Doppia coppia

Perugia - 11/05/2013 : 02/06/2013

Doppia coppia, il titolo della mostra al Centro Trebisonda di Perugia curata da Giorgio Bonomi, deriva dal fatto che si espongono due coppie di artisti che, nell’arte e nella vita, sono uniti: i primi, pur operando singolarmente, spessissimo sono assieme nelle attività espositive, i secondi anche nella produzione lavorano congiuntamente.

Informazioni

  • Luogo: TREBISONDA CENTRO PER LE ARTI VISIVE
  • Indirizzo: Via Donato Bramante 26 - Perugia - Umbria
  • Quando: dal 11/05/2013 - al 02/06/2013
  • Vernissage: 11/05/2013 ore 18
  • Curatori: Giorgio Bonomi
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: venerdì, sabato e domenica 16,30 - 19,30 e su appuntamento
  • Biglietti: ingresso libero
  • Telefono: +39 3315793797

Comunicato stampa

Doppia coppia, il titolo della mostra al Centro Trebisonda di Perugia curata da Giorgio Bonomi, deriva dal fatto che si espongono due coppie di artisti che, nell’arte e nella vita, sono uniti: i primi, pur operando singolarmente, spessissimo sono assieme nelle attività espositive, i secondi anche nella produzione lavorano congiuntamente.
Tea Giobbio, torinese, è fotografa: le sue fotografie presentano quasi sempre il suo “se stesso”, ora nudo ora vestito, con il volto occultato o eliminato, non già per timido pudore bensì per la sua pregevole riservatezza e “umiltà”

Il gioco della presenza e dell’assenza, del chiaro e scuro quando le immagini sono in bianco e nero oppure tra realtà e artificio nei lavori digitalizzati, permette alle sue opere di presentarsi con un fascino particolare, capaci di suscitare non solo interesse estetico ma anche un vero coinvolgimento emotivo.
Walter Vallini, romano ma residente a Torino, è architetto, designer e artista. Se prescindiamo dal lavoro di architetto in senso stretto (costruzioni, ristrutturazioni eccetera), vediamo che Vallini sintetizza sempre la sua pratica di design con quella artistica, o viceversa. Infatti i suoi prodotti, quasi sempre “pezzi unici”, sono vere e proprie “sculture”, praticabili se si vuole, come tavolini, lampade ed altro, ma in questo caso viene invertita la norma del Bauhaus secondo la quale è la funzione che fa la forma. Allora abbiamo affascinanti oggetti che, con materiali vari e con i colori più diversi si collocano nello spazio, alterandolo e rendendolo assai più stimolante all’occhio e alla vita stessa.
Jodi Sandford, ricercatrice di linguistica inglese, è americana e Valter Gosti, anche lui architetto, è di Perugia, insieme condividono la vita personale e quella artistica. La loro ricerca è assai articolata e, nel corso del loro percorso, sono approdati, da tempo, ad un’arte che, oltre alla performance e al video, è incentrata tutta sull’installazione. In questa, che può essere a terra o aerea, cioè collocata in alto al soffitto, su un albero, su un muro, i due artisti rimandano sempre ad una memoria, non soltanto personale ma soprattutto antropologica; gli stessi materiali – pietre, rami secchi, conchiglie, chiodi, elementi di recupero e così via – sono lì a testimoniare e a suscitare il ricordo e l’immaginazione. Gli oggetti formano una sorta di campionario di categorie linguistiche e, al contempo, appaiono come pixel di un’immagine digitale. Gli elementi “pendenti” evocano l’equilibrio precario che è prerogativa dell’uomo e della natura. Qui, in questa mostra, presentano una grande installazione a terra, oltre a quella che scende dall’alto, con varie “costruzioni” di diversi materiali, di differenti colori – la Sandford è una studiosa del colore –, di ineguali forme geometriche, regolari o non, quindi l’installazione si pone come una grande “mappa” di un territorio visto dall’alto, altro elemento che, oltre alla memoria, evoca pensieri ecologici (in senso letterale non ideologico).
Ebbene, queste doppie mostre personali di due coppie in cui, curiosamente e casualmente, i protagonisti maschili sono entrambi architetti, non vuole certo essere un confronto bensì un dialogo tra artisti di diversa provenienza e di differenti poetiche ma che assieme offrono uno spaccato dell’arte contemporanea di sicuro ed altissimo livello.


Tea Giobbio è nata a Buenos Aires nel 1958, vive a Torino. Artista/fotografa, ha tenuto mostre personali e partecipato a collettive in varie città italiane e all’estero; l’ultima in termini di tempo è stata quella a New York assieme a Walter Vallini.
Walter Vallini è nato a Roma nel 1958, vive a Torino. Architetto e art-designer, ha realizzato vari lavori spesso pubblicati su riviste di settore ed ha ricevuto vari premi. Come designer/artista ha esposto in diverse situazioni, nazionali e d estere, in personali e collettive. Recente è la personale a New York con Tea Giobbio e una collettiva al CAMec di La Spezia.

Jodi Sandford (San Josè, California, 1955) e Valter Gosti (Perugia, 1955) vivono a Perugia.
Dopo aver sviluppato, dal 1976, singole esperienze creative, decidono di fondersi per unici atti artistici: una condivisione già sperimentata nella loro stessa quotidianità. Dal 2000 hanno scelto di presentarsi con un’unica firma. Le loro tecniche artistiche più usate sono l’installazione, la performance, il video e la fotografia digitale. Hanno tenuto eventi artistici in Argentina, Australia, Francia, Germania, Italia, Scozia, Spagna e USA.