Denis Riva – Cambio di Muta

Casso - 12/06/2014 : 11/07/2014

In questi disegni, grandi carte stese o paesaggi minuti, appesi come grondanti, riva ha concentrato la sua ricerca nella gestione dei fluidi “spesso direzionati, continuamente imprevedibili, che rimangono stagnanti, fino ad asciugatura, come accade alle volte in natura, quando il terreno impiega una settimana per assorbirne l'acqua caduta”.

Informazioni

Comunicato stampa

Giovedì 12 giugno, al terzo livello nel Nuovo Spazio di Casso (Pn), si inaugurerà la personale Cambio di Muta, dell'artista ferrarese Denis Riva, che avrà termine l'11 luglio.
Fino all'11 luglio, al secondo livello dello Spazio, rimarrà allestita anche la mostra Chunga-wacra, di Jonathan Vivacqua, T-Yong Chung, Michele Gabriele.
Info su mostre e orari su www.dolomiticontemporanee.net



Cambio di muta

“se la durata è il progresso continuo del passato che rode l'avvenire” (henry bergson), allora ogni muta, ed ogni segno, è un moto dell'essere, e della coscienza (oltrechè del progetto, giacchè la natura non ci basta)


poi, ogni cosa è paesaggio, trasposizione, riflesso.
Il paesaggio è fuori, nella misura in cui risuona dentro; il paesaggio si accresce, come gli stati (i moti) d'animo.
lo fa passando per gli oggetti, le sensazioni, gli atomi della realtà consapevole, spesso minuti.

“le cose più grandi, nel mondo, vengono attuate da altre che noi trascuriamo: piccole cause su cui sorvoliamo e che alla fine si ammucchiano” (georg christoph lichtenberg): ecco le scogliere dolomitiche, enormi e quasieterne, costituite di un numero infinito di minute vite cristallizzate. ed ogni cosa di natura.

e poi, guardando le presenze di riva, organiche, intrecciate, uomini-paesaggio, dorsali rocciose e boschive, come schiene di ancestrali giganti sdraiati, e paesaggi nell'uomo: l'uomo è forse metà spirito e metà materia, come il polipo che è metà pianta e metà animale. le creature più singolari sono sempre quelle che si n trovano ai limiti (ancora: FF, fama e fames). anche se, in realtà, le creature sono una sola, ma plurale.

In questi disegni,
grandi carte stese o paesaggi minuti, appesi come grondanti, riva ha concentrato la sua ricerca nella gestione dei fluidi “spesso direzionati, continuamente imprevedibili, che rimangono stagnanti, fino ad asciugatura, come accade alle volte in natura, quando il terreno impiega una settimana per assorbirne l'acqua caduta”.
disegni e opere che nascono senza contorni, vengono costruite senza schemi. in alcuni casi come nelle opere lignee, la carta ricopre il legno per sostituire il colore nella visione di paesaggi o ambientazioni.
i soggetti sono sempre alberi, montagne, sassi, acqua e animali: “è l'ambiente in cui vivo immerso, che ritrova sfogo nelle carte che piego, rovino e porto in giro, come se volessi portarle (portarlo) sempre con me … o come se fossero carte, mappe, della mia ricollocazione, utili a perdersi nel paesaggio che mi circonda, e che sembra essere sempre lo stesso, mentre muta di continuo, ed è fluido”.

Gianluca D'Incà levis.