Ditte Ejlerskov & Pedro Matos – Leaving No Trace

Milano - 20/01/2021 : 31/03/2021

Doppia personale in cui le diverse ricerche di due artisti internazionali, la danese Ditte Ejlerskov (1982) e il portoghese Pedro Matos (1989), si confrontano con opere inedite.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA BIANCONI
  • Indirizzo: Via Lecco 20 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 20/01/2021 - al 31/03/2021
  • Vernissage: 20/01/2021 no
  • Autori: Pedro Matos, Ditte Ejlerskov
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: (su appuntamento)

Comunicato stampa

DITTE EJLERSKOV & PEDRO MATOS
LEAVING NO TRACE
con presentazione di DOMENICO DE CHIRICO

Mostra: dal 20 gennaio al 31 marzo 2021
(su appuntamento)
Orari: dal Lunedì al Venerdì 10.00 -13.00 | 14.30 - 19.00
Galleria Bianconi via Lecco 20 - 20124 Milano - Italia

[email protected]
www.galleriabianconi.com

Il 20 gennaio 2021 la Galleria Bianconi apre la mostra "Ditte Ejlerskov & Pedro Matos

Leaving No Trace", doppia personale in cui le diverse ricerche di due artisti internazionali, la danese Ditte Ejlerskov (1982) e il portoghese Pedro Matos (1989), si confrontano con opere inedite e dello stesso formato in un progetto incentrato sul processo di sottrazione e annullamento dell'immagine nella pittura contemporanea.

"Leaving no trace" è il titolo della mostra in cui il senso di "traccia" è indagato, come scrive nel testo di presentazione il curatore Domenico de Chirico, da due differenti punti di vista: quello etimologico della presenza accennata, del lascito, dell'accenno, che emerge potente dal lavoro di Pedro Matos e quello, vibrante e intimo, della rimozione, della non-presenza, di "un'alterità che non si è mai presentata ne potrà mai presentarsi" che connota l'opera di Ditte Ejlerskov.

Pedro Matos squarcia la superficie nera opaca dei propri dipinti con "tracce", segni grafici criptici, rossi, viola, blu..., che danno vita ad un'immagine simbolica, astratta, in cui la perdita dell'informazione e la sua frantumazione generano una nuova suggestiva bellezza. Il processo del lavoro di Pedro Matos è "concettualmente assimilabile alla cultura urbana e allo street - style tipico del graffitismo e del cut-up dei cartelloni pubblicitari".
Prima ancora di realizzare qualsiasi gesto pittorico egli agisce come un collezionista d'immagini: fotografa, ruba e raccoglie immagini di graffiti come riferimenti. Il materiale raccolto genera la materia prima che verrà poi successivamente manipolata al computer e dipinta su tela.
Il mondo digitale diventa così l’inizio, l’incipit del gesto pittorico e influenza l’intera esperienza pittorica. Al di là dell’occhio umano, si creano nuove fusioni di grandi dettagli di iscrizioni grafiche, quasi indecifrabili. Le opere di Pedro Matos sono dunque il risultato della sua ricerca online e offline dove i ricordi, liquefatti nella pittura, finiscono per oscillare tra ciò che è stato catturato e lo sgretolarsi della materia stessa. Informazioni scivolano via piano piano dall’immagine matrice iniziale durante ogni fase del processo creativo.

Ditte Ejlerskov nei suoi "Dream Gradients", al contrario, annulla qualsiasi immagine: ogni segno si trasforma in colore, in luce vibrante. L'artista danese opera un processo di purificazione dalla negatività e materialità del mondo esterno, le immagini della cultura visiva contemporanea, che fino al 2018 facevano parte del repertorio iconografico della sua ricerca pittorica, vengono completamente rimosse e sublimate dal puro colore.
La superfice pittorica è creata sovrapponendo molteplici e sottili strati di pittura, il colore diventa vivo e impalpabile come pulviscolo atmosferico, come atomi di luce, ed è così che i rossi e gli aranci si trasformano in gialli, i blu e gli azzurri trascolorano nei verdi e nei viola. Al centro della ricerca di Ditte Ejlerskov viene posta dunque l’esplorazione della potenzialità della pittura come medium, come linguaggio in continua trasformazione e come strumento per interpretare la realtà e i sogni della nostra cultura contemporanea, il risultato è "un proscenio iridescente dal carattere cromoterapico". Citando una frase di Mark Rothko che l'artista ritiene fondante per il suo lavoro, Ditte Ejlerskov "usa il colore semplicemente come uno strumento".

