Doxa – Sounds from Society

Venezia - 06/12/2017 : 04/01/2018

Prima mostra curata da Nian-Shan Chan, Thomas Marsan, Silvia Meschino e Giulia Morichi Python, studenti del Master in Curatorial Practice di IED, ospitata dall’Istituto Romeno di Cultura di Venezia.

Informazioni

Comunicato stampa

Siamo noi i soli autori delle nostre opinioni e dei nostri giudizi?
Come l’ambiente che ci circonda influenza le nostre idee?
Una posizione neutrale è possibile?

Sono queste le domande che generano Doxa - Sounds from Society, la prima mostra curata da Nian-Shan Chan, Thomas Marsan, Silvia Meschino e Giulia Morichi Python, studenti del Master in Curatorial Practice di IED, ospitata dall’Istituto Romeno di Cultura di Venezia


La mostra è una riflessione a più voci sul concetto di senso comune e su come ognuno di noi, entrando in relazione con la società che ci circonda e attraverso le dinamiche che con questa instaura, contribuisca a indebolirlo e rafforzarlo.
La nostra società è vincolata a dinamiche sociali, grazie alle quali riusciamo a conoscere ciò che è estraneo e ad orientarci in un mondo già costruito su miti e leggende altrui. La creazione di un insieme di pratiche, idee e credenze condivise nasce dalla necessaria semplificazione del mondo circostante.
L’obiettivo della mostra è quello di incoraggiare una presa di coscienza pubblica del sostrato della società odierna, grazie al lavoro di cinque artisti internazionali che indagano, rispettano e deridono l’autorevolezza dello status quo.
Provenienti da comunità nelle quali il concetto di senso comune si è sviluppato in maniera eterogenea e attraverso l’impiego di ricerche e tecniche differenti, gli artisti hanno espresso posizioni molto simili sulla percezione del senso comune.
Chiara Enzo mostra una serie di dipinti e disegni di piccole dimensioni e indaga il rapporto che il corpo ha con ciò che lo circonda, in quanto linea di confine tra sfera intima e il mondo esterno.
L'opera di Giulia Gentilcore sovrappone immagini e simboli, creando un percorso psicologico che colma il divario introspettivo tra personale e collettivo, attraverso fotografie stampate su carta giapponese che sono un collage di ricordi della sua infanzia. Da un'altra prospettiva, Yiming He e Matilde Sambo introducono una visione ironica e beffarda sul concetto di doxa, rispettivamente con dipinti e video, gli artisti commentano gli stereotipi culturali condivisi con ironia e cinismo.
Oscar Isaias Contreras Rojas affronta la tematica dell’illusione. La sua serie di dipinti ad olio di grandi dimensioni mostra forme colorate che a distanza ravvicinata scompaiono, come fossero sottoposte all’effetto di una lente sgranata, lasciando aperta la loro interpretazione. Queste posizioni frammentarie sono le facce della stessa medaglia, la cui dualità rappresenta il cuore della mostra. Il pubblico si ritrova immerso in uno spazio allo stesso tempo contemplativo e disturbante.
Talvolta con ironia, altre con drammaticità o introducendo nuove prospettive gli artisti indagano la nostra società e quanto questa sia un elemento di confronto con il quale il singolo individuo si trova a dover fare i conti.
Dipinti, disegni, video, fotografie e installazioni invitano i visitatori a riflettere su quanto le supposizioni e i clichés siano intrinseci alle comunità, e soprattutto quanto non sia il concetto di senso comune a dover cambiare, semmai il nostro rapporto con esso, nella speranza di dare vita a una propensione critica.