Esteban Villalta Marzi – La Casa di Tela

Roma - 30/06/2021 : 30/07/2021

In occasione del IV centenario del Palazzo di Spagna, sede dell’ambasciata di Spagna presso il Vaticano, l’Obra Pia anticipa la serie di eventi sociali e culturali in programma per il 2022 con l’intervento pittorico “La Casa di Tela”.

Informazioni

Comunicato stampa

In occasione del IV centenario del Palazzo di Spagna, sede dell’ambasciata di Spagna presso il Vaticano, l’Obra Pia anticipa la serie di eventi sociali e culturali in programma per il 2022 con l’intervento pittorico “La Casa di Tela”.
A presentare il progetto alla conferenza stampa ci sarà il curatore Gianluca Marziani, l’artista Esteban Villalta Marzi e un rappresentante della Obra Pía alle ore 12. Sarà l’Ambasciatrice Spagnola presso la Santa Sede, sua Eccellenza Doña Carmen de la Peña a inaugurare l’intervento


L’EDIFICIO
Ci troviamo al civico 49 in Piazza dei Satiri, nel cuore di una Roma medievale su cui s’innesta il ciclo edilizio del rinascimento capitolino. Il palazzo risale al 1500 ed è stato costruito sui resti
planimetrici dell’antico Teatro di Pompeo (55 a.C.), ad oggi leggibile nel suo tracciato sotterraneo di fondazione. Varcato il portone d’ingresso, si rivela la meraviglia di una trasformazione “organica” degli interni comuni: pianerottolo, scale, muri, luci, vani, maniglie, cassette postali, finestre, tutto ha cambiato pelle per assumere le sembianze mimetiche di una pittura totale. Esteban Villalta Marzi ha sfondato il confine semantico della tela per appropriarsi del mondo a cui la tela aspira, integrando il quadro alla vita che scorre negli spazi condivisi, vestendo la memoria opaca degli intonaci con le immagini e i colori squillanti del suo personale pantone animato.
L’IDEA
Mentre il lockdown chiudeva gallerie e musei, costringendo le mostre a visioni alternative, EVM immaginava l’impronta fantasy del mondo esterno sulle superfici interne del palazzo, come una luccicanza con cui trasformare la pelle anomala dei muri in una geografia pittorica inaspettata e stupefacente. Negli stessi giorni il filosofo Emanuele Coccia scriveva “Filosofia della casa” (Einaudi Stile Libero), tracciando una coincidenza che si riassume in queste righe: “Una casa è la realtà
morale per eccellenza: un artefatto psichico e materiale che ci permette di essere al mondo meglio di quanto la nostra natura ce lo permetta.”
FILOSOFIA DELLA CASA
Emanuele Coccia aggiungeva: “Al progetto moderno di globalizzare la città si è sostituito quello di aprire i nostri appartamenti per farli coincidere con la Terra”. La casa in era pandemica si è così trasfigurata nel più diffuso laboratorio umano tra vita e lavoro, polis domestica in cui il tempo dei diritti s’intreccia al tempo dei doveri. EVM ne ha colto le angolazioni più filosofiche e concettuali, integrando la pratica dell’atelier con la metrica del ciclo solare, dei riti casalinghi, dei frammenti di mondi che, privati della comunione collettiva, scorrevano solamente nei social media, disegnando panorami globali che hanno reso i device il primo universo liquido dentro il mondo solido delle nostre case.
IL COMMITTENTE
Sostenendo l’operazione con la logica pura del mecenatismo, Obra Pía ha combinato la conservazione con la creazione. Così, anziché procedere con un restauro neutro, l’ente spagnolo ha supportato una ristrutturazione ideativa, lasciando ampio margine alla libertà espressiva di EVM.