Emanuel Röhss – Boutique Litigation

Roma - 27/03/2015 : 16/05/2015

La mostra si incentra su alcuni aspetti che caratterizzano le residenze private ad est delle colline hollywoodiane, nel Sud della California. Prendendo spunto dalle peculiarità sia degli interni che degli esterni di questa area, l’artista sfrutta cancelli e recinzioni, talismani e complementi d’arredo come informazioni sostanziali sulla vita di queste figure, e letteralmente lascia che questi elementi invadano lo spazio della galleria.

Informazioni

  • Luogo: T293
  • Indirizzo: via Ripense 6 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 27/03/2015 - al 16/05/2015
  • Vernissage: 27/03/2015 ore 19
  • Autori: Emanuel Röhss
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Martedì/Venerdì, 12 – 19, Sabato 15 – 19, o su appuntameto

Comunicato stampa

T293 Rome is pleased to present Boutique Litigation, Emanuel Röhss’ first solo exhibition at the gallery. Coming as a result of a two months residency in Rome, the show consists of a new body of sculptures and paintings, and is accompanied by a film script excerpt written for the occasion by Lindsay Jarvis.

The exhibition focusses on aspects of someone’s private residence in the Hollywood Hills, Southern California

Drawing on features from the exterior and interior of this domain, the artist treats gates and fences, talismans and furnitures as factual information about these subjects’ life, and literally let these elements invade the gallery’s space.

The works have been conceived and produced in relation to the spatial properties of the gallery, thus configuring the exhibition as a movie set. In the gallery’s larger room, sculptures made from synthetic materials, such as polyurethane and epoxy resin, allude to the residents’ garden protection gadgets. Sinister gargoyles, unicorn heads and a watch dogs set the path for the viewer’s walk through the project’s noir narrative.

The final room is designed after the interiors of the same environment. Containing a site-specific wall piece derived from the layout of a window and an assemblage of intimate objects, this pocket of the show opens for an ostensible narrative to be interpreted, and subjectively assimilated. Existing in a territory where fact collapses into fiction and viceversa, Boutique Litigation explores how architectural features of a specific living enviroment might be translated into a narrative reminiscent of certain cinematic forms.













Emanuel Röhss
Boutique Litigation
28 marzo – 16 maggio 2015
Opening 27 marzo 2015, ore 19
T293, Via G. M. Crescimbeni 11, Roma
T: +39 06 88980475
[email protected]

T293 è lieta di presentare Boutique Litigation, la prima mostra personale dell’artista svedese Emanuel Röhss presso la galleria. Risultato di due mesi di residenza dell’artista a Roma, la mostra si compone di un nuovo corpo di sculture e dipinti, ed è accompagnata dall’estratto di una sceneggiatura scritta appositamente da Lindsay Jarvis.

La mostra si incentra su alcuni aspetti che caratterizzano le residenze private ad est delle colline hollywoodiane, nel Sud della California. Prendendo spunto dalle peculiarità sia degli interni che degli esterni di questa area, l’artista sfrutta cancelli e recinzioni, talismani e complementi d’arredo come informazioni sostanziali sulla vita di queste figure, e letteralmente lascia che questi elementi invadano lo spazio della galleria.

Tutti i lavori in mostra sono stati concepiti e realizzati in relazione alle proprietà dello spazio della stessa galleria, configurando così la mostra come un set cinematografico. Nella stanza più grande, sculture realizzate a partire da materiali sintetici come poliuretano e resina epodossica alludono ai gadgets da giardino dei residenti. Gargoyles dallo sguardo diabolico, teste di unicorno, e cani da guardia preparano la strada per l’ingresso dello spettatore all’interno di questa narrazione dal sapore noir.

La stanza finale è concepita in base agli interni dello stesso ambiente. Composta da un lavoro a muro site-specific ispirato al design di una finestra, e da un assemblaggio di oggetti personali, questo piccolo angolo del progetto si apre all’interpretazione di una narrazione verosimile, e ad una sua soggettiva assimilazione. Situandosi in un territorio dove la realtà si confonde con la finzione e viceversa, Boutique Litigation indaga come caratteristiche architettoniche di uno specifico ambiente di vita possano essere tradotte in un racconto che sia reminiscente di certe forme cinematografiche.