Deja vu

Oristano - 16/12/2012 : 30/01/2013

MaO (Memento arte Or) presenta “Deja vu” le opere di Matteo Ambu e Marcello Nocera.

Informazioni

Comunicato stampa

Grazie alla collaborazione tra l’Hotel Josto al Duomo e MaO il 16 dicembre si presenta come una domenica da non dimenticare piena di appuntamenti interessanti.

MaO (Memento arte Or) presenta “Deja vu” le opere di Matteo Ambu e Marcello Nocera , la vernice verrà accompagnata dall’evento magistralmente organizzato dall’hotel Josto al Duomo“Sardegna, che bolle…” giornata interamente dedicata ai migliori spumanti dell’Isola nonché accompagnati dai suoi sapori.

Alle h 11.00 e 19.00 vernissage della mostra d’arte contemporanea



h12.00 - 16.00 brunch effervescente accompagnato da degustazioni libere con la selezione dei migliori spumanti, h 16.30 degustazione guidata dei vari tipi, h 18.00 bollicine experience chiacchierata sull’avventura dello spumante in Sardegna, curata da Giuseppe Carrus dove interverranno Piero Cella, Ivo Palazzari e Corrado Casula, h 19.30 “Corride Zente” aperitivo con il coro di Neoneli e Orlando Maxia.

“Deja vu” Matteo Ambu –Marcello Nocera

mostra d’arte contemporanea a cura delle Dott.se

Claudia Loi e Desiree Spadafora



Il fil rouge che ci guida attraverso il percorso della mostra presentata da MAO (Memento Arte Or) è il titolo stesso dell’esposizione.

Perché il déjà vu è alterazione dei ricordi, consiste nella sensazione erronea di aver già visto un'immagine o di aver già vissuto una situazione che si sta verificando, è quindi un fallo della mente.

Le opere presentate sono in effetti accompagnate da un forte senso di familiarità, ma anche dalla consapevolezza che non corrispondono realmente ad una esperienza vissuta in quanto opere prime di due artisti, Matteo Ambu e Marcello Nocera, che giocano con tecniche e materiali che rimandano al già visto creando un senso di stranezza che provoca la consapevolezza per cui "l’ho già visto no, non l'ho già vissuto" che in molti casi si prova, in discordanza con la sensazione.

Ludicità che causa un'anomalia della memoria. E’ l'impressione di un'esperienza che è falsa, un ricordo inesatto ed impropriamente localizzato nella dimensione spazio-temporale, questa la sensazione che producono le opere fotografiche di Marcello Nocera, che sfogliando l’album di famiglia ci presenta la generazione precedente alla sua, bambine col fiocco, signore che leggono il giornale, bambini alieni.

Il primo rimando della memoria è alle foto di Diane Arbus, fotografa che negli anni ‘60 ci metteva davanti a momenti di quotidianità che si frantumavano nel momento in cui l’osservatore attento si rendeva conto che dinnanzi a se si presentavano i freak, i brutti, i mostri che la società difficilmente accetta, ma il Nocera, lavora in modo nettamente inverso in quanto a primo acchito i suoi personaggi appaiono come freak, grazie all’utilizzo di colori e deformazioni date dall’intervento dell’artista, è in un secondo momento che carpiamo la normalità dell’immagine che si fa opera d’arte.

Le opere di Matteo Ambu ci rimandano invece ad Indastria ai resti quindi di una grande città futuristica che probabilmente non tutti conoscono, magari neanche l’Ambu che li ha ricreati, e qui torna il deja vu …

Il riciclaggio è il concetto chiave dell’opera dell’artista, che ci presenta dei pannelli a muro e opere a tutto tondo dai colori piatti, dominanti.

Opere materiali di una produzione eclettica che sposa l’industrial design, in un processo che include aspetti sia estetici che tecnici della progettazione, dove qualsiasi oggetto entri a far parte del disegno dell’artista trova il suo spazio senza abbandonare la sua identità.

Raramente si vede immagine di essere vivente nell’assemblaggio delle sue creazioni, si recepisce una pianta libera, un anticlassicismo atto al recupero che dona spunti di astrazione e geometrismo di derivazione quasi giapponese se si viene riportati con la memoria alle ambientazioni tipiche degli anime nipponici.

Matteo Ambu e Marcello Nocera ad oggi hanno esposto in varie manifestazioni importanti in Sardegna e in Italia, alcune loro opere sono state acquistate dalla Fondazione Bartoli- Felter di Cagliari.

Lavorano presso il laboratorio creativo U.F.O dove progettano e creano le loro opere.

MAO vuole favorire la conoscenza e la diffusione dell’arte in tutte le sue forme.