Ettore Pinelli – Un luogo sconosciuto

Catania - 15/07/2018 : 15/09/2018

Nei lavori di Ettore Pinelli colpisce immediatamente l'idea di percezione mediata della violenza, esperienza che la saturazione informativa di internet, riviste e telegiornali ha reso condizione abituale del nostro rapporto col reale.

Informazioni

Comunicato stampa

Formatosi in Accademia di belle arti di Firenze, si diploma in pittura nel 2007 e in progettazione e cura degli allestimenti nel 2010 in collaborazione con il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. Nel 2009 fonda .LAB (Young Artists Sharing Ideas | Firenze).
Nel 2014 è selezionato per la 1ª edizione del Premio FAM Giovani per le arti visive (AG)

Nel 2015 partecipa al Workshop Residenza Ritratto a Mano 2.0 con Simone Berti e Valentina Vetturi, a cura di Giuliana Benassi e Giuseppe Pietroniro, Caramanico Terme (PE) e sempre nel 2015 é selezionato da Eva Comuzzi ed Andrea Bruciati per Some Velvet Drawings (ArtVerona). Tra il 2015 e il 2016 è finalista in numerosi premi tra cui il Premio Fondazione San Fedele (Milano), Premio Combat Prize (Livorno), Premio Arteam Cup (Alessandria) e Premio Francesco Fabbri (Treviso). Nel 2015 è vincitore del Premio Marina di Ravenna e nel 2016 del Premio We Art International (Milano) in collaborazione con Basement Project Room (LT). Nel 2015 è artista selezionato dai curatori del premio ORA. Nel 2016 è uno dei finalisti di TU 35, geografie dell’arte emergente in Toscana, promosso dal Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. Artista inserito da Camillo Langone in Eccellenti Pittori, il diario della pittura italiana vivente. Presente nella collezione Identità Siciliane di Imago Mundi, Fondazione Benetton. Nel 2017 partecipa a Modernolatria Boccioni+100 esponendo alla Galleria Nazionale di Cosenza. Nel 2017 è finalista al 18º Premio Cairo (Palazzo Reale Milano). Invitato da I Martedì Critici a partecipare alla 5ª sessione del progetto di Residenze Artistiche Bocs Art a cura di Alberto Dambruoso (Cosenza). Menzionato dalla rivista Arte (Cairo Editore) come uno degli artisti under 40 significativi dello stato della ricerca artistica italiana.

Nei lavori di Ettore Pinelli colpisce immediatamente l'idea di percezione mediata della violenza, esperienza che la saturazione informativa di internet, riviste e telegiornali ha reso condizione abituale del nostro rapporto col reale.
L'ipotesi è, in ogni caso, che il lavoro di Pinelli riesca a tenere insieme, grazie al mistero, alla ricchezza, alla multidimensionalità e alle varie stratificazioni dell'immagine, una serie di dimensioni significative del nostro vivere quotidiano che toccano la politica, l'informazione, il potere, la sfera pubblica e quella privata. Queste immagini non rappresentano semplicemente scene di violenza estrapolate da internet e ricopiate fedelmente sul supporto di volta in volta scelto. In esse l'autore comunica un ambivalente rapporto con l'immagine contemporanea in cui attrazione e repulsione giocano sullo stesso campo.
Nella realizzazione di questi lavori i modelli di partenza sono costituiti da fermi-immagine provenienti dal web e ormai forse persi, dimenticati perché scesi “in basso” rispetto a materiali più recenti nella produzione ipertrofica di contenuti informativi. Nell'utilizzo di tali fonti vengono richiamati un rapporto di distanza e un'area tematica legata al terrore per il pericolo che rimandano all'antico concetto di sublime.
Pinelli cerca con difficoltà il sublime nell'esperienza contemporanea e in un rapporto con la realtà per sua natura già mediato e impostato sui toni medi di un rumore di fondo che intacca solo superficialmente la nostra percezione.
Che l'immagine ci sia, venga mutilata o scompaia totalmente permane la medesima qualità tecnica nel suo trattamento, come anche lo stesso spazio di attrazione e repulsione figurativa che caratterizza tutto il lavoro di Ettore Pinelli.
Attorno a questo rapporto con i media e a questi stratagemmi Pinelli allestisce il proprio archivio delle ossessioni, specchio circoscritto e privato di quello più ampio e pubblico dell'intero mondo informativo.
Immagini e video-frame selezionati vengono vivisezionati nella sua pratica per essere sottoposti a incessanti procedure di rielaborazione.
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(da Pugno sublime di Gabriele Salvaterraa).