Ernesto Tuliozi – Il mondo di E. T.

Sassuolo - 06/11/2011 : 27/11/2011

Persone di cui immagino storie che avrei voluto vivere nei posti che ho attraversato guardandoli come mi sarebbe piaciuto che fossero.

Informazioni

  • Luogo: PAGGERIARTE
  • Indirizzo: Piazzale Della Rosa - Sassuolo - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 06/11/2011 - al 27/11/2011
  • Vernissage: 06/11/2011 ore 16
  • Autori: Ernesto Tuliozi
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: Da domenica 6 a domenica 27 novembre 2011 Orari: venerdì e sabato 16-20; domenica 10-13 e 16-20
  • Email: et.avenida@gmail.com

Comunicato stampa

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(le fotografie) cominciano con la montagna e finiscono col mare,
e l’uomo di montagna ha la cravatta, le labbra, sembra, del meridionale,
l’uomo di mare ha lo zaino, invece, la barba, il naso fine, una tracolla che
sembra sia un fotografo, e in mezzo dei crani, ci sono molti crani, senza
denti, e gli uomini dei crani sono quasi tutti calvi, e poi delle provette,
non so come chiamarle, e la ragazza delle provette si mette a posto i capelli,
con uno di quei gesti parassiti, che vivon su di noi, e poi il ragazzo degli
scogli, le labbra strette, le orecchie piccole, giovane, elegante, non so perché
vien da pensare alle donne che gli vorranno bene, e un bambino tira un
pallone contro un muro, con i piedi, con un gesto che sembra un calciatore
vero, e un uomo con quel cappellino sulla testa, degli ebrei, che sembra che
lo guardi e rida, e rida di se stesso, quando faceva queste cose, e un altro
sguardo parassita, guardar per terra, ragazza delle rocce, e gente, storta,
intorno a una statua, e sotto il cellulare, e tavoli di plastica, e un neo,
e piante grasse, e ridere non troppo, turismo, e piccoli orecchini, e traffico,
e generali in pensione, e le ragazze dei cavalli, con i fiori dietro, che fiori
sono, margherite? no, margherite no, e la statua va da una parte,
e l’uomo della statua va dall’altra, e piante come fidanzati, collanine,
arte moderna, porte, sentieri, caschi, e case che son tutte diverse
e sembran tutte uguali, e gente uguale, gli metti in testa due mutande
sembra uguale, e teschi, ancora, e specchi e bagni, e bottega, macchine,
bambine, ragazza del parcheggio triste, uomini con smorfie come statue,
e dopo basta, arrivederci.
Paolo Nori
Persone di cui immagino storie che avrei voluto vivere nei posti che ho
attraversato guardandoli come mi sarebbe piaciuto che fossero.