ExpoZOOne, come il nome suggerisce, è un percorso espositivo nel contesto di Musical Zoo Festival, finalizzato a far dialogare l’arte contemporanea, nelle sue diverse declinazioni (video, installazioni, performance) con la musica di alto livello proposta dal Festival.

Informazioni

Comunicato stampa

ExpoZOOne, come il nome suggerisce, è un percorso espositivo nel contesto di Musical Zoo Festival, finalizzato a far dialogare l’arte contemporanea, nelle sue diverse declinazioni (video, installazioni, performance) con la musica di alto livello proposta dal Festival.
ExpoZOOne è un progetto e un percorso site-specific, un'area dedicata alle performance ed installazioni, aperta per l'intera durata della manifestazione in zona Cannoniera e lungo il percorso che porta alla Fossa Viscontea

Gli artisti coinvolti da Manuele Pedretti e Flavio Gilberti, curatori di questa edizione, hanno individuato e scelto uno spazio in cui intervenire, ritenendolo particolarmente adatto per la loro ricerca e hanno poi ideato un allestimento e opere volti a dialogare con l’atmosfera e gli appuntamenti musicali del Festival.
Le edizioni passate di ExpoZOOne hanno riscontrato un ottimo successo nel pubblico, stimolandone la curiosità grazie alle diverse suggestioni scaturite dalle opere.
Le proposte di quest’anno sono di particolare interesse in quanto stimolano nel pubblico riflessioni di tema socio-culturale attraverso un coinvolgimento emotivo e visuale di notevole intensità.

Contribuisce alla qualità del progetto la collaborazione con il Link Art Center di cui si ringraziano in particolar modo Fabio Paris e Matteo Cremonesi.

Il percorso di ExpoZOOne alterna momenti performativi della durata di una sera a installazioni permanenti per l’intera durata del Festival, coerentemente con il principio di proporre al pubblico appuntamenti sempre diversi ma anche una cornice perenne di grande fascino.

Nell’area della Cannoniera, in permanenza sono:
- Installazione 136 di Flavio Gilberti.
Un progetto volto a indagare la relazione tra la “nuvola”, il cloud, che in ogni momento e in ogni luogo incombe sopra l’umanità, e la presenza dello spettatore, singolo individuo ma anche potenziale attore di cambiamento. Attraverso la metafora della nuvola sono così approfonditi e valutati i vincoli della rete e della condivisione, proponendo una via d'uscita attraverso lo spostamento del punto di vista.

- trailer video dell’opera teatrale L'ultimo nastro di Krapp di Samuel Beckett, per la Regia di Paola Cavalli, con Alfredo Masi; Scenografia Andrea Antonelli, Scenografie musicali Francesco Cornali; Musiche 20 degrees of frost; Riprese: Pietro Comini, Rocco Brunelli, Stefano Bertoldi, Federico Sottini.
L'idea di utilizzare teatralmente il registratore consente a Beckett di trattare in modo nuovo il tema del raccontarsi: Krapp è un vecchio sfatto seduto ad un tavolo su cui troneggiano un registratore e le bobine che ha registrato nel corso degli anni; è infatti uno scrittore, che non affida alle pagine le sue riflessioni e i suoi ricordi, ma li registra nei nuovi media. Tutto è registrato e il passato è bloccato nella registrazione, oggetto di commento per il presente. Un atto unico teatrale, che rappresenta l'era dei mass-media e che a ExpoZOOne sarà presentato sollecitando altri media: la voce registrata si sostituisce alla voce reale e la produzione teatrale si concentra in un breve video.

Nel grande prato che porta alla Torre Viscontea è allestito in permanenza il progetto
SHANTY TOWN: una mostra-installazione che indaga le nuove dimensioni della decrescita, del degrado urbano, dell'esternalizzazione del lavoro e del riuso creativo, prodotta dal Link Art Center per il festival Musical Zoo. Fondato a Brescia nel 2011, il Link Center for the Arts of the Information Age è un centro “nomade” e multifunzionale i cui progetti spaziano dalla rete al locale alle collaborazioni internazionali, volto a promuovere la ricerca artistica con le nuove tecnologie e la riflessione critica sui temi dell’età dell’informazione, attraverso l’organizzazione di workshop, eventi e mostre, l'attività editoriale, l’attivazione di partnership con realtà private e istituzionali, e un intenso lavoro di networking con analoghe realtà internazionali.
Sulla struttura architettonica disegnata da Gabriele Falconi e realizzata con materiali di riciclo, si innesteranno i lavori di Filippo Minelli e del collettivo IOCOSE.

