EliZabeth Frolet – Des mains pour rêver

Roma - 22/06/2014 : 12/07/2014

Una nuova ed organica mis en scène – costituita da opere su carta, sculture, video e libri d’artista - che Elizabeth Frolet ha realizzato per questa occasione, contaminando temi e materiali d’affezione, in una narrazione dalla forte connotazione lirica.

Informazioni

  • Luogo: STORIE CONTEMPORANEE
  • Indirizzo: Via Alessandro Poerio, 16/B 00152 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 22/06/2014 - al 12/07/2014
  • Vernissage: 22/06/2014 ore 11-14
  • Autori: EliZabeth Frolet
  • Curatori: Anna Cochetti
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Mart. - Merc. - Giov. - Ven. : h. 17.30 /19.30 Sab. a.m.: per appuntamento

Comunicato stampa

omenica 22 Giugno 2014, alle ore 11.00, il Progetto STORIECONTEMPORANEE, a cura di Anna Cochetti, ospita nello spazio Studio Ricerca e Documentazione di Via Poerio 16/B, raccolta sotto il titolo “Des mains pour rêver”, una nuova ed organica mis en scène – costituita da opere su carta, sculture, video e libri d’artista - che Elizabeth Frolet ha realizzato per questa occasione, contaminando temi e materiali d’affezione, in una narrazione dalla forte connotazione lirica, il cui incipit è nelle parole stesse dell’artista: “« Dans ta main, le feu, le sang, l’espoir, la caresse, la prière, tes ailes, tes poèmes // Au creux de nos deux mains, la lune comme un pétale pâle qui nous illumine. » .

“Des mains pour rêver” sono l’essenza di una dichiarazione di poetica, l’espressione di un intenso pensiero visivo il cui linguaggio si compenetra di materia e parola, e le “mani” e il “sognare” - la materia, appunto, e l’immateriale – ne sono i poli, fondamento e approdo di un lungo e complesso percorso artistico. Un percorso al tempo stesso di acquisizione di consapevolezza e di tensione alla leggerezza, attraverso la bellezza, che è venuto interiorizzando sedimentazioni di vissuto appartenenti ad una molteplicità di altrove spaziali, temporali e culturali (forme, linguaggi e materiali) nella memoria e nell’immaginario visivo, e a dare loro apparenza di rêverie e sostanza di riflessione, mossa tuttavia da un denso e dolente senso della condizione umana e della storia, che ne costituisce il permanente sostrato.

Nelle opere di Elisabeth Frolet la scrittura disegna e il segno evoca la traccia emozionale lungo la quale le cose e i sentimenti, i pensieri e i gesti di una segreta rêverie a lungo coltivata prendono corpo e forma e immagine. Potente sineddoche, la mano – che innerva il nucleo tematico da declinare qui in tutte le sue implicite connotazioni - da parte diviene simbolo della totalità umana, della unicità stessa dell’essere umano, della sua individualità, della sua spiritualità e della sua storicità e pervade fogli e immagini e sculture e libri d’artista.

Catalogo in Mostra.