Enrico Lombardi – Autoritratti del tempo

Marina di Ravenna - 01/07/2012 : 15/08/2012

Autoritratti del tempo è la nuova mostra personale dell’artista Enrico Lombardi in cui sarà possibile ammirare una ventina di opere, in parte inedite, appartenente a tre cicli recenti: “Orti conclusi”, “Sentinelle del tempo” e “Bassa marea”.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA FAROARTE
  • Indirizzo: Piazzale Marinai d’Italia, 20 - Marina di Ravenna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 01/07/2012 - al 15/08/2012
  • Vernissage: 01/07/2012 ore 18
  • Autori: Enrico Lombardi
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e domenica 20,30 - 23,30 In giorni e orari diversi su appuntamento
  • Telefono: +39 3495350651

Comunicato stampa

Autoritratti del tempo è la nuova mostra personale dell’artista Enrico Lombardi in cui sarà possibile ammirare una ventina di opere, in parte inedite, appartenente a tre cicli recenti: “Orti conclusi”, “Sentinelle del tempo” e “Bassa marea”.
In tutte queste serie di lavori il tema principale e ricorrente è l'ombra, come metafora del lato oscuro, della parte irrazionale e non controllabile e progettabile della nostra relazione col mondo. L’ombra, divenuta tematica, invade forme e oggetti del paesaggio, rendendo tutto straniato e straniante, in un gioco paradossale e perverso di realtà e sua dissoluzione nello sguardo

I dipinti del terzo ciclo – 'Bassa marea' – sono inediti e contengono elementi di una ricerca del tutto nuova. Dopo aver partecipato, nel 2011, alla 54esima edizione della Biennale di Venezia, nominato dal Prof. Carlo Sini, uno dei massimi filosofi italiani contemporanei, Enrico Lombardi porta al nostro sguardo, in questa mostra, il risultato più maturo della sua ricerca di completezza del linguaggio pittorico, sempre dentro una sua continuamente ribadita smarcatura dalle violenze del mercato e dalle mode del dibattito culturale, rivendicando con forza l'aristocratica e quasi mistica solitudine del proprio percorso.

Vernice domenica 1 luglio ore 18,00.
Alle ore 21,30 Enrico Lombardi si racconta: conversazione con l’artista e con Claudio Spadoni (direttore artistico del Mar).

GALLERIA FAROARTE
Piazzale Marinai d’Italia, 20 - Marina di Ravenna (Ra)
Dal 1 luglio - 15agosto 2012
Apertura mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e domenica 20,30 - 23,30
In giorni e orari diversi su appuntamento 349.5350651

Capit- Ravenna- 0544 591715 Organizzazione www.capitra.it
Ufficio informazioni turistiche 0544 531108

Website Enrico Lombardi : www.lombardienrico.it
Info: [email protected]


ENRICO LOMBARDI
Pittore e scrittore, nasce a Meldola (Forlì) nel 1958. Compiuti gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, da oltre
trent’anni svolge un’intensa attività espositiva in Italia e all’estero, accompagnata da un’ininterrotta riflessione sullo stato dell’immagine.
I suoi due ultimi impegni espositivi lo hanno visto partecipare alla 54.ma Esposizione d’Arte Internazionale della Biennale di Venezia (Corderie dell’Arsenale) nominato dal filosofo Carlo Sini, ed allestire la mostra personale “La pazienza dell’ombra” nel Museo di Bagnacavallo (Chiesa del Pio Suffragio) e nelle Gallerie S. Angelo di Biella e Baccaro di Pagani (SA).
Le numerose e qualificate pubblicazioni, in collaborazione con critici, filosofi e scrittori tra i maggiori del nostro Paese, e la partecipazione a grandi rassegne nazionali, sanciscono la qualità e la continuità della sua presenza sulla scena della nuova pittura italiana (www.lombardienrico.it).
Ai suoi esordi, e per oltre dieci anni, pratica un’astrazione moderna ispirata all’espressionismo astratto americano (Rothko, Pollock, Kline) con
forti influenze nazionali (Vedova, Afro, Magnelli, Burri). Questa fase si conclude con una serie di opere quasi nere in cui comincia ad affacciarsi una sorta di “fantasma” del paesaggio.
Dal 1987, dopo un viaggio a New York, riscopre la più autentica tradizione italiana che lo porta sino ai grandi maestri del primo ‘400 (in particolare Piero della Francesca, Beato Angelico, Masaccio e Giovanni Bellini) a cui dedica lunghi anni di studi e riflessioni, allontanandosi progressivamente da una contemporaneità percepita sempre di più come insensata e schiava del brutto e del patologico.
Per questa via destinale e solitaria elabora, progressivamente, un suo linguaggio personale e inedito, fatto di uno sguardo sproporzionato e onirico in cui si mescolano le più varie influenze e in cui, per dirla con le sue parole: “si consuma il disperato tentativo di ridare alla pittura quella interezza che la modernità ha distrutto: riunire, come è sempre stato nelle più grandi espressioni, figura, astrazione e concetto”.