Dove l’acqua riposa

Roma - 31/03/2014 : 30/04/2014

Dove l’acqua riposa è il frammento di un verso del periodo T’ang, e dà il titolo ad un’antologia della poesia cinese. Questa mostra si propone, dunque, di portare i modi della ricerca artistica contemporanea nei territori culturalmente più distanti, realizzando un fecondo incontro con il diverso.

Informazioni

Comunicato stampa

Dove l’acqua riposa
opere di


Domenico Bianchi
Gregorio Botta
Elvio Chiricozzi
Davide Dormino
Pietro Fortuna
H. H. Lim
Flavio Micheli
Roberto Pietrosanti
Gioacchino Pontrelli
Oliviero Rainaldi
Giuseppe Salvatori
Marco Tirelli


a cura di Paolo Aita

Dove l’acqua riposa è il frammento di un verso del periodo T’ang, e dà il titolo ad un’antologia della poesia cinese. Con queste poesie, a partire dal settimo secolo d. C., inizia l’estetica letteraria cinese, con versi che si allontanano definitivamente da situazioni convenzionali o riferimenti mitologici

In questo periodo, dunque, viene codificato un gusto che connoterà tutta la letteratura orientale, costituendo ciò che si può definire il classicismo cinese, e la tipicità di quella cultura per l’Occidente. I poeti di questo periodo (Tu Fu, Wang Wei, Li Po, ecc.) sono considerati ancora oggi tra i massimi della letteratura.
La grande sensibilità e attenzione da essi portata a tutti gli elementi della realtà e della vita, saranno considerati un riferimento da tutta la produzione successiva. Nell’equilibrio universale si crea lo spazio per l’uomo, così la bellezza in queste poesie è intesa come ideale punto di armonia tra rappresentazione della natura e inevitabilità delle passioni. Il particolare coordinamento dei minimi dettagli naturalistici assieme al paesaggio, con una lungimirante e sensibile visione del soggetto, sono messi in rapporto per la prima volta in tutta la loro ricchezza nel periodo T’ang.

L’insieme di natura e soggetto si concretizza in scene di grande efficacia visiva, proposte alla riflessione dei dodici artisti che hanno dimostrato sensibilità per questa estetica. Questa mostra si propone, dunque, di portare i modi della ricerca artistica contemporanea nei territori culturalmente più distanti, realizzando un fecondo incontro con il diverso. Il dialogo con la natura si arricchisce di nuovi spunti che riguardano la misura, l’alternanza delle forze, la critica alla rappresentazione, del tutto inediti per la tradizione culturale occidentale.

Le poesie T’ang nell’occasione saranno proposte in una nuova traduzione di Paolo Aita, per le edizioni Lieto Colle.