Durezza e bellezza. Le donne di Ghizzardi

Boretto - 07/03/2015 : 31/03/2015

Una selezione di soggetti femminili della collezione della Casa Museo “Pietro Ghizzardi”.

Informazioni

  • Luogo: CASA MUSEO AL BELVEDERE PIETRO GHIZZARDI
  • Indirizzo: v. De Rossi, 27/B - 42022 - Boretto - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 07/03/2015 - al 31/03/2015
  • Vernissage: 07/03/2015 ore 16
  • Generi: documentaria
  • Orari: tutti i fine settimana del mese di marzo, su prenotazione
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

La Casa Museo Al Belvedere “Pietro Ghizzardi” in collaborazione con l’Associazione Culturale “Pietro Ghizzardi” – Centro Documentale e Archivio Storico e con il patrocinio del Comune di Boretto, sono liete di celebrare la Festa della donna, con Durezza e bellezza. Le donne di Ghizzardi, un evento espositivo che esplora proprio uno dei soggetti più artisticamente frequentati, studiati, amati dall'autore: le donne


L’opening della mostra si terrà sabato 7 marzo 2015 alle ore 16.00 presso la Casa Museo Al Belvedere “Pietro Ghizzardi” di Boretto (RE) ed essa resterà aperta al pubblico tutti i fine settimana del mese di marzo, su prenotazione.
Durezza e bellezza. Le donne di Ghizzardi si compone di una selezione di 30 opere pittoriche appartenenti alla collezione delle Casa Museo Al Belvedere “Pietro Ghizzardi”, visibili nello spazio espositivo principale dell'istituzione. La mostra rappresenta anche l'occasione, per il pubblico locale, di ammirare opere che, pur appartenendo alla collezione, non sono mai state finora fruibili presso la Casa Museo ma che hanno partecipato a importanti esibizioni, quali Banditi dell'Arte (Halle Saint Pierre, Parigi, 2012) e Borderline. Artisti tra normalità e follia (MAR, Ravenna, 2013).
La galleria di personaggi femminili che si andrà ad allineare sulle pareti della Casa Museo “Pietro Ghizzardi”, farà sì che ritratti di amiche e vicine di casa si confrontino con quelli di dive del cinema, sante e martiri, con scene corali trasposte in collage materici in cui spiccano i volti di soubrette del varietà e ragazze da copertina e ancora con studi dell'anatomia femminile di grande suggestione e bellezza.
Le opere muliebri di Ghizzardi scandagliano il corpo femminile, lo deturpano, lo riplasmano con un uso ossessivo della linea e il ricorso al collage per movimentare la volumetria minima dei soggetti, spalancando mediante il ritratto, lo studio del corpo e la sperimentazione figurativa, inconsapevoli fenditure di senso su un'esistenza che subì la costante interpolazione del dolore nei giorni e che trovò nel disegno, nel tratto, nell'utilizzo e nella produzione del colore e dei mezzi d'esecuzione, in un ingenuo ma non inavveduto né incosciente “pitturare”, il riscatto e la salvezza e da ultimo anche un modo per avvicinare l'oggetto del proprio desiderio, spesso frustrato.
Nei quadri a soggetto femminile emerge quindi in tutta la propria prorompenza il travaglio della relazione di Pietro Ghizzardi, uomo ed artista mite ed umile, con l'altro sesso, cercato e temuto allo stesso tempo, il desiderio ma anche la durezza e la diffidenza ferina ispirata dalla sensualità libera e feroce delle “sue” donne. Anche nell'autobiografia Mi richordo anchora (Einaudi, 1976), Pietro Ghizzardi dedica ampio spazio al racconto del difficile rapporto con la donna, del resto indispensabile alla vita, ma esprime anche vivo entusiasmo verso ciò che egli stesso avverte come un grande motore di cambiamento per la società: la volontà delle donne di affrancarsi dall'uomo e conquistare un posto nuovo nel mondo.
Le donne di Ghizzardi sono dure, scabre, come quelle del suo tempo, talvolta quasi mascoline nella loro forza che è sia fisica che morale, dedite al duro lavoro dei campi, alla crescita dei figli. Modelli di femminilità opposti sono invece quelli incarnati dalle aristocratiche, “le contesse”, algide, distanti, irraggiungibili. A bilanciare la conflittualità, il rapporto di odio e amore dell'autore per le donne, vi è sempre l'affetto e l'ammirazione incondizionata per la madre, Maria, altro soggetto ricorrente della produzione ghizzardiana, simbolo di cura e paziente dedizione.
Il viaggio nell'iconografia femminile di Pietro Ghizzardi permetterà quindi di sviluppare una riflessione ed un dibattito artistico intorno al tema, condotto dal personale della Casa Museo, ed ai suoi riflessi nel presente, in cui all'emancipazione doverosa e crescente delle donne fa troppo spesso da contrappunto la violenza maschile, la discriminazione, la reificazione del corpo e il misconoscimento della differenza, non solo biologica, di cui le donne sono portatrici.

Al termine dell’evento – completamente gratuito – verrà offerto ai partecipanti un aperitivo.