Elio De Luca – Rocce di Luce

Taranto - 13/05/2012 : 01/06/2012

Le 30 opere, che Elio De Luca presenta in occasione di questo importante appuntamento, delineano perfettamente il suo pensiero sulla "veridicità della vita" abilmente espresso sulle sue tele e sulle tavole raffinatamente disegnate e/o dipinte con colori e pastelli ad olio.

Informazioni

  • Luogo: LA SALETTA DELL' ARTE
  • Indirizzo: via Giovinazzi 67 (ang. via Anfiteatro) - Taranto - Puglia
  • Quando: dal 13/05/2012 - al 01/06/2012
  • Vernissage: 13/05/2012 ore 19
  • Autori: Elio De Luca
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Domenica 13 MAGGIO 2012 alle ore 19.00 si inaugura presso la Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea

"LA SALETTA DELL'ARTE" di Taranto
la Personale di Pittura dell'artista toscano ELIO DE LUCA.
La mostra è intitolata "Rocce di Luce".

Le 30 opere, che ELIO DE LUCA presenta in occasione di questo importante appuntamento, delineano perfettamente il suo pensiero sulla "veridicità della vita" abilmente espresso sulle sue tele e sulle tavole raffinatamente disegnate e/o dipinte con colori e pastelli ad olio



La mostra si svolgerà dal 13 Maggio al 1 Giugno presso La Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea "LA SALETTA DELL'ARTE", sita in via Duca degli Abruzzi 51, angolo via Anfiteatro, a Taranto.

Orari apertura galleria: 10.00/13.00 e 17.00/21.00 (tutti i giorni).

Info: 333.5439710 - [email protected] - www.lasalettadellarte.it .

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BREVE BIOGRAFIA ARTISTA
Elio De Luca è nato in Calabria nel 1950. Trasferitosi in Toscana giovanissimo - ancora oggi vive e lavora a Prato - si è diplomato presso la Scuola d’Arte Leonardo da Vinci. Negli anni ha collaborato con molteplici gallerie italiane ed estere. Sue opere sono entrate a far parte di prestigiose collezioni pubbliche e private. La sua notorietà è legata all’uso della tecnica del cemento dipinto ad olio, dalla peculiare resa materica, ed a quella del pastello ad olio su carta gialla, in grado di valorizzare massimamente il disegno che sta alla base di ogni composizione. Tra le sedi espositive italiane che più di recente hanno ospitato i suoi lavori si possono ricordare il Museo Nazionale di Palazzo Venezia a Roma, Palazzo Strozzi ed il Palagio di Parte Guelfa a Firenze, la Galleria Comunale del Castello Aragonese a Taranto, i Musei Civici a Lecco, la Chiesa della SS. Annunziata a Cetona, la sede del Consiglio Regionale della Toscana a Firenze, la Rocca del Comune a Monte San Savino, il Museo d’Arte di San Casciano, lo storico Palazzo Datini a Prato, la Galleria Comunale di Arte Moderna a Poppi, il Comune di Matera, la Civica Galleria d’Arte Moderna del Comune a Cento. Ha realizzato gli affreschi della Chiesa di San Bartolomeo a Scampata e l’viii Palio della Costa Etrusca. Un suo quadro è stato acquisito dalla Pinacoteca Regionale della Toscana. Negli ultimi anni le sue opere sono state, inoltre, indiscusse protagoniste di molte esposizioni internazionali, come quelle presso il M’ARS Contemporary Art Museum di Mosca, il Foreign Art Museum di Riga, l’Artist Istanbul Art Fair (dove ha rappresentato l’Istituto di Cultura Italiana in Turchia), El Museo Cultural De Santa Fé (New Mexico – Usa), il Washington Convention Center di Washington DC, il Miami Beach Convention Center ed il Boca Raton Gallery Centre di Miami, il Centro espositivo di De Haan in Belgio.
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PRESENTAZIONE e RECENSIONE ARTISTA e MOSTRA
(Presentazione a cura di ELEONORA BUTTAFARRI, Artista e Titolare de "La Saletta dell'Arte" di Taranto; Recensione della Dott.ssa KATIANA SPINELLI, storica e critica d'Arte Contemporanea)

La donna protagonista e ingrediente sovrana delle sue opere, con la sua purezza che si congela negli occhi dilatati e celestini. La timida innocenza che si plasma nella bellezza acerba ed eterea dei corpi infantili, adagiati nella poesia candida di una natura incontaminata. La figura maschile adulta si affaccia con discrezione nell'armonia sacrale della scena muliebre.

La maschera, elemento volutamente dissonante in molte sue opere, è il triste confine tra il sogno dell'eterna innocenza e la certezza palpabile della polvere. E, purtroppo, siamo diventati ormai tutti abili fabbricanti e mercanti di maschere: artistiche armi sopraffine plasmate per inscenare i nostri duelli contro il duro inesorabile destino.

L'imponente matericità dei suoi dipinti si contrappone alla delicatezza dei volti raffinatamente ritratti, ma sostiene magistralmente il ruvido messaggio che l'artista intende far trasudare dai suoi eterei simulacri della coscienza primordiale.

Eleonora Buttafarri

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Elio de Luca, in chiave “anti-moderna”, intraprende un percorso impegnativo nel panorama artistico contemporaneo, imponendosi grazie alla sua riconoscibile cifra stilistica.

Evidentemente affascinato dalla lezione primitivista, l’artista attraverso le sue poetiche figure delineate da forme geometriche, comunica con mezzi esigui e linguaggio arcaico, al di là delle convenzioni formali.

I suoi personaggi, che rimandano dunque ad un passato primordiale, si caratterizzano per i grandi occhi cerulei e sgranati, che rappresentano ciò che è stato e che sarà: il passato, l’incertezza del futuro e il suo inesorabile arrivo. Quegli occhi però così fissi e immutati esprimono un silenzio che grida e rapiscono chi guarda con la forza della loro carica emotiva, rintracciabile in opere come L’abbraccio e La stanza della solitudine.

Si tratta di emozioni che si acuiscono quando si affrontano temi più personali e familiari, come ne La famiglia, dove il bambino dallo sguardo mesto, stretto in un abbraccio con i genitori, spera che quell’attimo di tenerezza possa rimanere immutato nel tempo.

Personaggi isolati, accolti in un ambiente spoglio ed incontaminato, recitano con un certo distacco un copione perfettamente studiato. Ognuno è obbligato ad avere una sua parte nel palcoscenico della vita; tutti indossiamo una maschera precostruita che ci imponiamo o che ci è imposta, e che impedisce l’emergere del nostro vero io. Tutto ciò avviene, però, con naturalezza e disinvoltura, come ne il Mercante di emozioni, dove il personaggio baratta e propone “maschere”, senza che il volto lo tradisca, come se fosse una normale consuetudine consolidata nel tempo.

Nelle sue opere l’artista manifesta la malinconia e l’inquietudine del tortuoso e contraddittorio percorso umano e, spinto da un’esigenza etica, comunica agli altri la sofferenza e l’imperfezione del mondo attraverso immagini sospese nel tempo.

Dott.ssa Katiana Spinelli