Erk 14 – Inside

Napoli - 24/04/2015 : 29/05/2015

All’interno, l’assenza diviene essenza, la luce è ombra, il vuoto è pieno, il nulla si specchia nell’assoluto, la leggerezza racconta la gravità in cui scorre l’anima. Si muovono gli scacchi in un gioco interminabile in bianco e nero, senza altro esito se non il gioco stesso.

Informazioni

  • Luogo: 1OPERA GALLERY
  • Indirizzo: Palazzo Diomede Carafa | Via San Biagio dei Librai n° 121 - Napoli - Campania
  • Quando: dal 24/04/2015 - al 29/05/2015
  • Vernissage: 24/04/2015 ore 18
  • Autori: Erk 14
  • Curatori: Pietro Tatafiore
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa


All’interno, l’assenza diviene essenza, la luce è ombra, il vuoto è pieno, il nulla si specchia nell’assoluto, la leggerezza racconta la gravità in cui scorre l’anima. Si muovono gli scacchi in un gioco interminabile in bianco e nero, senza altro esito se non il gioco stesso.
La realtà prende a scorrere sulla linea, infinitesima parte percorribile di tutte le traiettorie tracciate nell’universo del possibile. Così come tra due punti corre una e una sola retta, tra due scelte passa uno ed un solo uomo, imbrigliato tra il desiderio di volere e il peccato dell’aver voluto

Il percorso è uno ed uno solamente. La verità diviene allora figlia della scelta, solo ciò che è reale è vero e solo ciò che è vero può dirsi salvo dal caos delle infinite traiettorie possibili.
I colori si diradano e si contraggono negli estremi mentre nell’arena del corpo le emozioni si scontrano per avere ragione sull’individuo, per non rimanere relegate alla coscienza, per poi assopirsi in ricordo. Si attesta la relatività, la responsabilità delle proprie azioni condensate nel tratto indelebile su tela che illumina la sua negazione, il sollievo dell’aver scelto, la sensazione di una pace temporanea e dimentica di tutte le altre strade.
L’essenziale allora prende forma, descrivendo paesaggi intimi attraverso curve e rette, luce e ombra, raccogliendo come da infiniti specchi il riflesso del mondo esterno, in un quadro coerente i cui pezzi sono legati da filo sottile. L’allegoria parla di se dicendo altro. Complementare ed opposta, in perenne ricerca di equilibrio.
L’uomo rimane così, sull’uscio della più comune delle solitudini, così come uno spettatore innanzi ad un opera, cercando di stabilire il peso del suo equilibrio prima di decidere come agire, consapevole che tutto scorre.
Elia Daniele e Roberto Maisto