Design autoprodotto

Milano - 07/04/2014 : 13/04/2014

In occasione del Salone del Mobile, garibaldi connection punta sul design autoprodotto, presentando lavori di creativi indipendenti, un ambito di nicchia che mette insieme, in una sorta di osmosi, cultura, competenze tecniche e sapienze artigiane del patrimonio italiano.

Informazioni

  • Luogo: GARIBALDI CONNECTION
  • Indirizzo: via Pietro Giannone, 3 bis - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 07/04/2014 - al 13/04/2014
  • Vernissage: 07/04/2014 ore 18,30
  • Generi: design
  • Orari: da martedì 8 a domenica 13 aprile ore 10,30-19,00

Comunicato stampa

Garibaldi Connection è un punto d’incontro in centro, a Milano, dove Cristina Prinetti e Marinella Campagnoli mettono “in connection” idee, persone, iniziative.
In occasione del Salone del Mobile, garibaldi connection punta sul design autoprodotto, presentando dall’8 al 13 aprile lavori di creativi indipendenti.
Quest’ambito di nicchia mette insieme, in una sorta di osmosi, l’educazione alla bellezza e l’inventiva, le competenze tecniche e le sapienze artigiane a rappresentare la vera ricchezza e le potenzialità del patrimonio culturale italiano



Gli artefici provengono da diverse parti d’Italia e sono connessi da uno spirito comune, dal piacere di dar vita a oggetti necessari, la cui utilità si completa soddisfacendo l’esigenza di un’estetica semplice, essenziale, che rende spesso la loro funzionalità implicita e da indagare e scoprire.

La rassegna è ampia:
le panche Flood e gli sgabelli del gruppo MaZZaMuRRu, ricavati da legni travolti dalle alluvioni,
la linea onetwothree di Cristina Prinetti, ovvero divani e poltrone trasformabili in letti, chaise longue, pouf e tavolini,
la libreria EQ di Gianluca Facchini, che si installa senza bisogno di viti,
i vasi di Ludek Lancellotti, decorati da trame come fili di seta e colori che ne mescolano i riflessi,
la Tagliaecuci e l’Elasta-chair di Andrea Fantinato, una lampada che si può comporre a seconda del gusto e delle esigenze e una sedia versatile,
il paravento di Gabriele Memola, che separa gli ambienti aumentandone le possibili dimensioni e immergendoli in nuovi spazi,
le fotografie I colori del verde di Roberto Goffi, stampe ai sali d’argento di soggetti vegetali, che indagano la sostanza delle cose, oltre l’apparenza e l’ovvio, e la sua opera Duchamp che cita gli inganni visivi del grande maestro.

Gli oggetti sono disposti in uno spazio percorso da un segno rosso, che connette e fa scorrere l’energia creativa che da Mazzamurru, Cristina Prinetti, Gianluca Facchini, Ludek Lancellotti, Andrea Fantinato, Gabriele Memola e Roberto Goffi si origina e propaga facendo vibrare l’ambiente.