Evan De Vilde / Nello Petrucci – La grande illusione

Roma - 14/11/2012 : 02/12/2012

L’esposizione ha come concetto fondante la narrazione di molteplici percorsi della memoria che si intersecano a dimostrazione di quanto l’Arte sia un linguaggio universale, mutevole per forma, tecnica e storia, ma sostanzialmente rispondente a un’unica esigenza umana: la ricerca dell’immortalità, il tentativo di lasciare il ricordo permanente di sé, perché sulla Memoria si basi la civiltà e perché possa costituire il seme del progresso sociale.

Informazioni

Comunicato stampa

L’esposizione ha come concetto fondante la narrazione di molteplici percorsi della memoria che si intersecano a dimostrazione di quanto l’Arte sia un linguaggio universale, mutevole per forma, tecnica e storia, ma sostanzialmente rispondente a un’unica esigenza umana: la ricerca dell’immortalità, il tentativo di lasciare il ricordo permanente di sé, perché sulla Memoria si basi la civiltà e perché possa costituire il seme del progresso sociale. Il passato dialoga con il presente in un linguaggio formale ogni volta in trasformazione, che dimostra la grande verità dell’esistenza umana: la vita senza memoria può essere solo un eterno oblio



“Ogni azione umana, dall’atto naturale della procreazione a quello artistico, ha lo scopo di lasciare un segno duraturo della propria esistenza. – Ha dichiarato il curatore della mostra Ilario D’Amato. – Ogni atto, dunque, è un atto di Memoria, ossia un’archiviazione, voluta o implicita, di dati esperienziali che, per essere tramandati nel tempo, hanno bisogno di esplicitarsi in parole o simboli. L’oggettivazione della memoria è la facoltà del narrare attraverso il racconto scritto o, come nel caso dell’Arte, tramite la materializzazione di un’immagine.”

A guidare lo spettatore in questo suggestivo viaggio nella memoria dell’umanità, l’archeorealismo di Evan De Vilde, movimento d'avanguardia basato sui contrasti estetico-linguistici di oggetti archeologici inseriti in contesti contemporanei, e la pop-cinetica di Nello Petrucci, che unisce il movimento dell’arte cinetica all’universalismo e al quotidiano della pop art.

Due movimenti artistici molto lontani tra loro, ma, allo stesso tempo, accomunati dalla voglia di proporre una nuova visione della realtà di ogni giorno, estrapolandola dal normale contesto e conferendole un significato più universale, che racchiude in sé la memoria di oggi e di ieri.