Double Act #1

Milano - 23/01/2012 : 15/02/2012

Artra presenta il primo Double Act la cui curatela è affidata a Dario Bonetta. Gli spazi della galleria sono invasi da opere di numerosi artisti la cui espressività usa strumenti agli antipodi gli uni dagli altri. Il primo atto riguarda infatti l'installazione della scultura Untitled di Marco La Rosa; in contemporanea un video screening coinvolge alcuni artisti in cui il tema del tempo è dominante e strutturale la propria poetica.

Informazioni

Comunicato stampa

solo show: In media e ultima ragione, Marco La Rosa
screening: Is It Really Now?, Pietro Mele, NoiseUp group, Emma Ciceri, Serena Porrati, Lucia Barbagallo, Mauro Cossu, Marcello Tedesco.


Artra presenta il primo Double Act la cui curatela è affidata a Dario Bonetta. Gli spazi della galleria sono invasi da opere di numerosi artisti la cui espressività usa strumenti agli antipodi gli uni dagli altri

Il primo atto riguarda infatti l'installazione della scultura Untitled () di Marco La Rosa; in contemporanea un video screening coinvolge alcuni artisti in cui il tema del tempo è dominante e strutturale la propria poetica.

In media e ultima ragione è il titolo della mostra con cui si presenta Untitled (), l’installazione scultorea di Marco La Rosa (Brescia, 1978). L’opera, parte di un più ampio progetto sviluppato dell’artista, è la contemporanea traduzione in forma di un concetto classico della storia dell’arte e della matematica: la sezione aurea (ovvero il rapporto fra due lunghezze disuguali, delle quali la maggiore è medio proporzionale tra la minore e la somma delle due. Tale rapporto è un numero irrazionale e vale approssimativamente 1,6180339887…). Untitled () è la rappresentazione del numero aureo sviluppato in altezza e inscritto in una spirale logaritmica le cui proporzioni dipendono dalle dimensioni dell'ambiente espositivo circostante. Per quanto riguarda le altezze, l'artista ha realizzato un proprio canone/modulo al quale tutti i numeri si proporzionano pari alla lunghezza del proprio salto in avanti eseguito a piedi pari (2,1 metri).
Da questo complesso lavoro concettuale nasce il dialogo per eccellenza, quel dialogo platonico nel quale la prima certezza è quella che le domande poste possano avere risposte non definitive. In Untitled () l’unica certezza è la regola matematica, alla quale si applicano una serie di operazioni che scaturiscono dall’intreccio di elementi ambientali , razionali, sensoriali e aleatori. Condensare tali elementi in un’unica esperienza è il tentativo di solidificare e rendere stabile una grammatica che genera una serie infinita di varianti. L’artista difende la necessità e l’urgenza di trovare un equilibrio tra elementi differenti che non possono, e non vogliono, essere disgiunti, offrendo la possibilità di un dialogo aperto ed infinito.

Is It Really Now? è un video screening il cui dato comune è la capacità di collocare la realtà in cui viviamo quotidianamente in un tempo più ampio. L'opera video, definito per la sua peculiarità anche come “arte del tempo” per le sue caratteristiche intrinseche, è composta dal tempo visibile e tempo sottinteso, quest'ultimo è quella temporalità che costruisce la struttura sottostante e che nasce da un punto di vista, un riferimento dal quale guidare e percepire il mondo.
Le opere degli artisti scelti per questo video screening hanno la caratteristica di operare principalmente nel campo del tempo sottinteso. Gli artisti diventano creatori di nuove prospettive al fine di produrre temporalità che noi non percepiremmo se non usufruendo delle proprie opere video. Esse introducono un elemento ritmico ampio, che va al di là dei confini di quanto ci mostrano e che trasforma la quotidianità in attesa, o meglio di intervallo in cui essa è collocata.
Il video screening presso la sala video di Artra coinvolge gli artisti Pietro Mele, NoiseUp group, Emma Ciceri, Serena Porrati, Lucia Barbagallo, Mauro Cossu, Marcello Tedesco.