Elia Cantori – Dark Sun

Bologna - 21/09/2013 : 09/11/2013

La serie dei Dark Sun 2013, da cui la mostra prende il titolo, sono immagini del sole in negativo impresse su carta solare (una carta fotografica in grado di registrare solamente la luce del sole). L’artista ha scelto alcune fotografie ravvicinate della nostra stella madre riprese dalle sonde della NASA, le ha successivamente esposte al sole a contatto con la carta sensibile.

Informazioni

  • Luogo: CAR DRDE
  • Indirizzo: Via Azzo Gardino 14a - Bologna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 21/09/2013 - al 09/11/2013
  • Vernissage: 21/09/2013 ore 18
  • Autori: Elia Cantori
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Testo di Giulia Pezzoli

In occasione della sua mostra personale Dark Sun presso CAR drde, Elia Cantori (Ancona, 1984) presenta al pubblico alcuni lavori inediti, pensati e realizzati appositamente per lo spazio espositivo, mettendoli in relazione con una serie di opere su carta fotografica del 2011.
La mostra li associa attraverso una loro comune “dinamica spaziale”: la loro proiezione in una nuova dimensione appositamente costruita dall’artista

Sono tutte opere che in un certo senso celebrano uno “sguardo distante”, un punto di vista volutamente lontano e personale che possa reinterpretare e rivedere la magia racchiusa in tutti quei fenomeni che costituiscono e regolano il nostro pianeta.

Armillary Sphere (Expanded Universe) 2013, ne è un esempio perfetto: un astrolabio sferico di metallo che l’artista ha decostruito, scomponendo e riorganizzando tutte le sue singole parti in una sorta di proiezione assonometrica, il tutto racchiuso all'interno di tre tubi metallici a mantenimento della forma.
Distesa lungo la diagonale dello spazio espositivo, la sfera che prima fungeva da ricostruzione fedele dell’universo conosciuto, con i suoi pianeti e le loro orbite, si trasforma così in una nuova visione cosmologica. Da oggetto finalizzato all’orientamento conoscitivo, allo studio e alla comprensione degli astri, la sfera armillare è ora un’interpretazione disorientante, personale e sognante di un universo “esteso” e difficilmente interpretabile (come spesso è ciò che ci circonda).

La serie dei Dark Sun 2013, da cui la mostra prende il titolo, sono immagini del sole in negativo impresse su carta solare (una carta fotografica in grado di registrare solamente la luce del sole). L’artista ha scelto alcune fotografie ravvicinate della nostra stella madre riprese dalle sonde della NASA, le ha successivamente esposte al sole a contatto con la carta sensibile. La corona solare, la granulazione fotosferica, le espulsioni di massa e gli anelli coronali assumono una nuova colorazione e una forma meglio definita: come in un loop il sole ha generato la sua stessa immagine che, per le particolari caratteristiche della superficie su cui si imprime, ora ci appare blu.

Su carta fotografica è invece la serie “60Watt-12.97Feet” 2011. Questi lavori, come la più recente Armillary Sphere, hanno un rapporto diretto con lo spazio, o meglio ancora, sono generati dallo spazio stesso: essi sono la traccia lasciata da alcuni aeroplanini di carta fotosensibile lanciati nel buio dello studio dell’artista e illuminati per pochi secondi attraverso l’accensione di una lampadina da 60 Watt. Dovuto è il riferimento alla lunghezza della stanza (12.97 Feet) e di conseguenza del viaggio degli aeroplanini attraverso di essa, poiché è il loro percorso che imprimendosi sulla carta diviene il generatore del risultato.

Come molte altre opere di Elia Cantori (ad esempio la serie Explosion del 2009) Untitled - Map of a broken glass è il calco di uno spazio vuoto, la registrazione di una frattura della materia, l’immobile ritratto di un’azione ormai conclusa, della forza stessa che lo ha generato e che ora è ferma, fissata definitivamente nel tempo e nello spazio. Colando nelle sottili crepe di un vetro rotto dello stagno fuso, Cantori ha scelto di guardare all’esperienza del vuoto, del nulla, ottenendo forme “organiche”, perché generate da processi fisici naturali. Forme che in virtù della loro stessa origine sono potenzialmente interpretabili all’infinito: possono essere confuse con visioni aeree di centri urbani o con immagini di connessioni neurali osservate al microscopio. Forme che rivelano ancora una volta che è la natura, nella sua semplice complessità, la vera madre e la fonte di ispirazione di ogni artifizio umano.


Elia Cantori (Ancona, 1984). Vive e lavora tra Ancona e Londra.
Sue mostre personali sono state allestite presso LU MI project di Roma, Crisp London Los Angeles di Londra, CAR projects di Bologna.
Tra le mostre colletive si ricordano 54° Esposizione Internazionale d'arte della Biennale di Venezia. Padiglione Italia: Marche presso Mole Vanvitelliana di Ancona e “Focus on Contemporary Italian Art” - new acquisitions – presso il MAMbo Museo d'Arte Moderna di Bologna nel 2011, “21x21: 21 artisti per il 21° secolo” presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino nel 2010.
Le opere di Elia Cantori sono presenti in diverse collezioni private e pubbliche tra le quali si ricorda: Collezione Sandretto Re Rebaudengo di Torino e Collezione UniCredit presso il MAMbo Museo d'Arte Moderna di Bologna.