Interessato alle forme del degrado urbano e all'emergere del modello della favela anche nei paesi dell'Occidente capitalistico, l'architetto Gabriele Falconi parte infatti da questi spunti per una riflessione sul concetto di riuso e sulla funzione dell'architettura in una situazione di decrescita economica. La struttura, realizzata con materiali messi a disposizione dalla locale cooperativa di smaltimento dei rifiuti Cauto, è un ulteriore approdo e verifica di un personale percorso eclettico, che da sempre lo vede interessato al nomadismo applicato all'architettura e a soluzioni costruttive temporanee, e che l'ha portato a studiare in Finlandia e a frequentare Arcosanti, il progetto utopico di Paolo Soleri in Arizona, e lo studio di Vito Acconci.
Agli stessi materiali di recupero attingerà Filippo Minelli per innestare, sulla struttura di Falconi, il suo lavoro REALITY (2013): una scritta monumentale che porta a un ulteriore approdo la sua ricerca artistica, da sempre interessata a intervenire, con il testo, nello spazio pubblico e a provocare riflessioni sulla complessità di concetti, definizioni, aspetti del contemporaneo. Infatti, se è vero che “'Reality' significa realtà”, ha scritto Minelli, questa già “di per sé è mutevole e soggettiva. La percezione che abbiamo di essa dipende dagli strumenti culturali di cui disponiamo, dall'interesse e dalla curiosità verso ciò che non conosciamo, dal nostro stato emotivo transitorio. Ma 'Reality' è anche la parola oggi utilizzata per descrivere il contrario della realtà, la finzione spettacolarizzata dell'esistenza proposta dai Reality Show. 'Reality' composta da oggetti di recupero è quindi una contraddizione contemporanea, una rappresentazione limpida di parte della nostra esistenza, dell'esistenza costante di una parte della popolazione locale e di gran parte di quella mondiale.”

Di segno differente l'intervento del collettivo IOCOSE che “abita” la Shanty Town con i simboli sviluppati nel corso del progetto A Crowded Apocalypse. Iniziato nel 2012 e tuttora in corso, si tratta di un complesso tentativo di esplorare le dinamiche di formazione delle teorie della cospirazione sfruttando, in un paradosso solo apparente, il modello di lavoro online reso possibile dal crowdsourcing. Il progetto mette così in evidenza le ambiguità di questa degenerazione del lavoro nell'era postfordista, che attingendo a un bacino di lavoratori disposti a compiere piccoli compiti in cambio di un'altrettanto minima remunerazione, riproduce online la distinzione tra primo e terzo mondo: con la differenza che questo nuovo “terzo mondo” è abitato da persone che dispongono di un computer e di una connessione a internet, e non comprende più solo gli abitanti delle favele di tutto il mondo, ma anche il disoccupato che vive nell'appartamento accanto al nostro.

I tre progetti, che diventano uno solo attraverso un felice progetto collaborativo, esaltano le contraddizioni implicite nella Shanty Town contemporanea: forma abitativa primordiale, conseguenza dell'accentramento urbano, luogo di realtà e di irrealtà, spazio di recupero e di riuso creativo, incubo postapocalittico: espressione perfetta di un mondo che assiste, come ha scritto Franco Berardi Bifo, alla fine del futuro.

SHANTY TOWN inoltre ospiterà:
- il progetto ApeCamper, realizzato da Davide Bignami su Ape Piaggio 50 e acquisito nel 2007 dal Museo dell'Assurdo di Castelvetro di Modena. Il veicolo si trova a Brescia, per gentile concessione dell'Ente proprietario, per i preparativi del progetto "Elogio della lentezza", un viaggio di 600 km in programma al festival Nomadic Village a Cuges les Pins alla fine dell'estate, uno degli eventi organizzati nella cornice di Marsiglia Capitale Europea della Cultura 2013.

Per il Musical Zoo Festival a Brescia l'ApeCamper si trasformerà in un baretto nomade all'interno dell'installazione Shanty Town e servirà solo caipirinhe! Parte del ricavato andrà al finanziamento del progetto "Elogio della lentezza".

Nella serata di giovedì 25 luglio performance canora di Silvia Sique Dallera.
Nella serata di venerdì 26 luglio VOADORA Orquestra, brass band brasiliana.

