Divine Pitture

La Spezia - 02/12/2011 : 03/06/2012

Opere private della Collezione Lia. Esposti dipinti e miniature del XIV e il XVI secolo: un spaccato della ricerca del collezionista e dell'orientamento del suo gusto. Si segnala la presenza della Madonna dell'umilta' di Benozzo Gozzoli, opera riferibile ad un momento precoce nell'attivita' del Maestro fiorentino.

Informazioni

  • Luogo: MUSEO CIVICO AMEDEO LIA
  • Indirizzo: Via Prione, 234 - 19121 - - La Spezia - Liguria
  • Quando: dal 02/12/2011 - al 03/06/2012
  • Vernissage: 02/12/2011 ore 11.30
  • Curatori: Andrea Marmori
  • Generi: arte antica, collettiva
  • Orari: mar-dom 10-18

Comunicato stampa

La mostra Divine Pitture offre la possibilità di osservare da vicino alcune importanti opere provenienti dalla Collezione privata di Amedeo Lia, non comprese nell’elenco dei capolavori donati nel 1995 e ad oggi non visibili al pubblico. Pur presenti da molti anni nella raccolta personale di Lia, le opere risultarono difatti escluse dal copioso numero di dipinti donati alla Spezia con il munifico gesto che è all’origine del Museo, aperto al pubblico per la prima volta il 3 dicembre 1996.

La mostra si compone di due nuclei, tra loro integrati: dipinti e miniature

Compresi tra il XIV e il XVI secolo, i dipinti rappresentano un ottimo spaccato della ricerca collezionista di Amedeo Lia e dell’orientamento del suo gusto, integrando pertanto il percorso museale permanente.

Tra queste spiccano la Madonna dell’umiltà di Benozzo Gozzoli, opera riferibile ad un momento precoce nell’attività del Maestro fiorentino, a ridosso della metà del Quattrocento, e il Compianto su Cristo morto di Fernández Alejo, dipinto di altissima qualità, che coniuga in maniera perfetta l’ascendenza fiamminga, di particolare evidenza nell’attività giovanile del pittore, con l’evidente influenza italiana. E ancora la splendida, monumentale Vergine di Benvenuto di Giovanni, che pare scolpita in pietra tenera, riferibile alla fase matura del grande pittore senese, quando si avverte il sopravvenire degli apporti linguistici di Girolamo, l’unico tra i suoi sei figli a seguirlo nell’attività pittorica.

Quanto ai tre codici miniati sorprende il minuscolo Libro d’Ore prodotto nell’atelier del Beato Angelico, preziosissimo codice nel quale Zanobi Strozzi, tra i più dotati tra gli allievi dell’Angelico, è l’autore della maggior parte delle splendide illustrazioni. O ancora il manoscritto eseguito nell’ambito di una bottega napoletana per un membro della famiglia Paruta, che si segnala per il vivace eccletismo con cui l’artista impiega soluzioni decorative di differente matrice; infine i vangeli in volgare conclusi nel 1482 da don Antonio Monaco in Firenze con equilibrato e raffinato gusto estetico.