E quindi uscimmo a riveder le stelle

Milano - 11/06/2020 : 30/09/2020

La galleria The Flat - Massimo Carasi riapre le porte al pubblico, dopo la protratta chiusura dovuta al Covid 19, con una collettiva che auspica una ripartenza.

Informazioni

  • Luogo: THE FLAT - MASSIMO CARASI
  • Indirizzo: Via Paolo Frisi 3 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 11/06/2020 - al 30/09/2020
  • Vernissage: 11/06/2020 Giovedì 11 giugno dalle ore 17:00 alle 21:00 e venerdì 12 dalle ore 12:00 alle 20:00
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: mostra estesa e aperture straordinarie !!! 7 > 13 Settembre >> Milano ArtWeek | Milano Night Mercoledì 9 fino alle 22:00 e Sabato 12 dalle 12:30 alle 19:30 fino al 30 settembre > dal martedì al venerdì dalle 14:30 alle 19:30 o su appuntamento until 30 September > from Tuesday to Friday from 2.30pm to 7.30pm or by appointment

Comunicato stampa

“...E quindi uscimmo a riveder le stelle”
"...and thence we came forth to see again the stars"
Dante Alighieri,
Divina Commedia - Inferno XXXIV, 139

Stefano Caimi
Michael Johansson
Guillaume Linard Osorio
Sali Muller
Jack Otway
Michelangelo Penso
Leonardo Ulian

“...E quindi uscimmo a riveder le stelle” è l'ultimo verso dell'Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri

Dopo aver faticosamente attraversato la “natural burella” che collega l'Inferno alla spiaggia dell'Antipurgatorio, Dante e Virgilio alla fine contemplano lo stellato cielo notturno dell'altro emisfero: è un presagio del nuovo cammino di luce e di speranza dopo le tenebre precedenti, "come pura felicità dello sguardo".[1]
[1] Bianca Garavelli, in D. Alighieri, Inferno, Milano, Bompiani, 1993, p. 501.

La galleria The Flat - Massimo Carasi riapre le porte al pubblico, dopo la protratta chiusura dovuta al Covid 19, con una collettiva che auspica una ripartenza.
Convinti che lo spazio fisico della galleria resisterà alle bordate delle innovazioni e rimarrà essenziale in quanto punto imprescindibile di incontro e condivisione con il pubblico, riconosciamo che Nessun uomo/donna è un’isola anche nella propria solitudine (una solitudine affollatissima).
L’arte, in tutte le sue discipline, rimane il mistero più trascinante ed assistere in prima persona alle sue rappresentazioni rimarrà semplicemente di VITALE importanza.
Identifichiamo le opere d’arte con le stelle, a cui fa riferimento Dante, che illuminano il buio e in tale contesto abbiamo scelto per la mostra di fine stagione, una carrellata di lavori che vorrebbero plasmare una fisionomia dell’uomo contemporaneo con le sue passioni ed ossessioni in bilico tra dannazione e santità, sconcerto e speranza; sono opere che si riferiscono all’uomo ma non lo ritraggono direttamente. Ne evocano invece la presenza interpretando i feticci che egli lascia come tracce.
Gli artisti invitati, utilizzando nuovi e tradizionali media, adottano le più svariate tecniche per cogliere la dimensione umana con gesti talvolta semplici, altre volte categorici.
Pittura , scansione botanica, installazione, impiego di parti elettroniche, ready made reinterpretato, esplorano la dimensione dal buio verso una ritrovata via d’uscita.