Ennio Tamburi – Viaggio nell’acqua

Informazioni Evento

Luogo
ETWORKS STUDIO
Via dei Marsi 41, Roma, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
03/10/2026

ore 18

Artisti
Ennio Tamburi
Generi
arte contemporanea, personale

ETworks Studio compie il suo quarto anno di attività e torna a proporre una mostra personale di Ennio Tamburi dedicata a uno dei soggetti più cari e ricercati dall’artista nel corso della sua lunga carriera pittorica: l’acqua.

Comunicato stampa

Sabato 3 ottobre 2026 alle ore 18:00 inaugura la mostra Viaggio nell’acqua con le opere di Ennio Tamburi a cura di Roberto Lacarbonara, in collaborazione con Elena Biani, nello spazio espositivo ETworks Studio, via dei Marsi 41, Roma (quartiere San Lorenzo).

ETworks Studio compie il suo quarto anno di attività e torna a proporre una mostra personale di Ennio Tamburi dedicata a uno dei soggetti più cari e ricercati dall’artista nel corso della sua lunga carriera pittorica: l’acqua.

“La mia direzione – annotava Tamburi nel 2018 – è verso forme geometriche non finite, fluide, con la materia liquida dei colori lasciata libera di correre: io creo degli argini sulla carta, ma mi piace anche che le forme passino comunque, sfaldandosi. C’è in questo, credo, un nuovo senso drammatico che è entrato nella mia vita: in effetti, l’acqua è anche qualcosa che sfugge. Come il tempo”.

Per Tamburi l’acqua assume un valore simbolico ed estetico, non in quanto oggetto di rappresentazione, ma come vera e propria condizione della pittura: materia che muta, scorre, penetra la superficie e ne mette in discussione i confini. Viaggio nell’acqua prende avvio dall’omonimo acquerello del 1988 e costruisce un percorso attraverso opere che, in momenti diversi della sua ricerca, restituiscono la centralità di questo elemento, inteso ora come paesaggio e memoria, ora come campo cromatico, ritmo, trasparenza e pura energia della materia.

La selezione delle opere attraversa oltre cinquant’anni di attività, dai primi acquerelli degli anni Sessanta fino ai lavori più tardi, mettendo in evidenza la continuità di una ricerca nella quale acqua e colore coincidono progressivamente. Un primissimo Senza titolo del 1962, caratterizzato da una distesa azzurra attraversata da segni e addensamenti, testimonia già l’interesse di Tamburi per una pittura capace di evocare l’elemento liquido attraverso una dimensione figurativa, quella del mare e del cielo, al cospetto di un busto posto in primo piano, in una citazione metafisica. A distanza di decenni, le opere del 2010 e del 2014 radicalizzano questa relazione: la superficie diventa uno spazio autonomo, attraversato da campiture, velature, trame e modulazioni cromatiche.

Nel mezzo, l’acquerello che dà il titolo alla mostra conserva un ultimo nucleo figurativo – una casa, una tenda, un teatro – che affiora dalla materia liquida, trasformando il dipinto in un luogo sospeso tra segni geometrici e campiture cromatiche evanescenti, in via di dissoluzione.

Il lavoro di Tamburi sembra così procedere per sedimentazioni e affioramenti. Il gesto costruisce argini provvisori, griglie e solide strutture, mentre l’acqua – reale o evocata attraverso la fluidità dell’acquerello e della tempera – conserva una propria capacità di oltrepassarli, esaltando il valore della luce, dei riflessi e delle trasparenze. Un “viaggio” dentro la materia, dentro il colore e dentro il tempo, dove ogni immagine è colta nel punto di un'irresistibile metamorfosi.