Romano non è una profezia ma un sentimento già diffuso nell’immaginario collettivo.
Negli ultimi anni molti studiosi hanno concentrato la propria ricerca sul rapporto uomo/natura e disastri ambientali come quelli di Fukushima e Chernobyl non sono state che prove empiriche delle loro supposizioni. La condanna dell’umanità sembra iscritta nella sua incapacità di rispettare il pianeta in cui vive e come direbbe Augé “l’uomo scopre di appartenere alla natura solo quando deve fuggire dai siti che aveva ideato per dominarla”.


Adiacenze
ADIACENZE è un’Associazione Culturale non profit nata a gennaio 2010 dall’idea di Amerigo Mariotti e Daniela Tozzi di istituire nella location di Via San Procolo 7, un luogo fatto per i giovani, nel quale allestire mostre di artisti talentuosi che, appena usciti o ancora frequentanti l’Accademia, non trovano spazio molto facilmente.
Nell’arco di due anni Adiacenze è divenuto un luogo dove l’unico principio da rispettare è quello della creatività in quanto i progetti richiesti agli artisti sono site specific e volti a modificare le tre stanze dalle quali è composta l’Associazione in modo che la location risulti diversa a seconda dell’artista esposto.
Lo stesso nome “Adiacenze” è indice di quello che è l’Associazione: è da intendersi sia come concetto spaziale, sia come presentazione d’intenti.
Infatti, Adiacenze si trova nel luogo dove sono nate le gallerie d’arte storiche di Bologna dalle quali è attorniata; in più il nome indica l’adiacenza a queste gallerie per gli intenti in quanto, non essendo appunto una galleria, non ne vuole assumere i limiti dati dalle regole di mercato che fanno sì che spesso ci siano restrizioni sulle opere da presentare o sugli allestimenti stessi delle mostre.
Obiettivo primo è quindi quello di far conoscere giovani artisti talentuosi agli addetti di settore, agli appassionati d’arte e soprattutto di accogliere i curiosi e i neofiti che spesso provano imbarazzo ad entrare in gallerie più rinomate che danno un certo senso di timore a chi non le conosce. Tutto questo avviene nella più grande convinzione di poter dare una sferzata di novità a Bologna e ad un ambiente artistico italiano che ormai si è sedimentato troppo sul mercato, con l’intento principale di fare rivivere l’arte e la cultura più giovani.