Altri eventi temporanei proposti al pubblico saranno:

nella serata di venerdì 26 luglio
- alle 19.30, l’aperitivo con RADIOBICI (www.radiobici.it):
Radiobici è un tandem multimediale che trasmette su diverse piattaforme. Al volante e microfono Maurizio Guagnetti, ideatore del format. On air con Rosario Pellecchia e Tony Severo in collegamento con i 105 Friends (da lunedì a venerdì su Radio 105), online su radiobici.it e su corriere.it.
In viaggio da marzo a luglio 2013, per il secondo anno consecutivo RADIOBICI ha attraversato la penisola in cerca di racconti e testimoni di un modo sostenibile di vivere.
Per ExpoZOOne intervengono Bruno Salvinelli e Davide Bombini redattori pedalanti.
La bicicletta è uno strumento per abbattere le barriere con i territori che raccontano durante il viaggio, allo stesso tempo la bici è la prima risposta: spostarsi in modo sostenibile è il primo passo per cambiare strada.
Seguirà il video-racconto del progetto di cooperazione internazionale "Brescia per Mozambico" promosso da 5 O.N.G. bresciane: FONSIPEC, FONTOV, M.M.I., SCAIP, S.V.I.

- la performance sonora di FU-NI "Mural"
Gabriele Mitelli - tromba; Paul Roth – sax; Accursio Montalbano - chitarra elettrica; Andrea Ruggeri - batteria preparata; Sara Barozzi- video
"Due nei fenomeni ma non due nell'essenza" è la traduzione del termine giapponese
funi.” Termine che sintetizza il principio secondo cui tutti i fenomeni, seppur appaiano in forme diverse e separati da un lasso di tempo o da una distanza, sono essenzialmente un'unica realtà. La pratica dell'improvvisazione libera - intesa come esplorazione dell'istante-luogo, slegata dai generi musicali - è l'essenza del gruppo FU-NI che, seguendo tangibili regole, istante per istante saprà farle nascere, nutrire la performance e svanire.
Nel 2013 il progetto Fu-Ni vince il premio delle arti performative Lidia Anita Petroni.

nella serata di sabato 27 luglio
- beatbox performance di Lil Klips, giovanissimo protagonista della scena musicale contemporanea, pseudonimo di Isam Maarouf, nato ad Agadir il 15 aprile del 1993. Inizia ad avvicinarsi alla cultura dell'HipHop nel 2004, poi al popping dance e nel 2008 approda al BeatBox, ovvero all’arte di emettere suoni di percussioni con il solo uso del corpo. Nel 2010 inizia a fare da accompagnamento per gli MC’S e freestyle nella città di Brescia; le collaborazioni con vari rapper italiani e le aperture dei concerti, tra i quali quelli di Club Dogo, Ensi, Salmo e Esa lo han reso popolare e apprezzato.

Durante la giornata di domenica 28 luglio
Il pubblico potrà partecipare al Laboratorio proposto dal gruppo FU-NI, rivolto a musicisti adulti di ogni estrazione musicale, che abbiano una conoscenza base del proprio suono-strumento (voce compresa), del ritmo, della melodia e dell'armonia.
Partendo dal presupposto che è fondamentale riconoscere e avere rispetto del ruolo
tradizionale di ogni strumento, lo scopo del laboratorio è di scoprirne le innumerevoli
potenzialità timbriche attraverso l'uso non convenzionale dello strumento stesso.
Il laboratorio si terrà domenica 28 luglio in Castello; durata 6 ore circa.
Costo del laboratorio: 80 euro per i partecipanti, 40 euro per gli uditori.

INFORMAZIONI:
[email protected]

Si ringraziano:


LINK Center for the Arts of The Information Age




Libera Accademia di Belle Arti LABA di Brescia





Sponsor tecnico: Cauto Cooperativa Sociale Onlus Brescia



Immagini allegate:
SHANTYTOWN.jpg
Immagine del progetto Shanty Town. Courtesy Link Center

CROWDED APOCALYPSE.JPG
IOCOSE, A Crowded Apocalypse, 2012- ongoing, crowdsourced performance and photos. Courtesy IOCOSE

REALITY.JPG
Filippo Minelli, Reality, 2013, installazione site-specific. Courtesy Filippo Minelli

KRAPP01, 02.PDF
Due frame del video dell’opera teatrale L'ultimo nastro di Krapp di Samuel Beckett, per la Regia di Paola Cavalli.