La mostra, presentata da un testo di Domenico de Chirico, aprirà il 20 gennaio 2021 e sarà visibile alla Galleria Bianconi di Milano fino al 31 Marzo 2021.



DITTE EJLERSKOV (b.1982) vive e lavora in Danimarca. Ha studiato alla Cooper Union New York, Aarhus Art School, The Funen Art Academy e Malmö Art Academy.
Nel Gennaio 2021 inizia la sua collaborazione con la Galleria Bianconi con la doppia personale Leaving no Trace, con l’artista portoghese Pedro Matos.
Il lavoro di Ditte Ejlerskov è stato esposto presso numerose istituzioni internazionali: Viborg Kunsthal, Viborg (Danimarca); CCA, Centre of Contemporary Art, Andratx, (Spagna); Röda Sten Konsthall, Gothenburg (Svezia); Kristiansand Kunsthall (Norvegia); Malmö Konsthall (Svezia); Moderna Museet Malmö (Svezia); Lunds konsthall (Svezia); Ystad konstmuseum (Svezia); Stenersenmuseet (Norway); Borås konstmuseum (Svezia); Uppsala konstmuseum (Svezia); Kunstmuseum Stuttgart (Germania); Nordic Contemporary (Paris); Cneai Chatou (Francia); Kunstmuseum Bonn (Germania); Sommer & Kohl Berlin (Germania); KUBE a Ålesund (Norvegia); Gallery North Norway a Harstad (Norvegia), Amos Anderson Art Museum a Helsinki (Finlandia), The Museum of Sketches a Lund (Svezia) e alla The Royal Academy di Stoccolma (Svezia).
In Danimarca ha esposto inoltre presso: Aarhus Kunstbygning; Kunsten in Aalborg; Arken in Ishøj; Art Centre Silkebord Bad e Museums Centre Aars; Den Frie Udstillingsbygning e Kunsthal Charlottenborg di Copenhagen. Ejlerskov ha ricevuto numerosi premi, sia dal governo danese che svedese.
Le opere di Ditte Ejlerskov sono entrate a far parte di numerose collezioni: ARKEN Museum for Moderne Kunst, (Danimarca), MASP - Museu de Arte de São Paulo (Brasile), Sørlandet’s Museum of Art (Norvegia), Malmö Konstmuseum (Svezia), City of Lund Art Collection (Svezia); The Danish Arts Agency (Danimarca), CCA, Centre of Contemporary Art, Andratx (Spagna), The National Public Art Council Sweden (Svezia); University of Lund (Svezia), Region Skåne (Svezia), Nykredit (Danimarca), Fagligt Fælles Forbund (Danimarca).


PEDRO MATOS (b. 1989) vive e lavora a Lisbona. Ha studiato al Central Saint Martins, University of the Arts London e al Ar.Co - Centro de Arte e Comunicação Visual.
Nel Gennaio 2021 inizia la sua collaborazione con la Galleria Bianconi con la doppia personale Leaving no Trace, con l’artista danese Ditte Ejlerskov.
Le sue opere sono in diverse collezioni pubbliche: National Army Museum (Londra, Regno Unito); Guarda Museum (Guarda, Portogallo); Biblioteca Nacional de Portugal (Lisbona, Portogallo); MARCC Museum (Cascais, Portogallo); Bech Risvig Collection (Aarhus, Danimarca).
Ha esposto in numerose occasioni a livello internazionale: Pal Project & The Dot Project (Parigi, Francia); Galeria Presença (Porto - Portogallo); Galeria Underdogs (Lisbona – Portogallo); Galerie Clemens Gunzer (Austria); Hawaii-Lisbon at Balcony Contemporary Art Gallery (Lisbona – Portogallo); Basment, Esquina (Lisbona – Portogallo); Artist Book Gallery - Galeria Nuno Centeno (Porto - Portogallo); The Saatchi Gallery (Londra, Regno Unito) (cat.); FF Projects (San Pedro – Mexico); Kristin Hjellegjerde Gallery (Londra, Regno Unito); Interior Motive(s) - MPV Gallery (Den Bosch, Paesi Bassi); Workbench International (Milano); The Bech Risvig Collection - Huset for Kunst og Design (Holstebro, Danimarca); Galeria Boavista (Lisbona, Portugallo); Museu do Côa, (Vila Nova de Foz Coa, Portogallo); Gallery Wrong Weather (Porto, Portugallo); Bid Project, (Milano); (De)Nature, Curated by Pauline Foessel – (Comporta, Portogallo); National Army Museum, (Londra, Regno Unito); The Goss-Michael Foundation (Dallas, Stati Uniti); University of Arizona Museum of Art (Arizona, Stati Uniti).