Dialogues 3

Informazioni Evento

Luogo
OFFICINE ADHOC
Via Cervino, 24, Torino, TO, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
24/03/2026

ore 18,30

Curatori
Lucrezia Nardi
Generi
design, collettiva

Collettiva tra installazioni, dispositivi sonori e nuove forme ibride di espressione

Comunicato stampa

Esplorare la soglia tra arte e design come spazio di contaminazione, attraversamento e trasformazione. Si inaugurerà martedì 24 marzo alle ore 18.30 presso Officine AdHoc in Barriera Design District (via Cervino 24, Torino), “Dialogues 3”, progetto alla terza edizione della curatrice Lucrezia Nardi tra installazioni, dispositivi sonori e nuove forme ibride di espressione, patrocinato da IAAD – Istituto d’Arte Applicata e Design.

La mostra nasce da una open call dedicata alla relazione tra pratiche artistiche e progettuali in cui arte e design si fondono, si confrontano o si contraddicono, generando nuove forme di pensiero, oggetti e spazi condivisi. I progetti selezionati, rielaborati da Nardi, danno vita a opere che sorprendono per maturità e consapevolezza: video, sculture installative, una fanzine grafica e pratiche visive varie costruiscono un percorso espositivo contemporaneo.

Fino al 28 marzo, in esposizione sette percorsi che affrontano temi quali l’identità, la relazione tra umano e non umano, l’esperienza sonora, le trasformazioni dello spazio urbano. In mostra le opere di Camilla Ekaterina Balzarotti, Chiara Caggiano, Simone Fontana, Paolo Frassato, Martino Giannone, Matteo Melotto, Luca Giuseppe Terlizzi e Pietro Alfieri. DIALOGUES 3 è un’attività realizzata nell’ambito del progetto P+ARTS – Partnership for Artistic Research Technology and Sustainability – finanziato dall’Unione Europea Next Generation EU (NGEU). https://partsproject.eu/.

Dichiara Lucrezia Nardi, storica dell’arte, docente presso IAAD e curatrice indipendente per molti progetti, da Barriera Design District al MOCAB di Belgrado: “L’allestimento si struttura come un campo relazionale in cui le opere non sono isolate, ma costruiscono un sistema di rimandi tra immagine, suono e materia. La disposizione nello spazio segue una logica di attraversamento progressivo, in cui il pubblico è invitato a muoversi tra nuclei visivi e sonori con diversi gradi di immersione. Il percorso alterna dispositivi immersivi (audio, video) a elementi materici e statici, costruendo un ritmo tra concentrazione e attraversamento. Alcuni punti dello spazio funzionano come aree di sosta, mentre altri attivano dinamiche di passaggio e tensione visiva. Sta ai visitatori cercare un nuovo equilibrio”.

IAAD è da oltre 45 anni pilastro della formazione dei creativi, sede del primo corso di Transportation Design in Italia; fa parte del Gruppo AD Education - ADE, network europeo delle scuole creative che riunisce 21 scuole e più di 70 campus principalmente in Francia, Italia, Spagna Germania e Regno Unito per un totale di oltre 42.000 studenti. per ulteriori informazioni www.iaad.it

Ingresso libero all’iniziativa.

La mostra nel dettaglio

Al buio di Chiara Caggiano è un lavoro video intimo e stratificato che affronta il tema della depressione e del rapporto tra sé e gli altri. Il montaggio, costruito a partire da riprese analogiche e da un audio suonato all’arpa, restituisce la dimensione fragile e intermittente dell’esperienza emotiva. Il lavoro culmina in un’immagine quasi pittorica: sotto un substrato di foglie autunnali emerge lentamente un occhio che fatica ad aprirsi e chiudersi, evocando una scena sospesa tra estetica manierista e suggestioni rinascimentali. Luca Giuseppe Terlizzi e Pietro Alfieri presentano Il Mercato Centrale Torino che assume la forma di una fanzine in bianco e nero dedicata al mercato di Porta Palazzo. Fotografie urbane apparentemente familiari vengono accostate a immagini glitchate e deformate che trasformano la documentazione in astrazione visiva. La scelta della fanzine richiama una tradizione storica di autoproduzione e comunicazione indipendente. Camilla Ekaterina Balzarotti presenta Tessuti Simpoietici, un lavoro che si colloca tra scultura installativa e textile design. Un abito seminato genera dal proprio interno germogli e piante, trasformando il tessuto in un organismo vivente. L’opera suggerisce un’immagine post-umana in cui identità individuale e collettiva emergono dalla collaborazione tra umano, natura e microrganismi. E ancora: Matteo Melotto si cimenta con SUBSYSTEM, una ricerca che attraversa video, pittura su lastra e superfici tecnologiche. La sua pratica indaga passaggi liminali e nuove forme di vita, generando immagini che oscillano tra alienazione e materializzazione dell’invisibile. Melotto ha già partecipato a diverse mostre personali e collettive in Italia e in Europa e collabora con Studio RO a Milano. Paolo Frassato, con PaoloSfera.tsx, affronta il tema del doppio e dell’identità attraverso un’installazione multicanale che esplora il rapporto tra corpo, percezione e trasformazione. Il lavoro attraversa territori di queerness e autorappresentazione digitale, trasformando una iniziale tensione verso i tratti rifiutati del proprio corpo in una forma ironica e virtuale di ridefinizione del sé. A opera di Martino Giannone, SUNDER + •••, un progetto composto da due tele affiancate da un tubo catodico. Il lavoro nasce da un gesto spontaneo e non mediato, un segno infantile che viene scomposto e riattivato: le due tele, una pittorica e una digitale, si pongono in apparente contrapposizione, ma condividono una stessa struttura interna, costruita su una lastra di metallo. Tra queste due presenze, il tubo catodico introduce una narrazione analogica, come un videotape vernacolare e familiare. Infine, Simone Fontana con NOLYRICSNODRUMS propone un’esperienza sonora composta da una sequenza di tracce audio che costruiscono un climax percettivo. L’opera esiste come vibrazione e sedimentazione sonora: un lavoro immateriale che trasforma l’ascolto stesso in spazio espositivo.

IAAD - Istituto d’Arte Applicata e Design di Torino è stata la prima università italiana a proporre, già dalla fine degli anni ’70, un percorso accademico dedicato al Transportation Design. Questa tradizione di pionierismo si traduce oggi in una visione educativa orientata non solo all’anticipazione, ma anche alla gestione attiva dei cambiamenti che attraversano l’industria del design e della mobilità. Da quasi 15 IAAD ha scelto come propria casa il Quartiere Aurora – con due straordinarie sedi in Corso Regio Parco 15 e Via Pisa 5 - contribuendo alla riqualificazione di un’area post-industriale carica di sfide. I capannoni del quartiere Aurora si sono trasformati negli anni in atelier, studi di progettazione, gallerie, sale posa. Oggi il quartiere è vibrante e attrattivo, terreno fertile per creatività e innovazione. Una realtà in continua evoluzione e trasformazione, di cui IAAD è parte integrante e motore.