Ennio Bertrand – Sound&Vision/Interactive

Torino - 26/03/2014 : 08/04/2014

Nell'ambito della rassegna Ki-Video, Ennio Bertrand presenta i video UnderAttack e Guantanamera, l'installazione interattiva "I Sarcofoni" (con testi e voce di Ivan Fassio) e un'immagine fotografica.

Informazioni

  • Luogo: KI-GALLERY
  • Indirizzo: Via Mazzini, 39 - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 26/03/2014 - al 08/04/2014
  • Vernissage: 26/03/2014 ore 18,30
  • Autori: Ennio Bertrand
  • Curatori: Ivan Fassio, Fulvio Colangelo
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Lun. - Ven.: 17 - 19

Comunicato stampa

“Sarcofoni”. Telefoni Escatologici di Ennio Bertrand con Testi e Voce di Ivan Fassio

Sarx = carne, Phoné = voce, suono

La presenza non è mai stata sinonimo di stabilità e permanenza. L'esserci si realizza, al contrario, sotto le forme di evento ed evenienza. A questo modo, il telefono sta al suono, come la necessità di comunicare sta alla distanza: evoluzione dell'ambasciatore, del piccione e della carrozza.
Parola, immagine, carne e testimonianza: sono le nostre coordinate per comparire al mondo. Vivendo in passività, ci attraversiamo l'un l'altro nella corrente di energie, relazioni, onde

Irradiamo in assenza, attraverso la luce che ci illumina gli occhi, il canale che accoglie il nostro lamento, l'aria che contiene la nostra domanda. Mittenza e destinazione dipendono, esclusivamente, da circostanza.
La mancanza, in antitesi, è fermezza, fissità, assolutezza. Non esistiamo quando la forza non circola, quando il sangue ristagna, nel momento in cui il messaggio non corre, il segno rimane nascosto, i generatori e i diffusori restano spenti. Siamo chiusi, inghiottiti. Un sarcofago accoglie le nostre spoglie – le divora –, perché inutili ormai all'impressione e all'espressione.
Abbiamo certezza di queste dinamiche, talvolta, quando creiamo. Le frasi paiono incanalarsi verso di noi, convogliate da una sorta di megafono personale. Un tale oracolo è la bocca che trova, nel luogo preciso della sua emissione, l'urgenza di dire. Il contenuto si oggettiva e scala i rapporti fino all'essenza: l'universale risplende. Nascono le ricorrenze, poiché l'apparizione dell'uguale viene perpetrata in eterno. La chiacchiera, consuetudine pretestuale e residuale, s'annulla. Il linguaggio si tempera, ascende, in limite ultimo, al confine con l'estrema causa vitale. Comprendiamo che la nostra intonazione, che ogni individuale esalazione, che ogni flusso – interiore ed esteriore – è la voce della carne soltanto...

Ivan Fassio